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giovedì 26 febbraio 2026

Le serie tv del mese (Febbraio 2026)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 26/02/2026 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Marvel Zombies (Miniserie) - Un prodotto (basato sulla miniserie a fumetti omonima) che punta dichiaratamente all'intrattenimento immediato: animazione fluida, ritmo sostenuto, un cast vocale di alto livello e una Kamala Khan sorprendentemente fresca al centro della scena. La serie (16ª televisiva del MCU, e la quinta animata dei Marvel Studios) recupera ciò che mancava all'episodio di What If…? dedicato agli zombie (ambientato 5 anni dopo il quinto episodio), offrendo finalmente la violenza e l'atmosfera cupa che il genere richiede, soprattutto nel finale. Tuttavia, tutto ciò che dovrebbe dare spessore al racconto resta in superficie. I personaggi secondari sono poco valorizzati, l'emotività è quasi assente nonostante le continue morti, e la trama procede spesso per coincidenze e forzature. Anche il plot twist conclusivo, pur partendo da un'idea intrigante, risulta gestito con poca eleganza. Il risultato è una serie piacevole, perfetta per una visione leggera in una sola serata, ma che lascia la sensazione di un'occasione mancata. Con qualche episodio in più e una maggiore cura narrativa avrebbe potuto ambire a molto di più; così com'è, supera la sufficienza senza andare oltre. Voto: 6+

I delitti del BarLume (13a stagione) - La tredicesima stagione de I delitti del BarLume propone tre nuovi casi e conferma la sua capacità di intrattenere con leggerezza, pur mostrando una certa ripetitività. Le gag funzionano meno, compresse dalla trama dedicata al personaggio di Corrado Guzzanti, mentre le guest star (su tutte un brillante Pietro Sermonti) danno nuova energia. Restano solide le prove di Lucia Mascino ed Enrica Guidi e l'atmosfera familiare di Pineta continua a essere il vero punto di forza. Non tutto però convince: Pasquali non decolla, il personaggio di Filippo Timi scivola nella macchietta e alcuni protagonisti trovano meno spazio. Il giallo resta sullo sfondo, ma la coralità comica, la chimica del cast e qualche trovata meta-narrativa rendono comunque la stagione piacevole e rassicurante, pur senza particolari slanci di originalità. Voto: 6

L'arte della gioia (Miniserie) - La miniserie racconta l'ascesa di Modesta, dalla tragica infanzia agli anni in convento fino alla villa dei Brandiforti, costruendo un racconto visivamente ricco e ben diretto. Le ambientazioni siciliane del primo '900, la fotografia suggestiva, le musiche curate e un ritmo solido contribuiscono a un'opera intensa e sensoriale. Il cast è un punto di forza: Tecla Insolia è magnetica e inquietante, Valeria Bruni Tedeschi domina con ironia tagliente, mentre Noce aggiunge una nota seducente e disturbante. Il risultato è un racconto pruriginoso, scandaloso, a tratti persino noir. Modesta, però, è un personaggio spietato ed egocentrico, e la sua ricerca di felicità non coinvolge lo spettatore, che resta in attesa costante della tragedia che lei inevitabilmente trascina con sé. La regia di Valeria Golino ne segue l'ambiguità con coerenza, ma la continua ricerca della provocazione finisce per offuscare le tematiche più profonde, sacrificando parte della complessità emotiva del racconto. Voto: 6,5

It: Welcome to Derry (1a stagione) - Una serie che parte in modo ingannevole, quasi da teen‑horror, ma dopo pochi episodi cambia marcia e rivela tutta la sua natura kinghiana: cupa, stratificata, piena di dettagli che premiano chi conosce l'universo di Derry. Regia solida (di Andy Muschietti che dopo i due film produce e dirige questo antefatto), atmosfera grottesca e momenti di autentico terrore, con Bill Skarsgård che torna a incarnare un Pennywise inquietante e potenziato rispetto alle pellicole. Ottima fotografia, colonna sonora incisiva e un uso intelligente del prequel per ampliare il mito senza tradirlo. La serie valorizza temi sociali, tensioni razziali e la brutalità della provincia americana, restituendo quel senso di normalità distorta tipico di King. Qualche passo falso nei comportamenti dei militari e un episodio meno necessario, ma il crescendo finale è emotivo, potente e lascia il segno. Nel complesso, un progetto HBO che cattura davvero lo spirito di King e merita di essere recuperato. Voto: 7

BONUS

Armitage III (1995) [OAV - 4 Episodi] - In un futuro cyberpunk segnato dalla colonizzazione di Marte e dal conflitto tra umani e cyborg, l'uccisione di diversi Modelli III (androidi indistinguibili dagli esseri umani) scatena tensioni sociali e violenze antitecnologiche. I detective Ross e Naomi Armitage, lei stessa un Modello III, indagano su questi omicidi scoprendo una cospirazione che mette in discussione identità, diritti e paura dell'automazione. La serie alterna buone idee a limiti evidenti: animazione discontinua, musiche poco incisive e un finale affrettato. Tuttavia l'atmosfera cyberpunk è forte, sporca, ricca di richiami a William Gibson e allo sprawl urbano, e le tematiche (discriminazione, robotizzazione, colonie marziane allo sbando) risultano sorprendentemente mature per un titolo del 1994, precedente persino a Ghost in the Shell. Nonostante la trama semplice e qualche ingenuità, Armitage III (miniserie di quattro OAV, 45 minuti il primo episodio, 28 minuti ciascuno gli altri) resta un'opera di nicchia affascinante, consigliata soprattutto agli appassionati del cyberpunk classico e delle sue ossessioni identitarie. Valutazione 6,25

Berserk (1997-1998) [Serie  - 25 Episodi] - Pur adattando solo una parte del manga e interrompendosi bruscamente, rimane un anime sorprendentemente solido anche preso da solo. La sua forza non risiede tanto nella trama (comunque avvincente) quanto nella narrazione e nella profondità dei personaggi. Il rapporto tra Guts e Griffith è il vero centro emotivo dell'opera: due visioni del mondo opposte che si scontrano molto prima delle battaglie, con Griffith che emerge come antagonista ideale, ambizioso e implacabile, e Guts che cresce attraverso ferite, scelte difficili e un percorso tutt'altro che eroico. L'atmosfera medievale, cupa e realistica, è resa con grande cura: battaglie credibili, dialoghi maturi, personaggi complessi e un tono crudo che lascia il segno. Le animazioni mostrano i limiti dell'epoca (rigide e statiche) ma i disegni restano efficaci, il doppiaggio è ottimo e la colonna sonora di Susumu Hirasawa è semplicemente memorabile. Il vero tallone d'Achille è il finale sospeso, che tronca la storia nel momento più drammatico e spinge inevitabilmente verso il manga. Con una conclusione adeguata sarebbe potuto diventare uno dei migliori anime degli anni '90. Nonostante i difetti, Berserk 1997 resta un'opera intensa, affascinante e imprescindibile per chi vuole avvicinarsi al mondo creato da Kentaro Miura. Valutazione 8

The Promised Neverland (2021) [Serie - Stagione 2 - 11 Episodi] - La 2a stagione divide, ma non è priva di meriti. Pur lontana dalla qualità della prima, la storia mantiene un certo fascino e qualche buona idea, anche se soffocata da tagli drastici, ritmo confuso e scelte narrative poco felici. Il finale, ridotto a poche immagini statiche, è il simbolo di una produzione affrettata e probabilmente limitata dal budget. L'anime resta godibile per chi non conosce il manga: animazioni solide, buon doppiaggio e un mondo esterno interessante. Tuttavia l'adattamento condensa troppo materiale, elimina passaggi fondamentali e introduce personaggi e svolte senza respiro, perdendo suspense, coerenza e impatto emotivo. La regia non riesce a ricreare la tensione che aveva reso memorabile la prima stagione. Nel complesso è un'opera appena sufficiente, con una grande storia alle spalle ma realizzata in modo frettoloso. Rimane la speranza di un futuro remake che renda giustizia al potenziale dell'opera originale. Valutazione 6

giovedì 18 dicembre 2025

Le serie tv del mese (Dicembre 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 18/12/2025 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Ironheart (Miniserie) - Un prodotto che prova a dare nuova linfa al MCU attraverso la giovane Riri Williams, interpretata con calore ed empatia da Dominique Thorne. La storia affronta temi come lutto, identità e crescita personale, con momenti drammatici riusciti e un contorno di personaggi che in alcuni casi funzionano, come The Hood e Zelma. L'estetica fresca, la colonna sonora hip-hop e l'ibrido tra tecnologia e magia offrono spunti interessanti, mentre gli effetti speciali e le scene d'azione si mantengono su un livello discreto. Tuttavia, la serie soffre di incoerenze narrative, sbalzi di tono tra commedia e dramma e un trattamento superficiale di temi delicati come il razzismo. Il ritmo è altalenante, con un avvio lento e un finale divisivo: in parte sorprendente, in parte deludente. In definitiva, Ironheart è una serie ambiziosa ma imperfetta, capace di gettare basi per il futuro del personaggio senza riuscire a imporsi come una delle produzioni più solide dell'universo Marvel. Voto: 5,5

Alice in Borderland (3a stagione) - La terza stagione segna un evidente calo rispetto alle prime due. Arisu e Usagi tornano nel Borderland con motivazioni poco convincenti e personaggi secondari mai davvero approfonditi. I nuovi giochi alternano momenti spettacolari e ben diretti ad altri ripetitivi e poco incisivi, mentre la narrazione si concentra più sulla dimensione psicologica e sui traumi dei protagonisti che sull'azione adrenalinica che aveva reso la serie così coinvolgente. L'atmosfera resta cupa e la messa in scena visivamente efficace, ma il ritmo soffre di lentezza e prevedibilità. Il finale riesce a dare un senso di chiusura dignitoso, pur senza sorprendere, lasciando aperta la porta a possibili spin-off. Nel complesso, un capitolo che intrattiene a tratti ma che appare superfluo, confermando la trilogia con il suo anello più debole. Voto: 6,5

Only Murders in the Building (5a stagione) - La quinta stagione di Only Murders in the Building conferma il fascino della serie, pur con qualche flessione. Il trio Martin-Gomez-Short resta il cuore pulsante, tra comicità e suspense, mentre l'intreccio con mafia e corporation introduce nuove tensioni. Le guest star (Renée ZellwegerChristoph Waltz) arricchiscono il cast, ma la loro abbondanza riduce lo spazio ai personaggi secondari. La trama, più intricata e piena di bugie, rischia di disperdere l'attenzione, anche se il finale sorprende con colpi di scena drammatici. In sintesi: una stagione solida e divertente, meno incisiva delle precedenti, che riporta l'azione all'Arconia ma fatica a bilanciare sottotrame e tono. Con la sesta stagione già annunciata a Londra, resta la speranza di ritrovare l'originalità dei primi capitoli. Voto: 6

BONUS

Ergo Proxy (2006) [Serie - 23 Episodi] - Diretto da Shukō Murase, un anime post-cyberpunk elegante e cupo, con animazioni raffinate, atmosfere claustrofobiche e una colonna sonora di grande impatto (l'ending  "Paranoid Android" dei Radiohead il Top). La serie mescola suggestioni da "Blade Runner" e "Ghost in the Shell", intrecciando filosofia, religione e psicologia in un mosaico citazionistico. Nonostante un inizio avvincente e personaggi affascinanti come Re-L e Pino, la trama si perde in lentezze, episodi superflui e un eccesso di pseudo-filosofia che lascia molte domande irrisolte. Il finale emozionante chiude con coerenza, ma non basta a trasformare l'opera in un vero capolavoro. In definitiva, un anime visivamente potente e ricco di spunti, ma troppo pretenzioso e dispersivo per mantenere tutte le sue promesse. Valutazione 6,90

Samurai Champloo (2004-2005) [Serie - 26 Episodi] - Diretto da Shinichirō Watanabe, un anime che mescola Giappone feudale, hip‑hop e cultura pop. La storia segue Fuu, Mugen e Jin nella ricerca del "samurai che profuma di girasoli", con episodi spesso autoconclusivi e qualità narrativa discontinua. I punti di forza sono lo stile originale, le animazioni e i combattimenti spettacolari, oltre alla caratterizzazione dei protagonisti. I limiti riguardano la trama frammentata e alcuni episodi parodici o poco incisivi. Rispetto a Cowboy Bebop, con cui condivide struttura episodica e tema del viaggio, Samurai Champloo punta più sull'estetica e sull'atmosfera che sulla coesione narrativa. Ne risulta un'opera piacevole e innovativa, ma meno memorabile del capolavoro precedente di Watanabe (non delude, però si poteva forse fare di più). Valutazione 7

Black Lagoon: Roberta's Blood Trail [OAV - 5 Episodi] - La terza "serie/stagione" ripropone Black Lagoon in cinque OAV spettacolari ed intensi ma deludenti e contraddittori. Madhouse brilla sul piano tecnico con animazioni e atmosfere noir, mentre la trama appare compressa e incoerente, con spiegazioni ridotte e passaggi innaturali. Roberta, trasformata in macchina di vendetta, scatena una guerra a Roanapur, ma il focus su di lei snatura Rock e relega Revy ai margini. L'azione, spesso esagerata e poco credibile, ricorda più un pulp corale che un vero seguito. A peggiorare l'esperienza, un doppiaggio italiano disastroso che cancella il carisma dei personaggi. Il risultato è uno spin-off visivamente valido ma privo della profondità e dell'anima che avevano reso la serie originale in parte memorabile. Valutazione 6,25

giovedì 27 novembre 2025

Le serie tv del mese (Novembre 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 27/11/2025 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Sandman (2a stagione) - La seconda stagione di The Sandman, ultima della serie, conferma lo stile introspettivo e simbolico già visto nella prima. Meno spettacolare e con un uso più contenuto della CGI, punta sull'approfondimento dei personaggi e sul percorso di Morfeo, interpretato da Tom Sturridge con maggiore consapevolezza e vulnerabilità. La narrazione, divisa in due blocchi con un episodio extra dedicato a Morte, esplora i rapporti con gli Eterni e introduce figure mitologiche come Odino, Delirio e Distruzione. La regia privilegia la contemplazione al ritmo serrato, con fotografia e scenografie di forte impatto visivo che restituiscono un'estetica onirica e perturbante. Alcuni episodi risultano meno incisivi e la lentezza può scoraggiare chi cerca azione, ma la serie rimane un racconto filosofico e mitico che riflette su identità, tempo e cambiamento. Non è pensata per tutti, ma chi ama introspezione, mitologia e atmosfere gotiche troverà un'esperienza intensa e memorabile. Voto: 7,5

1923 (2a stagione) - La seconda stagione segna un passo avanti rispetto alla prima, trasformandosi in un autentico kolossal western. La messa in scena è imponente, con sequenze d'azione spettacolari e una narrazione più compatta e drammatica, capace di intrecciare il destino dei Dutton con riflessioni profonde sul rapporto tra uomo e natura. Harrison Ford e Helen Mirren regalano interpretazioni di grande intensità, confermando il valore del cast. Non mancano alcune forzature nella scrittura di Taylor Sheridan, soprattutto nel viaggio di Spencer e Alexandra, talvolta eccessivamente carico di sventure, ma il finale tragico e commovente restituisce un senso epico e potente. Nel complesso, una stagione più solida e coinvolgente, che supera le incertezze iniziali e consolida 1923 come un tassello importante nell'universo di Yellowstone. Voto: 6,5

Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere (1a stagione) - Una serie animata che riesce a catturare l'essenza del personaggio, offrendo una visione pura e immediata di ciò che Spider-Man rappresenta: altruismo, leggerezza e crescita personale. La scelta di collocarlo in una linea temporale slegata dall'MCU è sensata e permette di raccontare un Peter Parker giovane e umano, alle prese con i primi passi da eroe. Il design dei costumi e i richiami al fumetto arricchiscono l'esperienza, mentre l'introduzione di personaggi collaterali amplia il mondo narrativo. Non mancano però difetti: il ritmo iniziale è altalenante, la narrazione appare poco originale e il finale arriva con un po' di affanno. Inoltre, la serie non osa abbastanza, preferendo restare su binari sicuri. Nel complesso, si tratta di una prima stagione piacevole e adatta a un pubblico giovane, capace di intrattenere e di gettare basi promettenti per sviluppi futuri, pur senza raggiungere la forza innovativa delle migliori incarnazioni di Spider-Man. Voto: 6,5

Upload (4a stagione) - La quarta ed ultima stagione (recensione terza qui) mi ha lasciato addosso quella sensazione agrodolce che solo i finali ben calibrati sanno dare. Non è un'uscita di scena spettacolare, ma è coerente con lo spirito della serie: un mix di romanticismo, satira sociale e fantascienza che ha sempre saputo distinguersi. Nathan, Nora e Ingrid trovano finalmente una conclusione alle loro storie, e anche se la stagione è breve e qualche dettaglio rimane in sospeso, il cuore emotivo funziona. Quello che ho apprezzato di più è il modo in cui la serie ha scelto di concentrarsi sulle emozioni dei personaggi, senza perdere il suo lato ironico e critico verso la tecnologia e le disuguaglianze. È un epilogo che non cerca fuochi d'artificio, ma che chiude con dolcezza e lascia il pubblico con la sensazione di aver vissuto un viaggio unico. Voto: 6 

The Handmaid's Tale (6a stagione) - La sesta ed ultima stagione de "Il racconto dell'ancella" chiude la parabola di June con intensità e contraddizioni. La produzione resta di altissimo livello, con regia fluida e interpretazioni straordinarie, soprattutto di Elisabeth Moss. I temi affrontati (perdono, identità, falso riformismo) collegano Gilead all'attualità con forza politica. Il ritmo è più coinvolgente rispetto alle ultime stagioni, alternando suspense e momenti riflessivi. Il finale chiude il cerchio narrativo senza risposte facili, preparando lo spin-off The Testaments. Tuttavia, la ripetitività di fughe e scontri e la scarsa coerenza dei confini indeboliscono la tensione. Alcuni dialoghi risultano didascalici e la resistenza appare semplificata, poco radicata nella realtà storica. Nonostante i limiti, la stagione restituisce intensità e un senso di compiutezza alla storia. Non rivoluzionaria come agli esordi, ma discretamente positiva e capace di lasciare domande giuste. Voto: 7

BONUS

Black Lagoon - The Second Barrage (2006) [Serie - Stagione 2 - 12 Episodi] - La seconda stagione riprende esattamente da dove la prima stagione si era fermata, mantenendo intatta la miscela di azione esplosiva, ironia graffiante e violenza spettacolare. Dodici episodi serrati che ampliano l'universo della Lagoon Company, con missioni ambientate tra Roanapur e il Giappone, e un focus maggiore sui personaggi secondari, da Hänsel e Gretel a Yukio Washimine e Ginji Matsuzaki. La serie rinuncia a parte dell'introspezione della prima stagione per spingere sull'acceleratore dell'azione e dei conflitti, ma resta visivamente impeccabile, con animazioni fluide, colori vividi e una colonna sonora incisiva. Balalaika e Revy brillano tra i protagonisti, mentre Rock cresce in determinazione e arguzia. In definitiva, Second Barrage non innova ma consolida: un seguito potente e godibile, perfetto per chi cerca adrenalina e personaggi carismatici. Valutazione 6,90

Neoranga - L'arcana divinità del mare del sud (1998) [Serie - 24 su 48 Episodi] - Questo anime parte con ottime premesse e sembra promettere molto, ma non riesce a mantenere le aspettative. Gli episodi, della durata di poco meno di quindici minuti, raccontano brevi momenti della vita quotidiana delle sorelle Shimabara e dell'arrivo di Ranga, senza però avere il tempo di approfondire davvero personaggi e vicende. Ne risulta una narrazione superficiale e spesso inconcludente, con intrighi accennati ma mai chiariti. Dal punto di vista tecnico, i primi episodi mostrano disegni e animazioni di buon livello, ma col tempo la qualità cala e lo stile diventa meno curato, pur restando gradevole. La caratterizzazione funziona soprattutto sulle tre sorelle, mentre gli altri personaggi rimangono figure di contorno. In Italia la serie è stata interrotta all'episodio 24, mentre in Giappone gli episodi successivi sono stati ridotti a circa dieci minuti, accentuando la sensazione di un progetto incompleto. Valutazione 6

mercoledì 30 luglio 2025

Le serie tv del mese (Luglio 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/07/2025 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Walking Dead: The Ones Who Live (Miniserie) - Il sesto spin-off, nonché terzo sequel, offre un finale emozionante per Rick e Michonne, soddisfacendo i fan con una storia epica e toccante. Nonostante l'ambizione e l'introduzione di nuovi personaggi, la serie soffre per la struttura condensata in soli sei episodi, che accelera gli eventi e limita lo sviluppo. Il cast eccellente e il comparto tecnico di alto livello riescono comunque a rendere l'esperienza coinvolgente, evocando lo spirito delle prime stagioni. Pur con qualche difetto nella gestione del ritmo e degli antagonisti, la serie dona nuova linfa all'universo TWD e regala un ritorno memorabile a Rick Grimes. Voto: 6,5

Inverso - The Peripheral (1a stagione) - Misteriosa e affascinante come la realtà simulata che descrive, Inverso si presenta come un lungo prologo verso qualcosa di molto più grande. La narrazione si costruisce su frammenti, omissioni e verità parziali, coinvolgendo lo spettatore grazie a un mondo fantascientifico denso e convincente, animato da personaggi inizialmente enigmatici che guadagnano peso col passare degli episodi. Tuttavia, la costante ricerca del confronto verbale rallenta il ritmo, facendo emergere la trama con esitazione e lasciando dietro più interrogativi che risposte. Quando tutto sembra finalmente allineato e pronto ad esplodere, il racconto si trattiene, sospendendo il climax nell'attesa vana della prossima mossa. Essa infatti al termine svanisce per varie ragioni, lasciando lo spettatore interessato tanto deluso. Voto: 5

Daredevil - Rinascita (1a stagione) - Serie che segna il ritorno del vigilante nel MCU con atmosfere cupe e urbane, in continuità con la serie Netflix, pur risultandone nettamente inferiore. Regia solida, buona colonna sonora e CGI convincente creano un forte impatto visivo ed emotivo. Tuttavia, la trama risulta frammentata, con troppe sottotrame e nuovi personaggi che ne penalizzano coerenza e profondità. Meno azione, ma più violenza cruda. Una stagione di transizione promettente, che necessita maggiore equilibrio narrativo per brillare davvero. Ma che per il momento resta solida nel suo passo, nonostante le imperfezioni, perché poteva andare ben peggio. Voto: 7

The Umbrella Academy (1a & 2a stagione) - La serie inizia con un enigmatico evento che conduce una famiglia di supereroi a viaggi nel tempo e tentativi di scongiurare l'apocalisse, spesso provocata da loro stessi. La produzione è curata, con un cast efficace e un'estetica raffinata, ma la narrazione si inceppa in dinamiche disfunzionali e dialoghi evitati. L'azione è debole: combattimenti poco realistici e villain caricaturali, mentre solo N. 5 brilla con il suo mix letale di sarcasmo e strategia. La seconda stagione abbandona i toni cupi per uno stile più leggero e vivace: la trama è più scorrevole, gli episodi più compatti, e i temi sociali ben presenti, sebbene a tratti didascalici. Tuttavia, la serie rischia di perdere mordente (l'ostinazione riluttante nel non voler essere supereroi), riproponendo conflitti già visti e abusando dei paradossi temporali. In sintesi: originale e coinvolgente, ma incerta tra dramma e ironia. Folle al punto giusto, ha bisogno di reinventarsi per non bloccarsi in loop narrativi. Voto complessivo: 6,5

Black Mirror (7a stagione) - La settima stagione segna, dopo una sesta discontinua, un ritorno solido all'essenza della serie: un'esplorazione tagliente e inquieta del rapporto tra tecnologia e umanità. Tra episodi nostalgici e nuove idee provocatorie, spiccano "Eulogy", con un Paul Giamatti intenso e struggente, e "Gente Comune", un racconto brillante che incarna pienamente lo spirito della serie. "Hotel Reverie" affascina per la sua visione grottesca del mondo dello streaming, mentre il sequel finale richiama con garbo vecchie glorie. Capaldi magnetico, anche se il suo episodio lascia troppi interrogativi. Più debole invece "Bestia Nera", penalizzato da personaggi poco convincenti sul piano fisico. Nel complesso, una stagione che combina riflessione, emozione e critica sociale, dimostrando che Black Mirror ha ancora molto da dire. Voto: 6,5

BONUS

Serial Experiments Lain (1998) [Serie - 13 Episodi] - Un anime dallo stile inquietante e sperimentale, che esplora con profondità i temi della tecnologia, dell'identità e della realtà virtuale. La storia segue Lain, una ragazza introversa la cui percezione del reale si frantuma dopo una misteriosa email. L'opera si distingue per regia frammentata, animazioni lente e una colonna sonora disturbante, creando un'esperienza emotiva e destabilizzante. Sebbene innovativa e tematicamente rilevante, la narrazione spesso risulta troppo criptica e illogica, rendendo difficile una comprensione autonoma. Lain affascina ma fatica a comunicare con chiarezza, lasciando lo spettatore più disorientato che appagato. Pur rimanendo un simbolo del cyberpunk, non raggiunge, per me, lo status di capolavoro. Valutazione 7,25

Black Lagoon (2006) [Serie - Stagione 1 - 12 Episodi] - Un anime dal ritmo serrato, con personaggi carismatici, una grafica curata e una colonna sonora coinvolgente. Senza ambizioni da capolavoro, conquista grazie a un'ambientazione originale e alla progressiva crescita dei protagonisti. È una serie adulta e ironica, perfetta per chi apprezza eroine toste, tradimenti, azione esplosiva e trame intrise di caos e adrenalina, il tutto confezionato con lo spirito graffiante di un ottimo B-movie. Valutazione 7

martedì 23 aprile 2024

Scott Pilgrim - La serie (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/04/2024 Qui - La serie brilla per la sua creatività e l'eccezionale animazione. È un punto di forza il ritorno degli attori originali nei loro ruoli, tuttavia la narrazione risulta confusa e a tratti illogica. Questo porta a riconsiderare il film originale, che nonostante non fosse del tutto convincente, non risultava così caotico. La serie, composta da otto episodi, si discosta dalla trama del film e può essere vista come un seguito delle graphic novel e del film stesso, reinterpretando gli eventi in chiave giallistica. I temi trattati sono seri e ben sviluppati, ma la trama principale è eccessivamente bizzarra e complicata. Inoltre, la serie non riesce ad essere un thriller coinvolgente, mancando di suspense nell'indagine di Ramona. Nonostante ciò, non mancano momenti divertenti e la colonna sonora è adeguata. È un vero peccato che la sceneggiatura sia così disordinata, soprattutto considerando la qualità dell'animazione. Nonostante le criticità, è però difficile respingere completamente la serie, che pur non raggiungendo il potenziale sperato, non è da considerarsi un fallimento, grazie soprattutto alla sua spiccata originalità ed inventiva. Voto: 6 [Netflix]

venerdì 22 marzo 2024

Happy! (Serie Completa)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/03/2024 Qui - Serie che ci proietta in un rutilante mondo sospeso tra realtà e fantasia dagli accenti pulp. Una storia e dei personaggi figli di un fumetto reso serie televisiva in maniera (per quel che mi è parso di vedere) perfetta. Happy! è il viaggio strafatto nella mente un uomo sull'orlo del baratro. Una serie gradevole, che tiene incollati davanti allo schermo dal primo all'ultimo episodio. Un mix unico nel suo genere, immaginarsi un Chi ha incastrato Roger Rabbit? in versione serie TV ma dalle tinte estremamente più scorrette, violente, ciniche e folli. Un misto di violenza e surreale, che sembra voler competere con serie quali American Gods e PreacherHappy! si rivela perciò esattamente questo, una storia brutta, sporca e cattiva, tra boss mafiosi, poliziotti corrotti, prostitute e serial killer vestiti da scampo, in cui ogni singolo elemento pare messo sullo schermo per disturbare e scioccare. Christopher Meloni ce la mette tutta e dà vita a un personaggio adorabilmente sopra le righe, il mondo creato è piacevolmente weird, anche dopo un po' si perde quota con storie parallele confuse, personaggi sottili che appaiono e scompaiono e una sensazione di stiracchiamento. Ma sebbene la narrazione non sia sempre all'altezza, la prima stagione fila che è un piacere. La seconda stagione di Happy! riparte sulla falsariga della prima ma colpisce, come un pugno del caro Nick Sax, ancora più forte, ancora più a fondo. Perché, dopo le peripezie vissute dai protagonisti (Hayley su tutti), ognuno decide di uscire dal guscio evolvendosi in maniera spropositata ma in linea con quello che è lo stile della serie stessa. Ma se la trama nella prima stagione funzionava, in questa seconda stenta un po', anzi farraginosa in alcuni punti, con meno originalità e con la tendenza a ripetere situazioni e vicende. Inoltre con meno mordente anche le scene comiche. Insomma una seconda stagione deludente rispetto a una prima scoppiettante, ma non è tutto da buttare: i personaggi mantengono una loro coerenza e hanno un loro arco narrativo sensato, le scene splatter ben realizzate comunque ci sono e qualche risata la strappa ugualmente. In conclusione: una serie nel complesso dei suoi 18 episodi non esente da difetti ma godibile e con spunti assolutamente originali. Perché alcune cose e alcune scene forse sono fin troppo surreali (persino per una serie così volutamente surreale) e un po' buttate lì senza troppe spiegazioni, però sono tutte cose abbastanza trascurabili e che non intaccano la godibilità della serie. Una serie scandalosamente accattivante. Voto complessivo: 7 [Netflix]

venerdì 22 settembre 2023

Le terrificanti avventure di Sabrina (Serie Completa)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/09/2023 Qui - Io sono un fan di Sabrina Spellman fin da piccolo, ho adorato il cartone animato, la vecchia serie tv comica degli anni '90 e non potevo non dare una chance anche a questa serie. Essendo io, più che fan, spettatore (in cui presto ritornerò), anche di Riverdale, di cui questa serie è uno spin-off (anche se hanno ambientazione, stile, emittente e storia molto differente), dovevo assolutamente vederla. E' tratta quindi anch'essa dai fumetti di Archie Comics. Inizio dicendo che è tutto, e completamente, diverso, forse troppo per quello che invece m'aspettavo. Per questo e per altri motivi, la serie in generale non mi ha convinto pienamente, tuttavia l'ho trovata godibile. È una serie tv leggera, ma che cattura grazie al fascino dell'esoterico che in maniera naturale accompagna episodio dopo episodio. Forse un po' troppo teen, con dinamiche adolescenziali molto accentuate. Il telefilm, la storia in generale, ha un sapore più cupo, dark e horror. Un mix tra lo stile delle nuove serie tv (dove la stagione, o parte, dura solo 10 puntate e gli episodi seguono precisamente una trama lineare e specifica) e il telefilm di Buffy (costellato da ragazzi alle prese con un'amica davvero speciale e che deve vedersela con forse oscure e infernali). In equilibrio tra modernità (molte allusioni gay friendly), atmosfere classiche anni '80 (con molte citazioni a film horror famosi dell'epoca), ironia (il divertimento non manca mai con le due zie di Sabrina) e horror (con molte scene inquietanti e, spesso, anche splatter). Il tutto orchestrato da un buon ritmo ed una colonna sonora efficace. Insomma, siamo di fronte ad una Sabrina più matura, cattivella e dark. E seppur continuo a preferire quella vecchia, non mi è dispiaciuta nella sua totalità. Il finale però non mi è piaciuto, ad ottime puntate si alternano altre mediocri, ma in fin dei conti mi sono divertito (Salem ahimè poco utilizzato). Voto complessivo: 6,5

She-Hulk: Attorney at Law (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/09/2023 Qui - I Marvel Studios presentano l'avvocatessa-supereroina She-Hulk, cugina di Bruce Banner, facendola diventare protagonista di una serie tv che, più che gettarsi (indispensabilmente) nell'action, si concentra (malamente) sull'attività forense della protagonista scegliendo, come protagonista (giustamente), la simpatica Tatiana Maslany. Occasione persa però per realizzare una serie dosando bene ironia, azione e serietà quando, come in alcune occasioni, non c'è niente da ridere. Qui invece, dopo un inizio anche simpatico, aiutato dalla presenza di un Hulk di media grandezza pacato e prodigo di consigli, l'ironia, tendente alla pagliacciata e all'assurdo (l'apoteosi è nell'ultimo episodio), prende il sopravvento, travolgendo tutto e facendo sbracare il prodotto. Un prodotto di cui non si può parlar male degli effetti speciali, che lasciano (specie quelli della protagonista) parecchio a desiderare. Peccato, perché l'idea dell'avvocatessa verde non era poi così male. Serie simpatica, che gioca con le regole stesse del genere e più in particolare con il MCU. Fa sorridere spesso anche se, considerata la natura del prodotto (con frequenti e bislacche rotture della quarta parete), è difficile appassionarsi alla trama. Molto brava e ispirata la protagonista, un po' troppi i cameo di altri personaggi della saga, quasi come a poter richiamare quanti più aficionados possibili. Gradevole ma non indispensabile. Voto: 5,5