lunedì 30 marzo 2026

Le serie tv del mese (Marzo 2026)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/03/2026 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Last Kingdom (1a stagione) - Una solida serie storico‑medievale che unisce ritmo serrato, battaglie credibili e un protagonista diviso tra due mondi. Uhtred funziona come ponte narrativo tra Sassoni e Danesi, sostenuto da un cast efficace in cui spicca il Re Alfredo. L'ambientazione è curata, il "muro di scudi" convincente, e il racconto della nascita dell'Inghilterra mantiene un taglio più realistico rispetto a Vikings, con cui condivide temi e atmosfera ma non l'elemento quasi mitico. La stagione procede veloce, con salti temporali lasciati all'intuizione dello spettatore e una trama che intreccia guerra, fede, vendetta e politica senza perdere coerenza. Qualche limite emerge nei dettagli visivi più moderni e nell'invecchiamento poco credibile del protagonista, ma il finale risulta soddisfacente e chiude bene l'arco dei primi due romanzi di Bernard Cornwell. In sintesi: un racconto compatto, coinvolgente e più storico che epico, consigliato agli appassionati del genere. Voto: 7

Fallout (2a stagione) - La seconda stagione funziona, pur perdendo parte dell'effetto sorpresa della fantastica prima (un ottimo inizio per la serie basata sull'omonima serie di videogiochi di ruolo). È una stagione di transizione, più costruita che esplosiva, ma ricca di idee, colpi di scena e un'espansione della lore che farà felici i fan. Il passato pre‑apocalittico offre i momenti più forti, con una riflessione sul potere che arricchisce la serie. Le parti nel presente, invece, risultano talvolta più prevedibili e meno incisive, complice un ritmo centrale un po' irregolare. Nonostante ciò, i personaggi reggono benissimo: Lucy cresce, il Ghoul rimane magnetico, e l'alchimia tra i due è uno dei punti fermi dello show. New Vegas è un'ambientazione riuscita, piena di citazioni ma non ridotta a fan service. La trama introduce nuove minacce (Enclave, Legione, NCR, House) e rilancia la posta in gioco con un finale che apre scenari enormi, dal Colorado innevato alla rivelazione dei microchip di controllo mentale. In sintesi: una stagione solida, meno sorprendente ma più ambiziosa, che prepara un terzo capitolo potenzialmente devastante senza perdere identità né qualità. Voto: 7,5

Il Baracchino (1a stagione) - Una piccola sorpresa dell'animazione italiana: sei episodi rapidi, un mix di 2D, 3D, stop‑motion e pupazzi che crea un bianco e nero riconoscibile e pieno di carattere. Claudia, doppiata da una brillante Pilar Fogliati, tenta di salvare un vecchio locale di stand‑up insieme a un gruppo di comici‑creature doppiati da Lillo, Ferrario, Ravenna, Rapone, Tinti, Giraud, Matano e Sermonti. La serie (firmata Lucky Red e disponibile su Prime Video) diverte ma sa colpire: tra mockumentary alla The Office e humour irriverente emergono fallimento, lutto, frustrazione e il paradosso del comico che fa ridere mentre affonda. Il quinto episodio, unico a colori, ne rivela il cuore più amaro. I rimandi a Bojack Horseman e a Zerocalcare ci sono, ma Il Baracchino trova una voce propria, intima e legata alla scena stand‑up italiana. Qualche sbavatura c'è, ma l'insieme è fresco, maturo e promettente. Un antipasto gustoso che fa sperare in una seconda stagione più ampia e coraggiosa. Voto: 7+

Cruel Summer (Serie Completa) - La serie parte fortissimo: la prima stagione è un thriller psicologico costruito con intelligenza, giocato su tre linee temporali (1993‑95) che ribaltano continuamente il rapporto tra Kate e Jeanette. Regia, fotografia e cast funzionano, l'estetica anni '90 è curata e il racconto scava con precisione nelle fragilità adolescenziali. Qualche prevedibilità c'è, ma resta una stagione tesa, solida e sorprendentemente matura, capace di parlare anche oltre il pubblico teen. La seconda stagione (ambientata a cavallo dell'anno 2000) prova a replicare la formula, ma ne perde la sostanza. Pur mantenendo la struttura tripartita e una confezione elegante, la storia di Megan, Isabella e Luke scivola nel melodramma, accumula colpi di scena poco credibili e non sviluppa davvero i personaggi. Il mistero è debole, il finale non incide e l'insieme appare confuso. In sintesi: Cruel Summer vale per la sua prima stagione; la seconda conserva la forma, ma non l'anima. Voto complessivo: 6,5

BONUS

Kenshin - Samurai vagabondo (1996-1998) [Serie - 95 Episodi] - Uno dei grandi anime degli anni '90, capace di fondere azione, emozione e riflessione con una naturalezza rara. Dopo un avvio episodico e più leggero, la serie trova rapidamente il suo ritmo e raggiunge il suo apice con la saga di Kyoto, un arco narrativo intenso, ricco di combattimenti memorabili e personaggi che restano impressi. Kenshin è un protagonista carismatico, guidato da ideali forti e da una determinazione che lo rende unico nel panorama degli shounen. Attorno a lui si muove un cast ricco e ben definito, ma è Shishio a dominare la scena: un antagonista potente, affascinante, capace di catalizzare l'attenzione e dare alla serie una profondità inaspettata. Anche i comprimari, pur con qualche momento meno convincente, contribuiscono a creare un mondo vivo e coerente. Dal punto di vista tecnico, l'anime sorprende ancora oggi: animazioni curate, regia dinamica, combattimenti fluidi e una colonna sonora splendida che amplifica ogni emozione. Le opening e le ending sono iconiche e contribuiscono a costruire un'atmosfera unica, sospesa tra dramma, romanticismo e ironia. Pur con qualche episodio meno riuscito e qualche scontro secondario un po' forzato, Rurouni Kenshin rimane un'opera fondamentale. È la storia di un uomo e di un'epoca, un racconto di ideali, coraggio e cambiamento che continua a emozionare e coinvolgere. Un anime da vedere, da vivere e da ricordare. Valutazione 8