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lunedì 30 marzo 2026

Le serie tv del mese (Marzo 2026)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/03/2026 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Last Kingdom (1a stagione) - Una solida serie storico‑medievale che unisce ritmo serrato, battaglie credibili e un protagonista diviso tra due mondi. Uhtred funziona come ponte narrativo tra Sassoni e Danesi, sostenuto da un cast efficace in cui spicca il Re Alfredo. L'ambientazione è curata, il "muro di scudi" convincente, e il racconto della nascita dell'Inghilterra mantiene un taglio più realistico rispetto a Vikings, con cui condivide temi e atmosfera ma non l'elemento quasi mitico. La stagione procede veloce, con salti temporali lasciati all'intuizione dello spettatore e una trama che intreccia guerra, fede, vendetta e politica senza perdere coerenza. Qualche limite emerge nei dettagli visivi più moderni e nell'invecchiamento poco credibile del protagonista, ma il finale risulta soddisfacente e chiude bene l'arco dei primi due romanzi di Bernard Cornwell. In sintesi: un racconto compatto, coinvolgente e più storico che epico, consigliato agli appassionati del genere. Voto: 7

Fallout (2a stagione) - La seconda stagione funziona, pur perdendo parte dell'effetto sorpresa della fantastica prima (un ottimo inizio per la serie basata sull'omonima serie di videogiochi di ruolo). È una stagione di transizione, più costruita che esplosiva, ma ricca di idee, colpi di scena e un'espansione della lore che farà felici i fan. Il passato pre‑apocalittico offre i momenti più forti, con una riflessione sul potere che arricchisce la serie. Le parti nel presente, invece, risultano talvolta più prevedibili e meno incisive, complice un ritmo centrale un po' irregolare. Nonostante ciò, i personaggi reggono benissimo: Lucy cresce, il Ghoul rimane magnetico, e l'alchimia tra i due è uno dei punti fermi dello show. New Vegas è un'ambientazione riuscita, piena di citazioni ma non ridotta a fan service. La trama introduce nuove minacce (Enclave, Legione, NCR, House) e rilancia la posta in gioco con un finale che apre scenari enormi, dal Colorado innevato alla rivelazione dei microchip di controllo mentale. In sintesi: una stagione solida, meno sorprendente ma più ambiziosa, che prepara un terzo capitolo potenzialmente devastante senza perdere identità né qualità. Voto: 7,5

Il Baracchino (1a stagione) - Una piccola sorpresa dell'animazione italiana: sei episodi rapidi, un mix di 2D, 3D, stop‑motion e pupazzi che crea un bianco e nero riconoscibile e pieno di carattere. Claudia, doppiata da una brillante Pilar Fogliati, tenta di salvare un vecchio locale di stand‑up insieme a un gruppo di comici‑creature doppiati da Lillo, Ferrario, Ravenna, Rapone, Tinti, Giraud, Matano e Sermonti. La serie (firmata Lucky Red e disponibile su Prime Video) diverte ma sa colpire: tra mockumentary alla The Office e humour irriverente emergono fallimento, lutto, frustrazione e il paradosso del comico che fa ridere mentre affonda. Il quinto episodio, unico a colori, ne rivela il cuore più amaro. I rimandi a Bojack Horseman e a Zerocalcare ci sono, ma Il Baracchino trova una voce propria, intima e legata alla scena stand‑up italiana. Qualche sbavatura c'è, ma l'insieme è fresco, maturo e promettente. Un antipasto gustoso che fa sperare in una seconda stagione più ampia e coraggiosa. Voto: 7+

Cruel Summer (Serie Completa) - La serie parte fortissimo: la prima stagione è un thriller psicologico costruito con intelligenza, giocato su tre linee temporali (1993‑95) che ribaltano continuamente il rapporto tra Kate e Jeanette. Regia, fotografia e cast funzionano, l'estetica anni '90 è curata e il racconto scava con precisione nelle fragilità adolescenziali. Qualche prevedibilità c'è, ma resta una stagione tesa, solida e sorprendentemente matura, capace di parlare anche oltre il pubblico teen. La seconda stagione (ambientata a cavallo dell'anno 2000) prova a replicare la formula, ma ne perde la sostanza. Pur mantenendo la struttura tripartita e una confezione elegante, la storia di Megan, Isabella e Luke scivola nel melodramma, accumula colpi di scena poco credibili e non sviluppa davvero i personaggi. Il mistero è debole, il finale non incide e l'insieme appare confuso. In sintesi: Cruel Summer vale per la sua prima stagione; la seconda conserva la forma, ma non l'anima. Voto complessivo: 6,5

BONUS

Kenshin - Samurai vagabondo (1996-1998) [Serie - 95 Episodi] - Uno dei grandi anime degli anni '90, capace di fondere azione, emozione e riflessione con una naturalezza rara. Dopo un avvio episodico e più leggero, la serie trova rapidamente il suo ritmo e raggiunge il suo apice con la saga di Kyoto, un arco narrativo intenso, ricco di combattimenti memorabili e personaggi che restano impressi. Kenshin è un protagonista carismatico, guidato da ideali forti e da una determinazione che lo rende unico nel panorama degli shounen. Attorno a lui si muove un cast ricco e ben definito, ma è Shishio a dominare la scena: un antagonista potente, affascinante, capace di catalizzare l'attenzione e dare alla serie una profondità inaspettata. Anche i comprimari, pur con qualche momento meno convincente, contribuiscono a creare un mondo vivo e coerente. Dal punto di vista tecnico, l'anime sorprende ancora oggi: animazioni curate, regia dinamica, combattimenti fluidi e una colonna sonora splendida che amplifica ogni emozione. Le opening e le ending sono iconiche e contribuiscono a costruire un'atmosfera unica, sospesa tra dramma, romanticismo e ironia. Pur con qualche episodio meno riuscito e qualche scontro secondario un po' forzato, Rurouni Kenshin rimane un'opera fondamentale. È la storia di un uomo e di un'epoca, un racconto di ideali, coraggio e cambiamento che continua a emozionare e coinvolgere. Un anime da vedere, da vivere e da ricordare. Valutazione 8

giovedì 29 gennaio 2026

Le serie tv del mese (Gennaio 2026)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 29/01/2026 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Stranger Things (5a stagione) - La quinta stagione chiude la saga con un finale emozionante, nostalgico e coerente con lo spirito che ha reso iconica la serie dei Duffer. Gli otto episodi, ricchi di atmosfera e visivamente più curati che mai, offrono un epilogo che celebra i personaggi e i legami costruiti in dieci anni, regalando momenti sinceri e toccanti. Lo scontro finale con Vecna funziona per intensità e messa in scena, mentre l'ultima ora, più intima, dà ai protagonisti un congedo rispettoso e sentito. Non mancano difetti: qualche lungaggine, alcune sottotrame superflue e un ritmo talvolta irregolare. Tuttavia, queste imperfezioni non scalfiscono la forza emotiva della stagione, che preferisce l'eccesso alla freddezza e punta tutto sull'impatto affettivo. Nel complesso una conclusione solida e appagante, capace di onorare il mito della serie e di chiudere un viaggio che ha segnato l'immaginario pop di un'intera generazione. Un addio affettuoso, non rivoluzionario, ma profondamente giusto. Voto: 8

Eyes of Wakanda (Miniserie) - La quarta serie animata dei Marvel Studios parte da un'idea intrigante (seguire i War Dogs attraverso epoche diverse per recuperare artefatti di vibranio) ma si ferma a un risultato solo discreto. Le quattro puntate offrono qualche spunto interessante e un'animazione a tratti suggestiva, ma la serie non sfrutta davvero il potenziale del Wakanda. La struttura antologica limita il coinvolgimento, due episodi risultano troppo simili tra loro e la terza puntata alterna buone intuizioni a forzature evidenti. La CGI è irregolare, la scrittura superficiale e spesso sacrificata all'azione. La quarta puntata, più ambiziosa e legata al MCU, è la migliore ma non basta a risollevare l'insieme. Nel complesso, una miniserie piacevole ma poco incisiva: intrattiene, ma lascia la sensazione di un'occasione mancata. Si poteva fare di più. Voto: 6

Mercoledì (2a stagione) - Una stagione, livello generale e in qualità, inferiore alla precedente: più dark nell'atmosfera, ma con una trama meno solida e diverse forzature. I personaggi principali funzionano, con Enid che spicca più di Mercoledì. Rimane il mood "alla Harry Potter", con meno teen‑romance e più spazio alla famiglia Addams, coinvolta nel mistero centrale attraverso varie sottotrame. Il tentativo di ricreare un momento iconico della prima stagione (cameo di Lady Gaga incluso) risulta forzato e un po' cringe. La storia è a tratti confusa e il ritmo altalenante, dando l'idea di una stagione un po' spinta. Nel complesso si lascia guardare, ma senza entusiasmare. Voto: 6,5

Grotesquerie (1a stagione) - Parte come un thriller-poliziesco classico, ma vira presto verso un ibrido tra horror, crime e dramma familiare, con toni sopra le righe e un'atmosfera sospesa tra realtà e incubo. I personaggi sono ben tratteggiati e la messa in scena è curata, con omicidi coreografati in modo disturbante. Nella seconda metà, però, la serie si perde: accumula situazioni bizzarre, introduce troppe sottotrame e stravolge la narrazione con un colpo di scena che appare più "disonesto" che sorprendente. Il focus si sposta eccessivamente sulle dinamiche familiari, facendo calare tensione e coerenza. Il finale, confuso e poco soddisfacente, apre a una nuova stagione senza lasciare un vero slancio. Ambiziosa ma sbilanciata, finisce per privilegiare lo stile sul contenuto. Consigliata solo ai fan più devoti di Ryan Murphy. Voto: 4,5

The Iris Affair - Missione ad alto rischio (Miniserie) - Un thriller spionistico elegante ma irregolare. Segue Iris Nixon, brillante hacker in fuga dopo aver sottratto l'accesso a una tecnologia potenzialmente devastante, mentre killer, poliziotti corrotti e un magnate della Big Tech la inseguono lungo una splendida Italia da cartolina. Le interpretazioni di Niamh Algar e Tom Hollander sono il vero punto di forza, così come le location e l'azione ben coreografata. Tuttavia, gli otto episodi risultano eccessivi: troppi flashback rallentano il ritmo e la trama, pur ricca di spunti sci‑fi e riflessioni sull'IA, resta prevedibile e un po' fredda. Nel complesso, un prodotto piacevole e visivamente curato che intrattiene, ma non memorabile e poco incisivo: tanta forma, poco cuore, e un potenziale che rimane solo in parte espresso. Voto: 6

BONUS

The Promised Neverland (2019) [Serie - Stagione 1 - 12 Episodi] - Parte come un racconto sereno ambientato in un orfanotrofio, ma già dal primo episodio si trasforma in un thriller psicologico cupo e teso. La scoperta di Emma, Norman e Ray ribalta l'apparenza idilliaca della Grace Field House, rivelando un luogo dove i bambini non vengono adottati, ma allevati come "cibo" per creature mostruose. Da qui nasce una partita a scacchi fatta di strategie, inganni e tentativi di fuga, sostenuta da personaggi ben caratterizzati e da una "Mamma" inquietante e ambigua. L'atmosfera è costruita con grande cura, le animazioni sono solide e la regia sfrutta inquadrature suggestive per amplificare la tensione. Tra i pregi spiccano ritmo, suspense e un cast credibile; tra i difetti, qualche ingenuità narrativa e la maturità poco realistica dei protagonisti. Nonostante ciò, la prima stagione è avvincente, originale nel tono e capace di tenere incollati fino all'ultimo. Un thriller psicologico efficace e consigliato. Valutazione 7,90

A-Kite (1998) [OAV - 2 Episodi] - Un prodotto controverso e di forte impronta pulp, con il suo mix di azione brutale, atmosfera noir e temi disturbanti. La storia segue Sawa, giovane assassina segnata da un passato traumatico, manipolata da un tutore corrotto e coinvolta in una spirale di violenza da cui tenta di liberarsi. Un'opera dall'ottimo character design (di Yasuomi Umetsu), con sequenze d'azione dinamiche e toni cupi, che ha influenzato anche autori come Tarantino. Allo stesso tempo, la presenza di contenuti sessuali espliciti e la rappresentazione di abusi ha fatto etichettare Kite come prodotto per adulti, offuscandone in parte i meriti. Pur con limiti narrativi e alcune forzature, Kite resta infatti un titolo d'impatto: breve, estremo, stilisticamente curato e capace di lasciare il segno, ma decisamente non adatto a tutti. Valutazione 6,50

Neon Genesis Evangelion (1995-1996) [Serie - 26 Episodi] - Un anime che rivoluziona il mecha trasformandolo in un viaggio psicologico e simbolico, dove la battaglia contro gli Angeli è solo la superficie di un racconto molto più intimo. Shinji, Asuka, Rei e Misato incarnano fragilità diverse, esplorate attraverso introspezioni, traumi e relazioni complesse che rendono la serie unica nel suo genere. La regia di Hideaki Anno, audace e sperimentale, costruisce un'atmosfera inquieta e ricca di significati, sostenuta da un immaginario iconico e da momenti di grande impatto emotivo. Accanto ai numerosi pregi emergono difetti evidenti: ritmo irregolare, scontri ripetitivi, simbolismi talvolta più estetici che narrativi e un finale criptico che divide ancora oggi: intenso e concettuale, ma narrativamente carente, tanto da richiedere un film per completare il quadro. Anche il comparto tecnico mostra i limiti dell'epoca, pur brillando nelle idee visive degli Angeli. Nonostante le sue imperfezioni, Evangelion resta un'opera fondamentale, capace di lasciare un segno profondo e di stimolare riflessioni ben oltre la visione, che non si limita a intrattenere, ma che sfida e continua a far discutere. Valutazione 8,25

giovedì 27 novembre 2025

Le serie tv del mese (Novembre 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 27/11/2025 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Sandman (2a stagione) - La seconda stagione di The Sandman, ultima della serie, conferma lo stile introspettivo e simbolico già visto nella prima. Meno spettacolare e con un uso più contenuto della CGI, punta sull'approfondimento dei personaggi e sul percorso di Morfeo, interpretato da Tom Sturridge con maggiore consapevolezza e vulnerabilità. La narrazione, divisa in due blocchi con un episodio extra dedicato a Morte, esplora i rapporti con gli Eterni e introduce figure mitologiche come Odino, Delirio e Distruzione. La regia privilegia la contemplazione al ritmo serrato, con fotografia e scenografie di forte impatto visivo che restituiscono un'estetica onirica e perturbante. Alcuni episodi risultano meno incisivi e la lentezza può scoraggiare chi cerca azione, ma la serie rimane un racconto filosofico e mitico che riflette su identità, tempo e cambiamento. Non è pensata per tutti, ma chi ama introspezione, mitologia e atmosfere gotiche troverà un'esperienza intensa e memorabile. Voto: 7,5

1923 (2a stagione) - La seconda stagione segna un passo avanti rispetto alla prima, trasformandosi in un autentico kolossal western. La messa in scena è imponente, con sequenze d'azione spettacolari e una narrazione più compatta e drammatica, capace di intrecciare il destino dei Dutton con riflessioni profonde sul rapporto tra uomo e natura. Harrison Ford e Helen Mirren regalano interpretazioni di grande intensità, confermando il valore del cast. Non mancano alcune forzature nella scrittura di Taylor Sheridan, soprattutto nel viaggio di Spencer e Alexandra, talvolta eccessivamente carico di sventure, ma il finale tragico e commovente restituisce un senso epico e potente. Nel complesso, una stagione più solida e coinvolgente, che supera le incertezze iniziali e consolida 1923 come un tassello importante nell'universo di Yellowstone. Voto: 6,5

Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere (1a stagione) - Una serie animata che riesce a catturare l'essenza del personaggio, offrendo una visione pura e immediata di ciò che Spider-Man rappresenta: altruismo, leggerezza e crescita personale. La scelta di collocarlo in una linea temporale slegata dall'MCU è sensata e permette di raccontare un Peter Parker giovane e umano, alle prese con i primi passi da eroe. Il design dei costumi e i richiami al fumetto arricchiscono l'esperienza, mentre l'introduzione di personaggi collaterali amplia il mondo narrativo. Non mancano però difetti: il ritmo iniziale è altalenante, la narrazione appare poco originale e il finale arriva con un po' di affanno. Inoltre, la serie non osa abbastanza, preferendo restare su binari sicuri. Nel complesso, si tratta di una prima stagione piacevole e adatta a un pubblico giovane, capace di intrattenere e di gettare basi promettenti per sviluppi futuri, pur senza raggiungere la forza innovativa delle migliori incarnazioni di Spider-Man. Voto: 6,5

Upload (4a stagione) - La quarta ed ultima stagione (recensione terza qui) mi ha lasciato addosso quella sensazione agrodolce che solo i finali ben calibrati sanno dare. Non è un'uscita di scena spettacolare, ma è coerente con lo spirito della serie: un mix di romanticismo, satira sociale e fantascienza che ha sempre saputo distinguersi. Nathan, Nora e Ingrid trovano finalmente una conclusione alle loro storie, e anche se la stagione è breve e qualche dettaglio rimane in sospeso, il cuore emotivo funziona. Quello che ho apprezzato di più è il modo in cui la serie ha scelto di concentrarsi sulle emozioni dei personaggi, senza perdere il suo lato ironico e critico verso la tecnologia e le disuguaglianze. È un epilogo che non cerca fuochi d'artificio, ma che chiude con dolcezza e lascia il pubblico con la sensazione di aver vissuto un viaggio unico. Voto: 6 

The Handmaid's Tale (6a stagione) - La sesta ed ultima stagione de "Il racconto dell'ancella" chiude la parabola di June con intensità e contraddizioni. La produzione resta di altissimo livello, con regia fluida e interpretazioni straordinarie, soprattutto di Elisabeth Moss. I temi affrontati (perdono, identità, falso riformismo) collegano Gilead all'attualità con forza politica. Il ritmo è più coinvolgente rispetto alle ultime stagioni, alternando suspense e momenti riflessivi. Il finale chiude il cerchio narrativo senza risposte facili, preparando lo spin-off The Testaments. Tuttavia, la ripetitività di fughe e scontri e la scarsa coerenza dei confini indeboliscono la tensione. Alcuni dialoghi risultano didascalici e la resistenza appare semplificata, poco radicata nella realtà storica. Nonostante i limiti, la stagione restituisce intensità e un senso di compiutezza alla storia. Non rivoluzionaria come agli esordi, ma discretamente positiva e capace di lasciare domande giuste. Voto: 7

BONUS

Black Lagoon - The Second Barrage (2006) [Serie - Stagione 2 - 12 Episodi] - La seconda stagione riprende esattamente da dove la prima stagione si era fermata, mantenendo intatta la miscela di azione esplosiva, ironia graffiante e violenza spettacolare. Dodici episodi serrati che ampliano l'universo della Lagoon Company, con missioni ambientate tra Roanapur e il Giappone, e un focus maggiore sui personaggi secondari, da Hänsel e Gretel a Yukio Washimine e Ginji Matsuzaki. La serie rinuncia a parte dell'introspezione della prima stagione per spingere sull'acceleratore dell'azione e dei conflitti, ma resta visivamente impeccabile, con animazioni fluide, colori vividi e una colonna sonora incisiva. Balalaika e Revy brillano tra i protagonisti, mentre Rock cresce in determinazione e arguzia. In definitiva, Second Barrage non innova ma consolida: un seguito potente e godibile, perfetto per chi cerca adrenalina e personaggi carismatici. Valutazione 6,90

Neoranga - L'arcana divinità del mare del sud (1998) [Serie - 24 su 48 Episodi] - Questo anime parte con ottime premesse e sembra promettere molto, ma non riesce a mantenere le aspettative. Gli episodi, della durata di poco meno di quindici minuti, raccontano brevi momenti della vita quotidiana delle sorelle Shimabara e dell'arrivo di Ranga, senza però avere il tempo di approfondire davvero personaggi e vicende. Ne risulta una narrazione superficiale e spesso inconcludente, con intrighi accennati ma mai chiariti. Dal punto di vista tecnico, i primi episodi mostrano disegni e animazioni di buon livello, ma col tempo la qualità cala e lo stile diventa meno curato, pur restando gradevole. La caratterizzazione funziona soprattutto sulle tre sorelle, mentre gli altri personaggi rimangono figure di contorno. In Italia la serie è stata interrotta all'episodio 24, mentre in Giappone gli episodi successivi sono stati ridotti a circa dieci minuti, accentuando la sensazione di un progetto incompleto. Valutazione 6

giovedì 25 settembre 2025

Le serie tv del mese (Settembre 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 25/09/2025 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Squid Game (3a stagione) - La terza stagione rappresenta una conclusione dignitosa per la saga ideata da Hwang Dong-hyuk, riuscendo a chiudere il cerchio narrativo iniziato con la prima, folgorante stagione. Sebbene sia di fatto la seconda parte della stagione precedente, riesce a trovare un finale che, pur non raggiungendo le vette iniziali, si dimostra all'altezza del compito. Il merito va soprattutto allo showrunner, che ha saputo portare a termine la sua visione nonostante le pressioni evidenti da parte di Netflix, più interessata allo sfruttamento commerciale del brand che alla sua evoluzione naturale (reboot e/o spin-off anche no). Questa terza stagione punta più sul "cosa" che sul "come": i giochi sono visivamente spettacolari e più complessi, ma il racconto soffre di una certa fretta, con personaggi meno approfonditi e una mitologia interna che perde coerenza. Il risultato è una chiusura che lascia buoni ricordi, ma anche interrogativi irrisolti, segnando una parabola discendente rispetto all'impatto iniziale. Nonostante tutto, Squid Game 3 riesce a salvarsi e a offrire un epilogo coerente per Gi-hun e gli altri protagonisti, a cinque anni dalla prima messa in onda. La serie conferma il suo status di fenomeno culturale, capace non solo di intrattenere, ma anche di stimolare riflessioni profonde su disuguaglianza, disperazione e i limiti morali dell'essere umano. In un mondo sempre più diviso, le scelte dei personaggi risuonano con le nostre, rendendo Squid Game un racconto disturbante ma necessario. Voto: 7

Cobra Kai (6a stagione) - La sesta stagione di Cobra Kai è stata per me un mix di emozione e delusione. Dopo un inizio promettente, la serie ha perso il contatto con la realtà, diventando sempre più assurda e ripetitiva (sempre più surreale). I primi episodi sono stati piatti e dimenticabili, con dinamiche stanche e personaggi poco incisivi. Il Sekai Taikai ha riportato un po' di interesse, ma tra regole confuse e scelte narrative discutibili, anche questa parte ha faticato a convincere. Solo nell'ultima parte la serie ritrova un po' di sé stessa: nostalgia, emozioni e un finale che, pur imperfetto (tra forzature narrative e buonismo eccessivo), rende giustizia al protagonista e chiude il cerchio. Pur perdendo il contatto con la realtà, Cobra Kai resta godibile se accettato come puro intrattenimento sopra le righe, un po' come Holly e Benji: improbabile, ma irresistibile. Cobra Kai ha avuto alti e bassi, e forse è andata avanti troppo a lungo (qui la quinta), ma è stato un bel viaggio. Tecnicamente solido, ma narrativamente prudente, Cobra Kai saluta i fan con affetto, omaggiando il mito di Karate Kid e lasciando un messaggio chiaro: trovare il proprio equilibrio è la vera vittoria. Voto: 5,5

Riverdale (7a stagione) - La settima stagione di Riverdale disorienta e delude. Dopo sei stagioni dense di trame intricate, relazioni complesse e sviluppi sovrannaturali, la serie si reinventa completamente con un'ambientazione negli anni '50, cancellando di fatto tutto ciò che era stato costruito. I personaggi vengono riscritti, i loro traumi e percorsi di crescita ignorati, e le relazioni centrali (come quella tra Archie, Betty e Veronica) vengono svuotate di significato. Sebbene il finale riesca a commuovere, l'intera stagione appare scollegata dal resto della serie, con un tono predicatorio e una forte enfasi su tematiche sociali come razzismo e omofobia, trattate però in modo ripetitivo e poco integrato nella narrazione. Il risultato è un reboot mascherato da conclusione, che lascia l'amaro in bocca a chi ha seguito fedelmente la serie fin dall'inizio. Voto: 5

Disincanto (Serie Completa) - Creata da Matt Groening, una serie animata che si distingue dalle sue opere precedenti per l'approccio narrativo più seriale e complesso. Ambientata nel regno fantasy di Dreamland, segue le disavventure della principessa Bean, dell'Elfo e del demone Luci, affrontando con ironia temi come la vita, la morte, l'amore e la sessualità. La serie si fa notare per la cura dell'animazione e delle scenografie, oltre che per la dinamica tra i protagonisti, che regala momenti divertenti e talvolta toccanti. Tuttavia, non mancano i difetti: l'umorismo è spesso meno efficace rispetto a I Simpson o Futurama, e la trama, soprattutto nelle stagioni finali, tende a diventare confusa e ripetitiva. Il titolo stesso, "Disincanto", risulta poco incisivo nel rappresentare l'identità della serie. Nonostante ciò, il percorso dei personaggi e la volontà di sperimentare una narrazione più articolata rendono Disincanto un esperimento interessante, seppur imperfetto, nel panorama dell'animazione per adulti. Voto: 6,5

BONUS

Elfen Lied (2004) [Serie - 13 Episodi + 1 OAV] - Un anime che osa, ma vive di estremi: violenza grafica, tristezza profonda e fanservice discutibile. La trama, pur valida e ricca di temi forti come discriminazione, amore, vendetta e trauma, soffre di buchi narrativi e un finale tronco con cliffhanger irrisolti. Alcuni personaggi brillano (Lucy, Nana, Kurama), altri risultano stereotipati e irritanti (Kōta, Yuka). Il sangue non è gratuito: contribuisce a un'atmosfera tragica e intensa. L'opening "Lilium", in latino e visivamente ispirata a Klimt, è una gemma. Non perfetto, ma coinvolgente e consigliato a chi cerca emozioni forti e riflessioni profonde. Valutazione 6,90

RIN - Le figlie di Mnemosyne (2008) [Serie - 12 Episodi] - Un anime noir-fantasy con forti elementi ecchi e torture porn. Ambientato tra anni '90 e futuro, ruota attorno a Rin, investigatrice immortale, e all'albero mitologico Yggdrasil, i cui frutti donano immortalità alle donne e trasformano gli uomini in angeli violenti e inquietanti. La serie alterna casi investigativi a salti temporali, ma soffre di ripetitività e una trama orizzontale debole (mix eccessivo di generi trattati in modo confuso), appesantita da scene erotiche forzate e personaggi poco sviluppati. Solo negli episodi finali Rin acquista profondità, mentre gli angeli portano tensione e morbosità che salvano l'anime dal naufragio. Disegni e ambientazioni convincono, ma il fanservice sadomaso domina la narrazione. Un esperimento audace, disturbante e imperfetto. Valutazione 6,75

giovedì 28 agosto 2025

Le serie tv del mese (Agosto 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 28/08/2025 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Love, Death & Robots (4a stagione) - A tre anni dalla precedente, la quarta stagione delude le aspettative e rappresenta il punto più basso della serie ideata da Tim Miller e David Fincher. I dieci episodi mancano di coesione, originalità e impatto emotivo: solo 2-3 si distinguono, mentre gli altri risultano stanchi, frettolosi o imbarazzanti. L'animazione resta eccellente, ma non basta a compensare la debolezza narrativa e la scarsità di idee nuove. La stagione appare come una raccolta disomogenea di esperimenti visivi privi di direzione, incapaci di lasciare il segno. La comicità è banale, la fantascienza poco coinvolgente, e le intuizioni brillanti troppo rare. Love, Death & Robots 4 è un'occasione mancata, che conferma il calo creativo della serie, ormai lontana dalla brillantezza e dal coraggio sperimentale del suo debutto. Voto: 5

Andor (2a stagione) - La seconda stagione di Andor si impone, dopo una prima stagione discretamente soddisfacente ma nella sua complessità alquanto interlocutoria, come una delle opere più mature e ambiziose (al pari di The Mandalorian) dell'universo Star Wars. Con scrittura raffinata, regia elegante e personaggi profondamente sfaccettati, la serie ridefinisce i confini narrativi del franchise, offrendo una prospettiva intensa sulla nascita della Ribellione. Il ritmo iniziale lento lascia spazio a un crescendo emotivo potente, culminando in una seconda metà drammatica e visivamente straordinaria. Ogni aspetto tecnico, scenografie, costumi, colonna sonora, è curato con precisione. Il lavoro di Tony Gilroy, arricchito dall'eredità tematica di Dave Filoni, conferisce nuovo significato agli eventi della trilogia originale e di Rogue OneAndor si conferma così tra le produzioni più rilevanti dell'era moderna di Star Wars: una riflessione profonda sul sacrificio, la libertà e la complessità dell'animo umano. Voto: 7,5

The Umbrella Academy (3a & 4a stagione) - La terza stagione delude su tutti i fronti. La trama è stiracchiata, i nuovi personaggi della Sparrow Academy risultano superflui, e il paradosso del Kugelbitz non riesce a dare vera tensione. I protagonisti sono snaturati, con Ben e Allison diventati insopportabili, mentre gli altri oscillano tra l'inutile e il ridicolo. Il cast sembra stanco, e molti episodi sono pieni di scene cringe e prive di senso. Una stagione che poteva essere riassunta in tre episodi, ma ne offre dieci, sette dei quali basati sul nulla. La quarta ed ultima poi si rivela prevedibile e poco coinvolgente. I fratelli Hargreeves sono ancora una volta divisi in trame dispersive, mentre l'ennesima apocalisse e trovate bizzarre non riescono a risollevare una narrazione ormai stanca. La riduzione degli episodi migliora il ritmo, ma il finale, frettoloso e privo di impatto emotivo, cancella tutto quanto costruito in precedenza. Un epilogo deludente per una serie dal potenziale sprecato. Voto complessivo: 4,5 [Voto Finale Serie: 5,5]

Yellowstone (5a stagione) - La quinta stagione di Yellowstone si divide in due parti: la prima è intensa e coinvolgente, culminando in un episodio memorabile; la seconda, segnata dall'uscita di Kevin Costner, risulta meno incisiva e sotto le aspettative. Beth Dutton prende il ruolo centrale, ma l'assenza di John Dutton pesa sulla qualità generale. La serie mantiene il suo stile epico western, con riflessioni su progresso, territorio e famiglia, ma il finale soffre di scelte narrative forzate e prevedibili. Il ritmo è altalenante e alcuni personaggi, come Kayce e Jamie, risultano poco valorizzati. Nonostante le difficoltà produttive e le evidenti forzature, la stagione riesce a offrire una conclusione dignitosa, con momenti emozionanti e funzionali. In sintesi, Yellowstone 5 è una stagione divisa tra l'eccellenza iniziale e una chiusura condizionata da eventi esterni. Non raggiunge i picchi delle prime stagioni o degli acclamati spinoff 1883 e 1923, ma riesce comunque a mantenere viva l'essenza della saga. Voto: 6+

BONUS

Angel Cop (1989-1994) [OAV - 6 Episodi] - Una serie d'azione anni '80, violento e cupo, ambientato in un Giappone paranoico post-Guerra Fredda. Mescola azione frenetica, violenza estrema e una componente fantascientifica che sfocia talvolta nello splatter. I personaggi sono schematici, la critica al capitalismo è abbozzata e rapidamente superata dagli eventi storici. Nonostante il tema uomo-macchina oggi risulti datato, il ritmo serrato e le animazioni ancora godibili rendono Angel Cop un titolo che, pur non brillando per originalità, sa intrattenere. Valutazione 6,25

Corpse Party (2012-2013) [OAV - 5 Episodi] - Un gruppo di ragazzi esegue un rituale per restare uniti, ma finisce in una dimensione maledetta dove dovrà affrontare orrori e svelare un mistero legato a vecchi omicidi scolastici. L'anime (basato su di un videogioco), composto da 4 episodi più un breve prequel introduttivo, punta tutto sull'horror e lo splatter, sacrificando il mistero e la profondità narrativa. Atmosfere claustrofobiche e disegni efficaci creano tensione, ma la trama è confusa, i personaggi poco credibili e alcune scelte narrative discutibili. Buono per gli amanti del gore, meno per chi cerca una storia solida. Sufficiente, ma poteva dare di più. Valutazione 6

Genocyber (1994) [OAV - 5 Episodi] - Ambientato in un mondo cyberpunk, dove due sorelle sono coinvolte in un esperimento per risvegliare una creatura psichica devastante. La serie è divisa in tre archi narrativi e si distingue per un'estetica estrema: violenza grafica, contenuti disturbanti e atmosfere apocalittiche. La trama è frammentata e caotica, complice la cancellazione del manga originale e una regia debole. Nonostante un buon comparto tecnico e qualche spunto interessante, l'anime soffre per scelte narrative confuse e personaggi poco sviluppati. Resta consigliato solo agli appassionati di horror splatter e cult cyberpunk anni '90. Un prodotto controverso, visivamente d'impatto ma narrativamente instabile. Valutazione 6

Mad Bull 34 (1990-1992) [OAV - 4 Episodi] - Serie composta da 4 episodi ambientata nel distretto 34 di New York, dove il giovane poliziotto Daizaburo viene affiancato al brutale e sopra le righe Sleepy, detto Mad Bull. L'anime mescola poliziesco, splatter, azione e soft erotismo, con uno stile che richiama i B-movie americani anni '80. La trama è semplice e i singoli episodi sono quasi autoconclusivi, puntando più sull'eccesso visivo e sull'ironia che su una narrazione coerente. L'animazione è grezza ma funzionale, i personaggi stereotipati ma efficaci, e il tono generale è esagerato e grottesco. Nonostante un finale debole e qualche caduta di stile, resta un titolo divertente per gli amanti dell'action pulp e dell'animazione vintage. Valutazione 6,25

lunedì 23 dicembre 2024

Le serie tv del mese (Dicembre 2024)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 23/12/2024 Qui - Non ho visto tutte le serie e miniserie che avrei dovuto, ma soprattutto voluto vedere, però posso ritenermi soddisfatto in ogni caso di quello che vedere ho potuto. E ciò nonostante la mediocrità di alcune di esse (la delusione conta fino ad un certo punto), la sola sufficienza raggiunta da altre, perché prodotti di qualità mi sono capitati tra le mani, e molti di questi ho apprezzato davvero tanto, come questo mese può far intendere e come la classifica finale in arrivo potrà far capire.

[Sky] Hanno ucciso l'Uomo Ragno - La leggendaria storia degli 883 (1a stagione) - Come fan sfegatato della band e degli anni '90, ho trovato la serie davvero notevole, specialmente per la sua capacità di trasmettere la genuinità e la freschezza di Mauro e Max, due giovani sognatori di provincia. Sydney Sibilia dimostra nuovamente la sua abilità evocativa. Dopo alcune puntate introduttive, la serie prende davvero il volo, concentrandosi sulle piccole cose quotidiane che caratterizzeranno i testi della band. Il cast è ben scelto e offre interpretazioni dignitose, mentre la sceneggiatura brillante garantisce un effetto nostalgia. Nonostante qualche licenza poetica, la serie rende perfettamente sia il percorso artistico e umano che l'amicizia tra i due protagonisti. Non è un capolavoro, ma è estremamente divertente. Promossa a pieni voti. Voto: 8

[Sky] The Penguin (Miniserie) - Spin-off di The Batman di Matt Reeves che, pur non coinvolgendo Batman e pur con toni diversi, è realizzato molto bene. La serie si distingue per le interpretazioni eccezionali e l'assenza di limiti sulla violenza, rendendola intensa e libera. Tuttavia, per chi ha già visto molte serie crime, The Penguin potrebbe sembrare poco innovativo. La trama affannata e il registro che si prende troppo sul serio finiscono per lasciare una sensazione di déjà-vu. E quindi per quanto pregevole, poco interessante o utile. Sorge perciò spontanea una domanda: era davvero necessaria questa serie? Probabilmente, ma soprattutto personalmente, no. Voto: 5,5

[Disney Plus] Only Murders in the Building (4a stagione) - La quarta stagione di Only Murders in the Building torna saggiamente alle origini dopo una terza stagione troppo incentrata su Broadway e su Oliver, risultata la più debole della serie. La nuova stagione riporta il trio al centro della narrazione, impegnato in un caso che colpisce personalmente uno di loro (in questo caso Charles, come cliffhanger finale scorsa stagione lasciava intuire). Sebbene la dinamica sia un po' ripetitiva, la serie continua a offrire situazioni paradossali e introduce nuovi, stravaganti personaggi all'Arconia. L'alchimia tra i protagonisti rimane il punto di forza, garantendo una stagione spensierata e leggera, senza mai smettere di far sorridere. Una stagione in definitiva non sorprendente o entusiasmante, ma sicuramente promossa. Voto: 7

[Netflix] Arcane (2a stagione) - La seconda e (purtroppo) ultima stagione di Arcane mi ha lasciato spesso senza parole. La bellezza visiva, evidente fin dai primi episodi, è diventata il suo biglietto da visita. La serie è riuscita a concludere in maniera soddisfacente un racconto corale complesso, senza sacrificare lo sviluppo dei personaggi. La maestosità delle sequenze finali e la drammaticità di alcune scene confermano Arcane come una delle migliori serie d'animazione. Tuttavia, la trama si conclude frettolosamente, limitando l'impatto narrativo di alcuni archi. Anche se la scrittura mantiene momenti intensi, non sfrutta appieno il potenziale creato nella prima stagione. Nonostante questi difetti, Arcane 2 rimane un capolavoro visivo e narrativo, ricco di momenti adrenalinici e toccanti, accompagnato da una colonna sonora memorabile. Un prodotto audiovisivo di grande pregio, tanto sbalorditivo quanto intenso, che facile consigliare praticamente a tutti. Voto: 8

[Disney Plus] Agatha All Along (Miniserie) - Kathryn Hahn tiene in piedi l'intera serie con il suo carisma, nonostante un cast di comprimari rispettabile ma meno incisivo. La serie abbonda di riferimenti alla cultura pop Disney, ma esagera con il politically correct (la strega di colore è l'unica a sopravvivere, inevitabile poi la deriva omosessuale). Il ritmo inizialmente blando migliora verso la fine grazie agli effetti speciali. Non è un capolavoro, ma è godibile. Agatha All Along è meglio di quanto ci si potesse aspettare, pur non raggiungendo i livelli di WandaVision ma rimanendo sopra altri prodotti Marvel Studios come She-Hulk. Voto: 6+

[Netflix] Odio il Natale (2a stagione) - La seconda stagione di Odio il Natale continua il percorso di una delle serie italiane Netflix più discusse delle feste. Tra disagi generazionali, amori e litigi, la serie trova una propria dimensione, originale e sincera, nonostante le contraddizioni tra cinismo e sentimentalismo, fra disgregazione ed unità familiare. In questa stagione si ride, ci si commuove e si riflette ancora più della precedente. L'intrattenimento leggero e casalingo proposto rimane perfetto per il periodo natalizio, anche se alcune scelte di trama risultano prevedibili. Resta comunque (e nuovamente) un prodotto godibile, con una sempre brillante Pilar Fogliati. Voto: 7

[Disney Plus] Nuovo Santa Clause cercasi (2a stagione) - La seconda stagione della serie televisiva The Santa Clauses mantiene l'approccio della prima stagione, con un tono leggero e adatto a tutti. Il lato ironico è il punto forte, supportato da trucco e interpretazioni eccellenti. Tim Allen è una garanzia come Babbo Natale, mentre Eric Stonestreet sorprende nei panni di Magnus Antas. Il lato drammatico è meno convincente, ma la serie resta un divertente show natalizio con quel pizzico di fantasia che ha reso i film di Santa Clause memorabili. Mancano episodi veramente belli (si rimane sempre nella sufficienza), ma sorvolare si può. Voto: 6

giovedì 28 novembre 2024

Le serie tv del mese (Novembre 2024)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 28/11/2024 Qui - Cerco sempre di stare al passo dei tempi e delle uscite con le serie, non sempre riesco, anche perché c'è sempre qualcosa da recuperare, ma qualche volta, come per questo mese o come per il prossimo (anche se ci saranno due serie Natalizie di stagioni uscite lo scorso anno) imprescindibile esso diventa. E infatti eccomi alle prese con serie "di successo" dell'ultimo periodo, quelle più "chiacchierate" del momento. Ammetto che, speravo meglio, ma per adesso male non è andata.

[Disney Plus] A Murder at the End of the World (Miniserie) - Un gruppo di eminenti personalità, ognuna esperta nel proprio settore, si ritrova in un eccentrico hotel in Islanda, equipaggiato con tecnologie di punta. L'improvvisa morte di uno di loro innesca la rivelazione di molti segreti. Il thriller, che si ispira ai classici di Christie ma è arricchito dalle meraviglie dell'intelligenza artificiale, risulta avvincente e fluido, nonostante i frequenti flashback della protagonista interrompano il racconto. Tuttavia, il finale appare precipitoso e la rivelazione del colpevole non è tanto inaspettata quanto si desidererebbe, rendendo il racconto valido, ma non memorabile. Voto: 6,5

[Disney Plus] The Acolyte - La seguace (1a stagione) - La serie "The Acolyte", ambientata un secolo prima della trilogia originale di Star Wars, si presenta come un'indagine investigativa che attraversa vari pianeti e segue le vicende di due sorelle dal destino incrociato. Tuttavia, la narrazione si concentra su un Maestro pieno di rimorsi per un errore commesso e su un conflitto familiare che ne deriva, facendo sembrare la trama ripetitiva già dai primi episodi. Nonostante ciò, l'elemento di interesse è rappresentato dal villain e da un piccolo robot, che insieme conferiscono un minimo di valore a questa produzione (comunque tecnicamente impeccabile) altrimenti mediocre. Voto: 5

[Prime Video] Il Signore degli Anelli - Gli Anelli del Potere (2a stagione) - Chi scrive, pur avendo lasciato da parte l'attinenza ai testi originali già dalla prima fantastica stagione, aveva riconosciuto in essa un discreto fantasy, nonostante alcuni problemi. Ora, la seconda stagione de Gli Anelli del Potere ha fatto notevoli progressi. Con una narrazione più chiara e coerente, arricchita (ancora una volta) da momenti epici e scene magniloquenti, ha superato le lacune (alcune ma non tutte) della prima, grazie anche a personaggi ben sostenuti da elementi chiave. Tuttavia, le scene ambientate a Númenor sembrano datate, in contrasto con il resto del racconto e della messa in scena. Nonostante ciò, resta una stagione complessivamente appagante, che lascia l'attesa di come si svilupperà il seguito di questa avvincente saga. Voto: 7

[Netflix] Ripley (Miniserie) -  Un'esecuzione stilistica notevole caratterizza questa serie, che è buona ma non straordinaria. La qualità fotografica spicca. Potrei fermarmi qui, dato che oltre a uno stile impeccabile, la serie è godibile ma non tocca le vette di eccellenza che alcuni hanno proclamato. Gli attori non brillano sempre, più per i personaggi non particolarmente affascinanti che per la loro performance, e la trama talvolta risulta forzata e poco credibile, culminando in un finale sorprendentemente scontato. Nonostante ciò, la regia crea pathos e, in certi momenti, tensione. Notevoli sono i frequenti riferimenti culturali e sociali che dipingono un'Italia in bianco e nero. Voto: 6,5

[Netflix] Blue Eye Samurai (1a stagione) - Nel Giappone feudale del XVII secolo, la giovane Mizu, mascherata da uomo, cerca vendetta contro coloro che l'hanno emarginata. Questa serie Netflix (a metà strada tra l'iconico Ninja Scroll e la recente Shogun), che fonde elementi giapponesi con produzione canadese e americana, si distingue per la sua struttura narrativa e l'eccellente qualità tecnica, con sfondi e animazioni di primo livello. La sceneggiatura mescola con maestria vari temi, alternando stili narrativi e trattando con disinvoltura questioni come identità, bullismo ed emancipazione femminile. È veramente eccezionale. Un seguito impaziente attendo. Voto: 7,5

[Netflix] Il problema dei 3 corpi (1a stagione) - Da tempo, letteratura e cinema ci hanno fatto pensare che non siamo soli e che non siamo la specie dominante. Questa serie indaga l'idea con una nuova prospettiva: essi sono qui, ma celati. Per comprenderlo, occorre un approccio che fonda scienza e fantasia, balzi temporali essenziali e personaggi intriganti, anche se non sempre convincenti. All'inizio, può sembrare complesso da seguire. Che pericolo si cela? La stagione finisce aperta a un seguito. L'avventura è avvincente, ma non abbastanza da lasciarmi in trepidante attesa della continuazione. Non trovo che sia particolarmente originale, per ora sembra un miscuglio di elementi già visti, come il culto di Lost, da risolvere nella seconda stagione. Il mio giudizio è imparziale; se fosse personale, sarebbe inferiore. Voto: 6+

mercoledì 17 luglio 2024

What If...? (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/07/2024 Qui - La seconda stagione di What If...? conferma tutto ciò che di buono si era visto in precedenza, risultando nuovamente tra i migliori prodotti Marvel degli ultimi tempi, escludendo il terzo capitolo dei Guardiani della Galassia. Ma tra le serie, è certamente una delle migliori, soprattutto dopo la deludente Echo. Questo secondo capitolo è narrativamente più complesso e tortuoso da seguire, ma a livello di animazione ha fatto notevoli passi avanti. L'idea di puntare su personaggi minori e inediti non funziona come gli autori avrebbero voluto, e ancora una volta a tenere incollati allo schermo sono i personaggi della vecchia guardia, confermando forse il problema e il trend generale del MCU degli ultimi tempi. Tra gli episodi più riusciti, infatti, ci sono quelli che ruotano intorno agli Avengers originali e ai Guardiani della Galassia. Nel complesso, non c'è un episodio che si possa definire mal realizzato. La varietà delle puntate, estremamente diverse fra loro, è sorprendente. Non tutto funziona perfettamente, ma per un prodotto che nasce come "paradossale", What If...? 2, con tutti i suoi limiti, fa il suo dovere. Le nove puntate complessivamente intrattengono e mostrano le enormi potenzialità del multiverso. E non finisce qui, perché un'altra stagione ci sarà, e non si vede l'ora di scoprire cosa riserverà. Voto: 7 [Disney Plus]

Devilman Crybaby (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/07/2024 Qui - La serie tenta di rimanere fedele all'opera originale, ma perde incisività e impatto filosofico a causa della sceneggiatura. La narrazione è frenetica, condensando l'intera storia in 10 episodi, il che porta a tagli drastici di elementi chiave del manga. L'introduzione di novità come lo sport (corse di atletica) e la forte presenza di scene di sesso (quasi assenti nel manga), predominano inutilmente, sottraendo spazio a particolari più essenziali. Tuttavia, l'opera nel complesso non è spiacevole. In sintesi, Masaaki Yuasa dimostra di aver letto attentamente l'opera originale, ma aggiunge troppo del suo, realizzando una rilettura piuttosto scialba e annacquata, introducendo personaggi e situazioni non presenti nel manga. Il risultato finale non è male, nonostante alcune scelte discutibili, ma non è ciò che ci si poteva aspettare. Devilman Crybaby è un progetto originale e ambizioso, che mira a riportare alla luce una versione più moderna della storia creata da Go Nagai nel 1972, ma a volte si perde in dettagli futili, tralasciando sezioni fondamentali della storia, e non impressiona dal punto di vista estetico. È vedibile, ma per una comprensione più profonda delle tematiche affrontate da Go Nagai, è meglio leggere (come ho fatto io) l'opera originale, assolutamente attuale, ricca, profonda e inarrivabile. Voto: 6+ [Netflix]

martedì 23 aprile 2024

Il meraviglioso mondo di Topolino (Serie Completa)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/04/2024 Qui - Per celebrare il novantaduesimo anniversario del mitico topastro, Disney Plus ha lanciato una serie di cortometraggi animati (della durata di sette minuti ognuno) che riportano in scena Topolino e i suoi famosi amici, da Minnie la dolce a Paperino il simpatico, quest'ultimo "tornato" dopo il successo di DuckTales. La serie è continuata con una seconda stagione composta da "pacchetti" di episodi basati sulle quattro stagioni, culminando in uno speciale episodio celebrativo. Il meraviglioso mondo di Topolino offre compagnia di qualità con episodi vivaci che promettono molte risate. La diversità degli ambienti impedisce la noia, e le numerose citazioni stimolano l'attenzione alla ricerca di tutte. Lo stile grafico può essere apprezzato o meno, in particolare il nuovo look dei personaggi che potrebbe necessitare di un periodo di adattamento. Complessivamente, nonostante alcuni difetti che possono distogliere dallo spettacolo, non ritengo siano così gravi da compromettere l'esperienza. Un'esperienza piacevolmente comica e divertente, anche per un pubblico adulto. Voto complessivo: 6,5 [Disney Plus]

Scott Pilgrim - La serie (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/04/2024 Qui - La serie brilla per la sua creatività e l'eccezionale animazione. È un punto di forza il ritorno degli attori originali nei loro ruoli, tuttavia la narrazione risulta confusa e a tratti illogica. Questo porta a riconsiderare il film originale, che nonostante non fosse del tutto convincente, non risultava così caotico. La serie, composta da otto episodi, si discosta dalla trama del film e può essere vista come un seguito delle graphic novel e del film stesso, reinterpretando gli eventi in chiave giallistica. I temi trattati sono seri e ben sviluppati, ma la trama principale è eccessivamente bizzarra e complicata. Inoltre, la serie non riesce ad essere un thriller coinvolgente, mancando di suspense nell'indagine di Ramona. Nonostante ciò, non mancano momenti divertenti e la colonna sonora è adeguata. È un vero peccato che la sceneggiatura sia così disordinata, soprattutto considerando la qualità dell'animazione. Nonostante le criticità, è però difficile respingere completamente la serie, che pur non raggiungendo il potenziale sperato, non è da considerarsi un fallimento, grazie soprattutto alla sua spiccata originalità ed inventiva. Voto: 6 [Netflix]

Onimusha (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/04/2024 Qui - Takashi Miike dirige l'adattamento del celebre videogioco fantasy-storico, un lavoro svolto con onestà ma privo di particolari scintille. Si tratta di un esperimento affascinante, sebbene non completamente riuscito. C'erano tutte le premesse per un prodotto di qualità, dalla scenografia al cast. Purtroppo, la serie non mantiene tutte le sue promesse, limitandosi a un action fantasy piuttosto tradizionale. Onimusha si distingue comunque per la sua estetica notevole, offrendo uno spettacolo visivo coinvolgente. Tuttavia, non tutto funziona come dovrebbe: la trama è eccessivamente lineare, con pochi e poco convincenti colpi di scena. Di conseguenza, ne emerge un anime efficace nella rappresentazione delle ambientazioni e nell'animazione all'avanguardia, ma che avrebbe potuto essere molto di più se fosse stato sostenuto da una trama più complessa e un ritmo più incalzante. Onimusha rimane comunque un'esperienza piacevole, ma persiste il rimpianto per ciò che avrebbe potuto essere: molto più di una semplice trasposizione in grafica computerizzata di un film di samurai tradizionale, benché affascinante. Voto: 6+ [Netflix]

lunedì 20 novembre 2023

Questo mondo non mi renderà cattivo (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2023 Qui - Altra serie (la seconda) di discreta qualità per Zerocalcare (sempre di produzione e distribuzione Netflix). Egli che, rallenta giusto un filo il ritmo delle parole e della narrazione, ma alza il tiro: quest'opera è decisamente politica e la sua poetica e il suo registro ironico sono quanto di meglio si possa utilizzare per affrontare il tema. Che è quello dell'intolleranza da parte della destra estrema nei riguardi di un gruppo di una trentina di immigrati. Se Secco rimane una macchietta, sono Sara e soprattutto Cesare a guadagnare tridimensionalità dalla scrittura, che mantiene un tono dolceamaro e non esagera in retorica, rimanendo asciutta quando potrebbe deragliare. Confezionata bene, l'animazione è persino migliorata, ma gli preferisco Strappare lungo i bordi, che sento più "mia" al contrario di questa, in cui comunque ridi (ed anche di brutto), e ti fa riflettere, il che non è male. Voto: 7

giovedì 19 ottobre 2023

Cyberpunk: Edgerunners (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/10/2023 Qui - Un'opportunità mancata, ecco come mi viene di riassumere Cyberpunk: Edgerunners. Non ho né letto il libro né giocato il gioco, quindi non so se lì riescono a fare di meglio, ma questo anime è stato leggermente deludente: c'era il potenziale per un qualcosa di estremamente bello e coinvolgente, ma hanno scelto di realizzare un semplicissimo anime tamarro e ricco di stereotipi. La serie parte bene, con una ambientazione interessante e un protagonista dalle ottime premesse. Lo stile cyberpunk si nota tutto, graficamente risulta particolare e accattivante, così come tutto quello che ruota intorno la tecnologia e pure i comprimari sembrano sopra le righe al punto giusto per rendere l'opera una quella che sarà in grado di farsi ricordare. Sfortunatamente, non riesce a decollare, per una strada che risulta raccontata in modo non sempre coerente e uno sviluppo dei personaggi che risulta a tratti forzato e poco credibile. La trama non è così appassionante come avrei sperato, manca qualcosa che ti prende veramente, un mistero o un qualcosa in più che riesca a intrattenermi. Pertanto ci si "accontenta" di una serie di scontri fatti bene, spettacolari e splatter, fatti per sorprendere e stupire. Ha sicuramente stile da vendere e il tutto è accompagnato da un'ottima colonna sonora. Può bastare per tanti, ma io avrei gradito qualcosa di più, le mie aspettative probabilmente erano troppo alte. Voto: 6,5

venerdì 18 agosto 2023

What If...? (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/08/2023 Qui - La Marvel non si ferma (mai) e rilancia il suo (multi)universo con questa serie animata (che riprende l'omonima serie antologica a fumetti) dedicata all'alieno Osservatore che assiste e registra mostrandoci mondi Marvel simili a quelli che conosciamo, ma diversi, talvolta drammatici, ma anche brillanti. La missione pareva impossibile, invece riesce, ed alla grande, per le ottime animazioni, ma anche per l'atmosfera stile Ai confini della realtà e per certe trame ardite (vedi l'apocalisse zombi alla Romero, o Pantera Nera che diventa Star Lord al posto di Peter Quill) che spesso superano i prodotti originali da cui s'ispirano. Al contempo, ad un occhio più attento emergono delle leggerezze gravi nella sceneggiatura, tra concetti che mutano e si contraddicono a seconda delle necessità del copione e veri e propri buchi di trama (ha pure problemi ingombranti di toni e un umorismo che fatica a mescolarsi con la componente drammatica). Ma luci ed ombre si bilanciano quasi in modo perfetto, per una serie che, seppur ha qualcosa da dire ma poteva farlo meglio, è imprescindibile per i Marvel fan del MCU, non così tanto per tutti gli altri, ma almeno il quarto episodio su Dottor Strange bisogna assolutamente vedere/recuperare. Voto: 7

venerdì 23 giugno 2023

Final Space (Serie Completa)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/06/2023 Qui - Un action comedy spaziale molto gradevole (del tutto, l'aspetto visivo della produzione è molto soddisfacente, con animazioni colorate e fluide), con una storia all'apparenza banale ma invece densa di significati. Una storia che gioca sull'umorismo legato ai singoli personaggi e alle assurde situazioni in cui si trovano, con il protagonista Gary davanti a tutti e la sua personale epopea che lo porterà da ingenuo illuso a pseudo eroe. Una serie (diretta ad un pubblico adulto ma che strizza l'occhio anche ai ragazzi, con una durata tutto sommato soddisfacente) con una comicità tutta sua, con un suo personale stile. E tra azione e gag varie trovano spazio anche azioni cruente, con fiotti di sangue qua e la, presentando anche qualche elemento di mistero che si trascinerà fino agli episodi finali, mentre il tema fantascientifico tiene tutto incollato insieme. Le tre stagioni alternano infatti dramma e umorismo ma con tempi e stili tutti suoi. Alla fine la serie non si inquadra né in uno né nell'altro genere, camminando sempre sul limite dei due, cercando di portare una qualche sprazzo di serietà alla storia i cui toni si incupiscono episodio dopo episodio. La prima stagione è caratterizzata principalmente da due personaggi, ma la trama tralascia molto e le speranze di una qualche soluzione alla fine si perdono per strada. Nella seconda e terza invece troviamo un alto numero di personaggi, tutti coinvolti con la trama e ognuno con la sua storia personale che andrà ad influire sul corso degli eventi. Amici e nemici che si scambiano i ruoli, forze aliene e persino titani che controllano l'universo. Il calderone si infarcisce di ogni tipo di elementi, con scontri a volte risolti in maniera complessa e altri forse troppo velocemente. Scelte non sempre equilibrate che finiscono per danneggiare il prodotto. Un prodotto comunque notevole che purtroppo (e non per colpa di Netflix, solo distributore) siccome cancellato è stato, finale vero non ha (erano previste sei stagioni). Tuttavia accontentarsi si può e si deve, di un finale di serie che può anche funzionare se non si è amanti del "e vissero tutti felici e contenti", soprattutto se in mente si tengono i ricordi delle emozioni provate nel guardare questa bellissima serie. Voto complessivo: 7

lunedì 12 dicembre 2022

Big Hero 6 - La serie (3a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/12/2022 Qui - Sono rimasto un po' deluso da tutta questa (terza ed ultima) stagione, mi ero davvero divertito con le prime due, ma soprattutto con la prima. Non che il divertimento o l'intrattenimento manchi, però alcune scelte proprio non mi sono andate giù. Speravo che la seconda metà della seconda stagione fosse solo una crisi del secondo anno e che la terza stagione sarebbe stata scritta meglio, ma le mie speranze sono andate in fumo non appena ho scoperto che gli episodi erano stati divisi. Perché l'improvviso cambiamento di dividere gli episodi (in numero dimezzato rispetto agli altri capitoli) in 2 segmenti per la stagione finale? Così tante storie concentrate e non tutte allo stesso livello. In più, durante tutti gli ultimi due episodi, nessuno di questi ha davvero evocato una sensazione di "gran finale". Infine alcune sotto-trame rimangono irrisolte, penso insomma che di più si sarebbe potuto fare, e tuttavia bello il messaggio finale sulla famiglia, che in parte aggiustano il tiro maldestramente impostato per chiudere il cerchio, la storia, che spettacolo ha sempre e comunque regalato. Voto: 6-

giovedì 20 ottobre 2022

Love, Death & Robots (3a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2022 Qui - Dopo una seconda stagione deludente in gran parte, ecco la terza, che si rivela (fortunatamente) in crescita rispetto alla scorsa, seppur essa non è priva di difetti. Altri nove episodi che continuano ad affrontare il tema di un futuro sconvolto e imbarbarito, visto da angolazioni diverse, da quella più ironica e scherzosa ("Tre robot", fantastico sequel dal primo volume, "La notte dei minimorti", "Mason e i ratti" e "Morte allo squadrone della morte") ad altre più impegnate e concentrate sulla drammaticità di una sopravvivenza più o meno possibile. Sempre strabilianti le tecniche di animazione, sia quelle più lineari ("La pulsazione della macchina") che quelle che sfruttano al massimo le risorse del digitale, tra queste ultime emerge per la lussureggiante e stroboscopica narrazione e per la minuziosa cura del suono, l'episodio finale "Jibaro" di Mielgo, un'esperienza che colpisce a tutto tondo e fa riflettere sull'enorme potenziale espressivo dell'era digitale. In questo senso non tutte sono completamente riuscite come quest'ultima storia, se abbiamo infatti dei picchi di qualità presentati da alcuni episodi (compreso "Un brutto viaggio", diretto nientemeno che da David Fincher, finora solo produttore), dall'altra abbiamo alcuni decisamente inferiori rispetto al resto degli episodi citati, parlo soprattutto di "Sciame" e "Sepolti in sale e volta", episodi che soffrono per una ridondanza di temi e per scelte stilistiche non appropriate e poco coraggiose. Comunque il giudizio complessivo di questa nuova stagione di Love, Death & Robots è decisamente buono. Voto: 6,5

giovedì 22 settembre 2022

Arcane (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/09/2022 Qui - Non ho mai giocato a League of Legends, ma, informandomi qui e là, mi pare che, tolti alcuni dettagli d'ambiente, la serie tv (distribuita su Netflix) sia abbastanza indipendente dal videogioco. E in questo senso che gran lavoro hanno fatto, perché questa è probabilmente la più convincente trasposizione filmata tratta da un videogioco, ampiamente fruibile anche al di fuori del circuito degli appassionati. Una serie curatissima non solo nel mai abbastanza lodato comparto grafico (siamo davvero allo stato dell'arte per design dei personaggi, sfondi, tecnica di animazione) ma anche nella storia avvincente e nella caratterizzazione dei numerosi personaggi che trovano tutti una loro ragione di essere. La Storia infatti insegna (a parte rarissime eccezioni) che la qualità non è facile quando il punto di partenza è il videogioco, ma qui siamo all'assoluta eccellenza. Arcane è anzitutto estetica: un uso dei colori magistrale che si abbina ad animazioni eccellenti, a impreziosire un contesto steampunk ricco di dettagli e sfumature. 9 episodi in 3 atti per una serie di vicende con un decorso frammentato che non cede neppure sotto il profilo della scrittura: ciascuno dei personaggi è arricchito da un afflato drammatico che non si dimentica e si lascia gustare perfettamente anche in età adulta. La sigla è potente: apprezzo particolarmente gli Imagine Dragons, e la canzone originale della sigla, Enemy, calza come un guanto al mood generale, anzi di più, ad essere adeguata è l'intera colonna sonora, strumentale e non. Benché affatto innovativa (nelle premesse narrative quanto nella caratterizzazione estetica), una serie davvero unica, eccezionale veramente. Non vedo l'ora di vedere come continua, la conferma fortunatamente c'è. Voto: 8

Undone (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/09/2022 Qui - Dopo aver convinto pubblico (e quindi anche me) e critica sia per lo splendido (ma non perfetto) impianto artistico che per l'intelligente (ma non perfetta) linea di narrazione che miscela la dimensione onirica e quella reale, alla sua seconda stagione Undone si colloca a metà tra prequel e sequel svelando un interessante racconto sulla fallibilità dell'essere umano e sull'accettazione del lutto. Se la prima stagione di Undone aveva espresso al meglio le proprie potenzialità sfruttando con dovizia l'elemento sci-fi, questa seconda lo adopera principalmente come mezzo per raccontare un tessuto familiare tanto comune quanto composito. Nel complesso la seconda stagione di Undone è migliore della prima (o almeno all'altezza) perché più concentrata verso la meta. Per arrivare a ciò cede sull'originalità, tanto che potrebbe anche essere descritta come un Inception in rotoscope, ma tiene duro sulla qualità delle interpretazioni e sulla capacità di coinvolgere. Nel suo piccolo infatti, Undone riesce a giocare con linee temporali alternative senza perdere il suo nucleo fondante, ma, anzi, rafforzando l'idea che tutti gli esseri sono collegati, che ogni singolo sia il tutto. In quest'ottica il finale si apre a più interpretazioni e potrebbe essere la degna conclusione di una serie che non delude dall'inizio alla fine. Certo i quesiti senza risposta ci sono e potrebbero aprire la strada a nuove stagioni, ma un finale aperto e criptico, con diverse letture mi sembra in perfetta sintonia col mistero e l'incompletezza che richiama il titolo. Voto: 7