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giovedì 26 febbraio 2026

Le serie tv del mese (Febbraio 2026)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 26/02/2026 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Marvel Zombies (Miniserie) - Un prodotto (basato sulla miniserie a fumetti omonima) che punta dichiaratamente all'intrattenimento immediato: animazione fluida, ritmo sostenuto, un cast vocale di alto livello e una Kamala Khan sorprendentemente fresca al centro della scena. La serie (16ª televisiva del MCU, e la quinta animata dei Marvel Studios) recupera ciò che mancava all'episodio di What If…? dedicato agli zombie (ambientato 5 anni dopo il quinto episodio), offrendo finalmente la violenza e l'atmosfera cupa che il genere richiede, soprattutto nel finale. Tuttavia, tutto ciò che dovrebbe dare spessore al racconto resta in superficie. I personaggi secondari sono poco valorizzati, l'emotività è quasi assente nonostante le continue morti, e la trama procede spesso per coincidenze e forzature. Anche il plot twist conclusivo, pur partendo da un'idea intrigante, risulta gestito con poca eleganza. Il risultato è una serie piacevole, perfetta per una visione leggera in una sola serata, ma che lascia la sensazione di un'occasione mancata. Con qualche episodio in più e una maggiore cura narrativa avrebbe potuto ambire a molto di più; così com'è, supera la sufficienza senza andare oltre. Voto: 6+

I delitti del BarLume (13a stagione) - La tredicesima stagione de I delitti del BarLume propone tre nuovi casi e conferma la sua capacità di intrattenere con leggerezza, pur mostrando una certa ripetitività. Le gag funzionano meno, compresse dalla trama dedicata al personaggio di Corrado Guzzanti, mentre le guest star (su tutte un brillante Pietro Sermonti) danno nuova energia. Restano solide le prove di Lucia Mascino ed Enrica Guidi e l'atmosfera familiare di Pineta continua a essere il vero punto di forza. Non tutto però convince: Pasquali non decolla, il personaggio di Filippo Timi scivola nella macchietta e alcuni protagonisti trovano meno spazio. Il giallo resta sullo sfondo, ma la coralità comica, la chimica del cast e qualche trovata meta-narrativa rendono comunque la stagione piacevole e rassicurante, pur senza particolari slanci di originalità. Voto: 6

L'arte della gioia (Miniserie) - La miniserie racconta l'ascesa di Modesta, dalla tragica infanzia agli anni in convento fino alla villa dei Brandiforti, costruendo un racconto visivamente ricco e ben diretto. Le ambientazioni siciliane del primo '900, la fotografia suggestiva, le musiche curate e un ritmo solido contribuiscono a un'opera intensa e sensoriale. Il cast è un punto di forza: Tecla Insolia è magnetica e inquietante, Valeria Bruni Tedeschi domina con ironia tagliente, mentre Noce aggiunge una nota seducente e disturbante. Il risultato è un racconto pruriginoso, scandaloso, a tratti persino noir. Modesta, però, è un personaggio spietato ed egocentrico, e la sua ricerca di felicità non coinvolge lo spettatore, che resta in attesa costante della tragedia che lei inevitabilmente trascina con sé. La regia di Valeria Golino ne segue l'ambiguità con coerenza, ma la continua ricerca della provocazione finisce per offuscare le tematiche più profonde, sacrificando parte della complessità emotiva del racconto. Voto: 6,5

It: Welcome to Derry (1a stagione) - Una serie che parte in modo ingannevole, quasi da teen‑horror, ma dopo pochi episodi cambia marcia e rivela tutta la sua natura kinghiana: cupa, stratificata, piena di dettagli che premiano chi conosce l'universo di Derry. Regia solida (di Andy Muschietti che dopo i due film produce e dirige questo antefatto), atmosfera grottesca e momenti di autentico terrore, con Bill Skarsgård che torna a incarnare un Pennywise inquietante e potenziato rispetto alle pellicole. Ottima fotografia, colonna sonora incisiva e un uso intelligente del prequel per ampliare il mito senza tradirlo. La serie valorizza temi sociali, tensioni razziali e la brutalità della provincia americana, restituendo quel senso di normalità distorta tipico di King. Qualche passo falso nei comportamenti dei militari e un episodio meno necessario, ma il crescendo finale è emotivo, potente e lascia il segno. Nel complesso, un progetto HBO che cattura davvero lo spirito di King e merita di essere recuperato. Voto: 7

BONUS

Armitage III (1995) [OAV - 4 Episodi] - In un futuro cyberpunk segnato dalla colonizzazione di Marte e dal conflitto tra umani e cyborg, l'uccisione di diversi Modelli III (androidi indistinguibili dagli esseri umani) scatena tensioni sociali e violenze antitecnologiche. I detective Ross e Naomi Armitage, lei stessa un Modello III, indagano su questi omicidi scoprendo una cospirazione che mette in discussione identità, diritti e paura dell'automazione. La serie alterna buone idee a limiti evidenti: animazione discontinua, musiche poco incisive e un finale affrettato. Tuttavia l'atmosfera cyberpunk è forte, sporca, ricca di richiami a William Gibson e allo sprawl urbano, e le tematiche (discriminazione, robotizzazione, colonie marziane allo sbando) risultano sorprendentemente mature per un titolo del 1994, precedente persino a Ghost in the Shell. Nonostante la trama semplice e qualche ingenuità, Armitage III (miniserie di quattro OAV, 45 minuti il primo episodio, 28 minuti ciascuno gli altri) resta un'opera di nicchia affascinante, consigliata soprattutto agli appassionati del cyberpunk classico e delle sue ossessioni identitarie. Valutazione 6,25

Berserk (1997-1998) [Serie  - 25 Episodi] - Pur adattando solo una parte del manga e interrompendosi bruscamente, rimane un anime sorprendentemente solido anche preso da solo. La sua forza non risiede tanto nella trama (comunque avvincente) quanto nella narrazione e nella profondità dei personaggi. Il rapporto tra Guts e Griffith è il vero centro emotivo dell'opera: due visioni del mondo opposte che si scontrano molto prima delle battaglie, con Griffith che emerge come antagonista ideale, ambizioso e implacabile, e Guts che cresce attraverso ferite, scelte difficili e un percorso tutt'altro che eroico. L'atmosfera medievale, cupa e realistica, è resa con grande cura: battaglie credibili, dialoghi maturi, personaggi complessi e un tono crudo che lascia il segno. Le animazioni mostrano i limiti dell'epoca (rigide e statiche) ma i disegni restano efficaci, il doppiaggio è ottimo e la colonna sonora di Susumu Hirasawa è semplicemente memorabile. Il vero tallone d'Achille è il finale sospeso, che tronca la storia nel momento più drammatico e spinge inevitabilmente verso il manga. Con una conclusione adeguata sarebbe potuto diventare uno dei migliori anime degli anni '90. Nonostante i difetti, Berserk 1997 resta un'opera intensa, affascinante e imprescindibile per chi vuole avvicinarsi al mondo creato da Kentaro Miura. Valutazione 8

The Promised Neverland (2021) [Serie - Stagione 2 - 11 Episodi] - La 2a stagione divide, ma non è priva di meriti. Pur lontana dalla qualità della prima, la storia mantiene un certo fascino e qualche buona idea, anche se soffocata da tagli drastici, ritmo confuso e scelte narrative poco felici. Il finale, ridotto a poche immagini statiche, è il simbolo di una produzione affrettata e probabilmente limitata dal budget. L'anime resta godibile per chi non conosce il manga: animazioni solide, buon doppiaggio e un mondo esterno interessante. Tuttavia l'adattamento condensa troppo materiale, elimina passaggi fondamentali e introduce personaggi e svolte senza respiro, perdendo suspense, coerenza e impatto emotivo. La regia non riesce a ricreare la tensione che aveva reso memorabile la prima stagione. Nel complesso è un'opera appena sufficiente, con una grande storia alle spalle ma realizzata in modo frettoloso. Rimane la speranza di un futuro remake che renda giustizia al potenziale dell'opera originale. Valutazione 6

giovedì 29 gennaio 2026

Le serie tv del mese (Gennaio 2026)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 29/01/2026 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da RaiPlay, Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Stranger Things (5a stagione) - La quinta stagione chiude la saga con un finale emozionante, nostalgico e coerente con lo spirito che ha reso iconica la serie dei Duffer. Gli otto episodi, ricchi di atmosfera e visivamente più curati che mai, offrono un epilogo che celebra i personaggi e i legami costruiti in dieci anni, regalando momenti sinceri e toccanti. Lo scontro finale con Vecna funziona per intensità e messa in scena, mentre l'ultima ora, più intima, dà ai protagonisti un congedo rispettoso e sentito. Non mancano difetti: qualche lungaggine, alcune sottotrame superflue e un ritmo talvolta irregolare. Tuttavia, queste imperfezioni non scalfiscono la forza emotiva della stagione, che preferisce l'eccesso alla freddezza e punta tutto sull'impatto affettivo. Nel complesso una conclusione solida e appagante, capace di onorare il mito della serie e di chiudere un viaggio che ha segnato l'immaginario pop di un'intera generazione. Un addio affettuoso, non rivoluzionario, ma profondamente giusto. Voto: 8

Eyes of Wakanda (Miniserie) - La quarta serie animata dei Marvel Studios parte da un'idea intrigante (seguire i War Dogs attraverso epoche diverse per recuperare artefatti di vibranio) ma si ferma a un risultato solo discreto. Le quattro puntate offrono qualche spunto interessante e un'animazione a tratti suggestiva, ma la serie non sfrutta davvero il potenziale del Wakanda. La struttura antologica limita il coinvolgimento, due episodi risultano troppo simili tra loro e la terza puntata alterna buone intuizioni a forzature evidenti. La CGI è irregolare, la scrittura superficiale e spesso sacrificata all'azione. La quarta puntata, più ambiziosa e legata al MCU, è la migliore ma non basta a risollevare l'insieme. Nel complesso, una miniserie piacevole ma poco incisiva: intrattiene, ma lascia la sensazione di un'occasione mancata. Si poteva fare di più. Voto: 6

Mercoledì (2a stagione) - Una stagione, livello generale e in qualità, inferiore alla precedente: più dark nell'atmosfera, ma con una trama meno solida e diverse forzature. I personaggi principali funzionano, con Enid che spicca più di Mercoledì. Rimane il mood "alla Harry Potter", con meno teen‑romance e più spazio alla famiglia Addams, coinvolta nel mistero centrale attraverso varie sottotrame. Il tentativo di ricreare un momento iconico della prima stagione (cameo di Lady Gaga incluso) risulta forzato e un po' cringe. La storia è a tratti confusa e il ritmo altalenante, dando l'idea di una stagione un po' spinta. Nel complesso si lascia guardare, ma senza entusiasmare. Voto: 6,5

Grotesquerie (1a stagione) - Parte come un thriller-poliziesco classico, ma vira presto verso un ibrido tra horror, crime e dramma familiare, con toni sopra le righe e un'atmosfera sospesa tra realtà e incubo. I personaggi sono ben tratteggiati e la messa in scena è curata, con omicidi coreografati in modo disturbante. Nella seconda metà, però, la serie si perde: accumula situazioni bizzarre, introduce troppe sottotrame e stravolge la narrazione con un colpo di scena che appare più "disonesto" che sorprendente. Il focus si sposta eccessivamente sulle dinamiche familiari, facendo calare tensione e coerenza. Il finale, confuso e poco soddisfacente, apre a una nuova stagione senza lasciare un vero slancio. Ambiziosa ma sbilanciata, finisce per privilegiare lo stile sul contenuto. Consigliata solo ai fan più devoti di Ryan Murphy. Voto: 4,5

The Iris Affair - Missione ad alto rischio (Miniserie) - Un thriller spionistico elegante ma irregolare. Segue Iris Nixon, brillante hacker in fuga dopo aver sottratto l'accesso a una tecnologia potenzialmente devastante, mentre killer, poliziotti corrotti e un magnate della Big Tech la inseguono lungo una splendida Italia da cartolina. Le interpretazioni di Niamh Algar e Tom Hollander sono il vero punto di forza, così come le location e l'azione ben coreografata. Tuttavia, gli otto episodi risultano eccessivi: troppi flashback rallentano il ritmo e la trama, pur ricca di spunti sci‑fi e riflessioni sull'IA, resta prevedibile e un po' fredda. Nel complesso, un prodotto piacevole e visivamente curato che intrattiene, ma non memorabile e poco incisivo: tanta forma, poco cuore, e un potenziale che rimane solo in parte espresso. Voto: 6

BONUS

The Promised Neverland (2019) [Serie - Stagione 1 - 12 Episodi] - Parte come un racconto sereno ambientato in un orfanotrofio, ma già dal primo episodio si trasforma in un thriller psicologico cupo e teso. La scoperta di Emma, Norman e Ray ribalta l'apparenza idilliaca della Grace Field House, rivelando un luogo dove i bambini non vengono adottati, ma allevati come "cibo" per creature mostruose. Da qui nasce una partita a scacchi fatta di strategie, inganni e tentativi di fuga, sostenuta da personaggi ben caratterizzati e da una "Mamma" inquietante e ambigua. L'atmosfera è costruita con grande cura, le animazioni sono solide e la regia sfrutta inquadrature suggestive per amplificare la tensione. Tra i pregi spiccano ritmo, suspense e un cast credibile; tra i difetti, qualche ingenuità narrativa e la maturità poco realistica dei protagonisti. Nonostante ciò, la prima stagione è avvincente, originale nel tono e capace di tenere incollati fino all'ultimo. Un thriller psicologico efficace e consigliato. Valutazione 7,90

A-Kite (1998) [OAV - 2 Episodi] - Un prodotto controverso e di forte impronta pulp, con il suo mix di azione brutale, atmosfera noir e temi disturbanti. La storia segue Sawa, giovane assassina segnata da un passato traumatico, manipolata da un tutore corrotto e coinvolta in una spirale di violenza da cui tenta di liberarsi. Un'opera dall'ottimo character design (di Yasuomi Umetsu), con sequenze d'azione dinamiche e toni cupi, che ha influenzato anche autori come Tarantino. Allo stesso tempo, la presenza di contenuti sessuali espliciti e la rappresentazione di abusi ha fatto etichettare Kite come prodotto per adulti, offuscandone in parte i meriti. Pur con limiti narrativi e alcune forzature, Kite resta infatti un titolo d'impatto: breve, estremo, stilisticamente curato e capace di lasciare il segno, ma decisamente non adatto a tutti. Valutazione 6,50

Neon Genesis Evangelion (1995-1996) [Serie - 26 Episodi] - Un anime che rivoluziona il mecha trasformandolo in un viaggio psicologico e simbolico, dove la battaglia contro gli Angeli è solo la superficie di un racconto molto più intimo. Shinji, Asuka, Rei e Misato incarnano fragilità diverse, esplorate attraverso introspezioni, traumi e relazioni complesse che rendono la serie unica nel suo genere. La regia di Hideaki Anno, audace e sperimentale, costruisce un'atmosfera inquieta e ricca di significati, sostenuta da un immaginario iconico e da momenti di grande impatto emotivo. Accanto ai numerosi pregi emergono difetti evidenti: ritmo irregolare, scontri ripetitivi, simbolismi talvolta più estetici che narrativi e un finale criptico che divide ancora oggi: intenso e concettuale, ma narrativamente carente, tanto da richiedere un film per completare il quadro. Anche il comparto tecnico mostra i limiti dell'epoca, pur brillando nelle idee visive degli Angeli. Nonostante le sue imperfezioni, Evangelion resta un'opera fondamentale, capace di lasciare un segno profondo e di stimolare riflessioni ben oltre la visione, che non si limita a intrattenere, ma che sfida e continua a far discutere. Valutazione 8,25

giovedì 18 dicembre 2025

Le serie tv del mese (Dicembre 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 18/12/2025 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

Ironheart (Miniserie) - Un prodotto che prova a dare nuova linfa al MCU attraverso la giovane Riri Williams, interpretata con calore ed empatia da Dominique Thorne. La storia affronta temi come lutto, identità e crescita personale, con momenti drammatici riusciti e un contorno di personaggi che in alcuni casi funzionano, come The Hood e Zelma. L'estetica fresca, la colonna sonora hip-hop e l'ibrido tra tecnologia e magia offrono spunti interessanti, mentre gli effetti speciali e le scene d'azione si mantengono su un livello discreto. Tuttavia, la serie soffre di incoerenze narrative, sbalzi di tono tra commedia e dramma e un trattamento superficiale di temi delicati come il razzismo. Il ritmo è altalenante, con un avvio lento e un finale divisivo: in parte sorprendente, in parte deludente. In definitiva, Ironheart è una serie ambiziosa ma imperfetta, capace di gettare basi per il futuro del personaggio senza riuscire a imporsi come una delle produzioni più solide dell'universo Marvel. Voto: 5,5

Alice in Borderland (3a stagione) - La terza stagione segna un evidente calo rispetto alle prime due. Arisu e Usagi tornano nel Borderland con motivazioni poco convincenti e personaggi secondari mai davvero approfonditi. I nuovi giochi alternano momenti spettacolari e ben diretti ad altri ripetitivi e poco incisivi, mentre la narrazione si concentra più sulla dimensione psicologica e sui traumi dei protagonisti che sull'azione adrenalinica che aveva reso la serie così coinvolgente. L'atmosfera resta cupa e la messa in scena visivamente efficace, ma il ritmo soffre di lentezza e prevedibilità. Il finale riesce a dare un senso di chiusura dignitoso, pur senza sorprendere, lasciando aperta la porta a possibili spin-off. Nel complesso, un capitolo che intrattiene a tratti ma che appare superfluo, confermando la trilogia con il suo anello più debole. Voto: 6,5

Only Murders in the Building (5a stagione) - La quinta stagione di Only Murders in the Building conferma il fascino della serie, pur con qualche flessione. Il trio Martin-Gomez-Short resta il cuore pulsante, tra comicità e suspense, mentre l'intreccio con mafia e corporation introduce nuove tensioni. Le guest star (Renée ZellwegerChristoph Waltz) arricchiscono il cast, ma la loro abbondanza riduce lo spazio ai personaggi secondari. La trama, più intricata e piena di bugie, rischia di disperdere l'attenzione, anche se il finale sorprende con colpi di scena drammatici. In sintesi: una stagione solida e divertente, meno incisiva delle precedenti, che riporta l'azione all'Arconia ma fatica a bilanciare sottotrame e tono. Con la sesta stagione già annunciata a Londra, resta la speranza di ritrovare l'originalità dei primi capitoli. Voto: 6

BONUS

Ergo Proxy (2006) [Serie - 23 Episodi] - Diretto da Shukō Murase, un anime post-cyberpunk elegante e cupo, con animazioni raffinate, atmosfere claustrofobiche e una colonna sonora di grande impatto (l'ending  "Paranoid Android" dei Radiohead il Top). La serie mescola suggestioni da "Blade Runner" e "Ghost in the Shell", intrecciando filosofia, religione e psicologia in un mosaico citazionistico. Nonostante un inizio avvincente e personaggi affascinanti come Re-L e Pino, la trama si perde in lentezze, episodi superflui e un eccesso di pseudo-filosofia che lascia molte domande irrisolte. Il finale emozionante chiude con coerenza, ma non basta a trasformare l'opera in un vero capolavoro. In definitiva, un anime visivamente potente e ricco di spunti, ma troppo pretenzioso e dispersivo per mantenere tutte le sue promesse. Valutazione 6,90

Samurai Champloo (2004-2005) [Serie - 26 Episodi] - Diretto da Shinichirō Watanabe, un anime che mescola Giappone feudale, hip‑hop e cultura pop. La storia segue Fuu, Mugen e Jin nella ricerca del "samurai che profuma di girasoli", con episodi spesso autoconclusivi e qualità narrativa discontinua. I punti di forza sono lo stile originale, le animazioni e i combattimenti spettacolari, oltre alla caratterizzazione dei protagonisti. I limiti riguardano la trama frammentata e alcuni episodi parodici o poco incisivi. Rispetto a Cowboy Bebop, con cui condivide struttura episodica e tema del viaggio, Samurai Champloo punta più sull'estetica e sull'atmosfera che sulla coesione narrativa. Ne risulta un'opera piacevole e innovativa, ma meno memorabile del capolavoro precedente di Watanabe (non delude, però si poteva forse fare di più). Valutazione 7

Black Lagoon: Roberta's Blood Trail [OAV - 5 Episodi] - La terza "serie/stagione" ripropone Black Lagoon in cinque OAV spettacolari ed intensi ma deludenti e contraddittori. Madhouse brilla sul piano tecnico con animazioni e atmosfere noir, mentre la trama appare compressa e incoerente, con spiegazioni ridotte e passaggi innaturali. Roberta, trasformata in macchina di vendetta, scatena una guerra a Roanapur, ma il focus su di lei snatura Rock e relega Revy ai margini. L'azione, spesso esagerata e poco credibile, ricorda più un pulp corale che un vero seguito. A peggiorare l'esperienza, un doppiaggio italiano disastroso che cancella il carisma dei personaggi. Il risultato è uno spin-off visivamente valido ma privo della profondità e dell'anima che avevano reso la serie originale in parte memorabile. Valutazione 6,25

giovedì 27 novembre 2025

Le serie tv del mese (Novembre 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 27/11/2025 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Sandman (2a stagione) - La seconda stagione di The Sandman, ultima della serie, conferma lo stile introspettivo e simbolico già visto nella prima. Meno spettacolare e con un uso più contenuto della CGI, punta sull'approfondimento dei personaggi e sul percorso di Morfeo, interpretato da Tom Sturridge con maggiore consapevolezza e vulnerabilità. La narrazione, divisa in due blocchi con un episodio extra dedicato a Morte, esplora i rapporti con gli Eterni e introduce figure mitologiche come Odino, Delirio e Distruzione. La regia privilegia la contemplazione al ritmo serrato, con fotografia e scenografie di forte impatto visivo che restituiscono un'estetica onirica e perturbante. Alcuni episodi risultano meno incisivi e la lentezza può scoraggiare chi cerca azione, ma la serie rimane un racconto filosofico e mitico che riflette su identità, tempo e cambiamento. Non è pensata per tutti, ma chi ama introspezione, mitologia e atmosfere gotiche troverà un'esperienza intensa e memorabile. Voto: 7,5

1923 (2a stagione) - La seconda stagione segna un passo avanti rispetto alla prima, trasformandosi in un autentico kolossal western. La messa in scena è imponente, con sequenze d'azione spettacolari e una narrazione più compatta e drammatica, capace di intrecciare il destino dei Dutton con riflessioni profonde sul rapporto tra uomo e natura. Harrison Ford e Helen Mirren regalano interpretazioni di grande intensità, confermando il valore del cast. Non mancano alcune forzature nella scrittura di Taylor Sheridan, soprattutto nel viaggio di Spencer e Alexandra, talvolta eccessivamente carico di sventure, ma il finale tragico e commovente restituisce un senso epico e potente. Nel complesso, una stagione più solida e coinvolgente, che supera le incertezze iniziali e consolida 1923 come un tassello importante nell'universo di Yellowstone. Voto: 6,5

Il vostro amichevole Spider-Man di quartiere (1a stagione) - Una serie animata che riesce a catturare l'essenza del personaggio, offrendo una visione pura e immediata di ciò che Spider-Man rappresenta: altruismo, leggerezza e crescita personale. La scelta di collocarlo in una linea temporale slegata dall'MCU è sensata e permette di raccontare un Peter Parker giovane e umano, alle prese con i primi passi da eroe. Il design dei costumi e i richiami al fumetto arricchiscono l'esperienza, mentre l'introduzione di personaggi collaterali amplia il mondo narrativo. Non mancano però difetti: il ritmo iniziale è altalenante, la narrazione appare poco originale e il finale arriva con un po' di affanno. Inoltre, la serie non osa abbastanza, preferendo restare su binari sicuri. Nel complesso, si tratta di una prima stagione piacevole e adatta a un pubblico giovane, capace di intrattenere e di gettare basi promettenti per sviluppi futuri, pur senza raggiungere la forza innovativa delle migliori incarnazioni di Spider-Man. Voto: 6,5

Upload (4a stagione) - La quarta ed ultima stagione (recensione terza qui) mi ha lasciato addosso quella sensazione agrodolce che solo i finali ben calibrati sanno dare. Non è un'uscita di scena spettacolare, ma è coerente con lo spirito della serie: un mix di romanticismo, satira sociale e fantascienza che ha sempre saputo distinguersi. Nathan, Nora e Ingrid trovano finalmente una conclusione alle loro storie, e anche se la stagione è breve e qualche dettaglio rimane in sospeso, il cuore emotivo funziona. Quello che ho apprezzato di più è il modo in cui la serie ha scelto di concentrarsi sulle emozioni dei personaggi, senza perdere il suo lato ironico e critico verso la tecnologia e le disuguaglianze. È un epilogo che non cerca fuochi d'artificio, ma che chiude con dolcezza e lascia il pubblico con la sensazione di aver vissuto un viaggio unico. Voto: 6 

The Handmaid's Tale (6a stagione) - La sesta ed ultima stagione de "Il racconto dell'ancella" chiude la parabola di June con intensità e contraddizioni. La produzione resta di altissimo livello, con regia fluida e interpretazioni straordinarie, soprattutto di Elisabeth Moss. I temi affrontati (perdono, identità, falso riformismo) collegano Gilead all'attualità con forza politica. Il ritmo è più coinvolgente rispetto alle ultime stagioni, alternando suspense e momenti riflessivi. Il finale chiude il cerchio narrativo senza risposte facili, preparando lo spin-off The Testaments. Tuttavia, la ripetitività di fughe e scontri e la scarsa coerenza dei confini indeboliscono la tensione. Alcuni dialoghi risultano didascalici e la resistenza appare semplificata, poco radicata nella realtà storica. Nonostante i limiti, la stagione restituisce intensità e un senso di compiutezza alla storia. Non rivoluzionaria come agli esordi, ma discretamente positiva e capace di lasciare domande giuste. Voto: 7

BONUS

Black Lagoon - The Second Barrage (2006) [Serie - Stagione 2 - 12 Episodi] - La seconda stagione riprende esattamente da dove la prima stagione si era fermata, mantenendo intatta la miscela di azione esplosiva, ironia graffiante e violenza spettacolare. Dodici episodi serrati che ampliano l'universo della Lagoon Company, con missioni ambientate tra Roanapur e il Giappone, e un focus maggiore sui personaggi secondari, da Hänsel e Gretel a Yukio Washimine e Ginji Matsuzaki. La serie rinuncia a parte dell'introspezione della prima stagione per spingere sull'acceleratore dell'azione e dei conflitti, ma resta visivamente impeccabile, con animazioni fluide, colori vividi e una colonna sonora incisiva. Balalaika e Revy brillano tra i protagonisti, mentre Rock cresce in determinazione e arguzia. In definitiva, Second Barrage non innova ma consolida: un seguito potente e godibile, perfetto per chi cerca adrenalina e personaggi carismatici. Valutazione 6,90

Neoranga - L'arcana divinità del mare del sud (1998) [Serie - 24 su 48 Episodi] - Questo anime parte con ottime premesse e sembra promettere molto, ma non riesce a mantenere le aspettative. Gli episodi, della durata di poco meno di quindici minuti, raccontano brevi momenti della vita quotidiana delle sorelle Shimabara e dell'arrivo di Ranga, senza però avere il tempo di approfondire davvero personaggi e vicende. Ne risulta una narrazione superficiale e spesso inconcludente, con intrighi accennati ma mai chiariti. Dal punto di vista tecnico, i primi episodi mostrano disegni e animazioni di buon livello, ma col tempo la qualità cala e lo stile diventa meno curato, pur restando gradevole. La caratterizzazione funziona soprattutto sulle tre sorelle, mentre gli altri personaggi rimangono figure di contorno. In Italia la serie è stata interrotta all'episodio 24, mentre in Giappone gli episodi successivi sono stati ridotti a circa dieci minuti, accentuando la sensazione di un progetto incompleto. Valutazione 6

mercoledì 30 luglio 2025

Le serie tv del mese (Luglio 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/07/2025 Qui - Ecco la lista delle serie tv e/o miniserie viste questo mese. Programmate o meno, opere visionate dalle piattaforme streaming a mia disposizione (a pagamento o meno), ovvero da Netflix, Sky e Prime Video, da Paramount Plus, Disney Plus e TimVision, sporadicamente anche da Apple Tv Plus e siti vari (anche non legali).

The Walking Dead: The Ones Who Live (Miniserie) - Il sesto spin-off, nonché terzo sequel, offre un finale emozionante per Rick e Michonne, soddisfacendo i fan con una storia epica e toccante. Nonostante l'ambizione e l'introduzione di nuovi personaggi, la serie soffre per la struttura condensata in soli sei episodi, che accelera gli eventi e limita lo sviluppo. Il cast eccellente e il comparto tecnico di alto livello riescono comunque a rendere l'esperienza coinvolgente, evocando lo spirito delle prime stagioni. Pur con qualche difetto nella gestione del ritmo e degli antagonisti, la serie dona nuova linfa all'universo TWD e regala un ritorno memorabile a Rick Grimes. Voto: 6,5

Inverso - The Peripheral (1a stagione) - Misteriosa e affascinante come la realtà simulata che descrive, Inverso si presenta come un lungo prologo verso qualcosa di molto più grande. La narrazione si costruisce su frammenti, omissioni e verità parziali, coinvolgendo lo spettatore grazie a un mondo fantascientifico denso e convincente, animato da personaggi inizialmente enigmatici che guadagnano peso col passare degli episodi. Tuttavia, la costante ricerca del confronto verbale rallenta il ritmo, facendo emergere la trama con esitazione e lasciando dietro più interrogativi che risposte. Quando tutto sembra finalmente allineato e pronto ad esplodere, il racconto si trattiene, sospendendo il climax nell'attesa vana della prossima mossa. Essa infatti al termine svanisce per varie ragioni, lasciando lo spettatore interessato tanto deluso. Voto: 5

Daredevil - Rinascita (1a stagione) - Serie che segna il ritorno del vigilante nel MCU con atmosfere cupe e urbane, in continuità con la serie Netflix, pur risultandone nettamente inferiore. Regia solida, buona colonna sonora e CGI convincente creano un forte impatto visivo ed emotivo. Tuttavia, la trama risulta frammentata, con troppe sottotrame e nuovi personaggi che ne penalizzano coerenza e profondità. Meno azione, ma più violenza cruda. Una stagione di transizione promettente, che necessita maggiore equilibrio narrativo per brillare davvero. Ma che per il momento resta solida nel suo passo, nonostante le imperfezioni, perché poteva andare ben peggio. Voto: 7

The Umbrella Academy (1a & 2a stagione) - La serie inizia con un enigmatico evento che conduce una famiglia di supereroi a viaggi nel tempo e tentativi di scongiurare l'apocalisse, spesso provocata da loro stessi. La produzione è curata, con un cast efficace e un'estetica raffinata, ma la narrazione si inceppa in dinamiche disfunzionali e dialoghi evitati. L'azione è debole: combattimenti poco realistici e villain caricaturali, mentre solo N. 5 brilla con il suo mix letale di sarcasmo e strategia. La seconda stagione abbandona i toni cupi per uno stile più leggero e vivace: la trama è più scorrevole, gli episodi più compatti, e i temi sociali ben presenti, sebbene a tratti didascalici. Tuttavia, la serie rischia di perdere mordente (l'ostinazione riluttante nel non voler essere supereroi), riproponendo conflitti già visti e abusando dei paradossi temporali. In sintesi: originale e coinvolgente, ma incerta tra dramma e ironia. Folle al punto giusto, ha bisogno di reinventarsi per non bloccarsi in loop narrativi. Voto complessivo: 6,5

Black Mirror (7a stagione) - La settima stagione segna, dopo una sesta discontinua, un ritorno solido all'essenza della serie: un'esplorazione tagliente e inquieta del rapporto tra tecnologia e umanità. Tra episodi nostalgici e nuove idee provocatorie, spiccano "Eulogy", con un Paul Giamatti intenso e struggente, e "Gente Comune", un racconto brillante che incarna pienamente lo spirito della serie. "Hotel Reverie" affascina per la sua visione grottesca del mondo dello streaming, mentre il sequel finale richiama con garbo vecchie glorie. Capaldi magnetico, anche se il suo episodio lascia troppi interrogativi. Più debole invece "Bestia Nera", penalizzato da personaggi poco convincenti sul piano fisico. Nel complesso, una stagione che combina riflessione, emozione e critica sociale, dimostrando che Black Mirror ha ancora molto da dire. Voto: 6,5

BONUS

Serial Experiments Lain (1998) [Serie - 13 Episodi] - Un anime dallo stile inquietante e sperimentale, che esplora con profondità i temi della tecnologia, dell'identità e della realtà virtuale. La storia segue Lain, una ragazza introversa la cui percezione del reale si frantuma dopo una misteriosa email. L'opera si distingue per regia frammentata, animazioni lente e una colonna sonora disturbante, creando un'esperienza emotiva e destabilizzante. Sebbene innovativa e tematicamente rilevante, la narrazione spesso risulta troppo criptica e illogica, rendendo difficile una comprensione autonoma. Lain affascina ma fatica a comunicare con chiarezza, lasciando lo spettatore più disorientato che appagato. Pur rimanendo un simbolo del cyberpunk, non raggiunge, per me, lo status di capolavoro. Valutazione 7,25

Black Lagoon (2006) [Serie - Stagione 1 - 12 Episodi] - Un anime dal ritmo serrato, con personaggi carismatici, una grafica curata e una colonna sonora coinvolgente. Senza ambizioni da capolavoro, conquista grazie a un'ambientazione originale e alla progressiva crescita dei protagonisti. È una serie adulta e ironica, perfetta per chi apprezza eroine toste, tradimenti, azione esplosiva e trame intrise di caos e adrenalina, il tutto confezionato con lo spirito graffiante di un ottimo B-movie. Valutazione 7

mercoledì 17 luglio 2024

What If...? (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/07/2024 Qui - La seconda stagione di What If...? conferma tutto ciò che di buono si era visto in precedenza, risultando nuovamente tra i migliori prodotti Marvel degli ultimi tempi, escludendo il terzo capitolo dei Guardiani della Galassia. Ma tra le serie, è certamente una delle migliori, soprattutto dopo la deludente Echo. Questo secondo capitolo è narrativamente più complesso e tortuoso da seguire, ma a livello di animazione ha fatto notevoli passi avanti. L'idea di puntare su personaggi minori e inediti non funziona come gli autori avrebbero voluto, e ancora una volta a tenere incollati allo schermo sono i personaggi della vecchia guardia, confermando forse il problema e il trend generale del MCU degli ultimi tempi. Tra gli episodi più riusciti, infatti, ci sono quelli che ruotano intorno agli Avengers originali e ai Guardiani della Galassia. Nel complesso, non c'è un episodio che si possa definire mal realizzato. La varietà delle puntate, estremamente diverse fra loro, è sorprendente. Non tutto funziona perfettamente, ma per un prodotto che nasce come "paradossale", What If...? 2, con tutti i suoi limiti, fa il suo dovere. Le nove puntate complessivamente intrattengono e mostrano le enormi potenzialità del multiverso. E non finisce qui, perché un'altra stagione ci sarà, e non si vede l'ora di scoprire cosa riserverà. Voto: 7 [Disney Plus]

venerdì 21 giugno 2024

Echo (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/06/2024 Qui - La serie Marvel Echo si concentra su un personaggio poco noto, esaltando la diversità (la protagonista è sordomuta e monca di una gamba) e celebrando le origini native americane della tribù Choctaw. Tuttavia, al di là delle scene d'azione, la serie delude. Cinque episodi sembrano girare in tondo, appiattendo un personaggio che aveva più sfaccettature come antagonista in Hawkeye. Cinque episodi avrebbero potuto arricchire il personaggio, ma dopo il primo è evidente che Echo serve solo "a riempire", un progetto poco convincente e un investimento mal riposto che non onora né se stesso, né la protagonista, né le comunità che intende rappresentare (per un confronto, Reservation Dogs, che condivide alcuni attori, è la scelta migliore). Azioni senza peso e inseguimenti in moto che sprecano tempo. In definitiva, Echo è una miniserie da guardare in un'unica sessione, ma che si dimentica subito dopo. L'assenza di un'identità estetica coerente e comprimari che eclissano la protagonista, in particolare Vincent D'Onofrio, che nonostante la sua presenza non può compiere miracoli, sono le principali ragioni del fallimento di Echo. A maggior ragione è considerata la peggior serie Marvel dall'epoca di Iron Fist. Voto: 5 [Disney Plus]

sabato 16 dicembre 2023

Loki (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/12/2023 Qui - Dopo la (in parte) deludente prima stagione ero arrivato tiepido all'esordio di questa seconda stagione, che invece si è rivelata meglio di come mi aspettavo, uno crescendo sorprendente ed efficace. La serie prende tutto quanto di buono fatto precedentemente, cancella le stonature e amplia ancora di più i suoi orizzonti. Nonostante un blocco di episodi centrali inutilmente complicati e tutto sommato abbastanza superflui, e una gestione dei personaggi (protagonista a parte) piuttosto pigra, la seconda stagione di Loki porta a casa il risultato grazie ad un finale potente ed emozionante, che chiude in modo più che soddisfacente tutta la trama relativa alla TVA, lasciando aperte alcune interessanti prospettive per il futuro dell'MCU (su tutte il nuovo ruolo del dio norreno). Voto: 6,5

lunedì 20 novembre 2023

Secret Invasion (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2023 Qui - Nick Fury torna sulla terra per sventare un'invasione da parte di una fazione della specie aliena degli Skrull. Miniserie (la prima della cosiddetta Fase Cinque dell'MCU) dedicata ad uno dei personaggi più iconici della Marvel, viene declinata come un thriller spionistico che accantona in parte i supereroi. L'atmosfera è cupa, con toni e riferimenti da guerra fredda, e questo ne fa un prodotto più "adulto" della media, purtroppo gravato da alcuni momenti di pausa (alcuni episodi sembrano aggiungere davvero poco alla narrazione generale). La messa in scena è di alto livello, così come l'ambientazione e la prova di un ottimo cast corale, a partire dal sempre ottimo Samuel L. Jackson (che in coppia con Ben Mendelsohn funziona benissimo, ma si fa notare anche il personaggio di Emilia Clarke). Buona la colonna sonora, poco incisiva invece l'azione, con uno scontro finale a dir poco deludente. Poteva essere di più, ma va bene anche così, per un lavoro che si può gradire come prodotto intermedio, che cerca di porre fine ad alcune linee narrative per aprire nuovi quesiti. Voto: 6

venerdì 22 settembre 2023

She-Hulk: Attorney at Law (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/09/2023 Qui - I Marvel Studios presentano l'avvocatessa-supereroina She-Hulk, cugina di Bruce Banner, facendola diventare protagonista di una serie tv che, più che gettarsi (indispensabilmente) nell'action, si concentra (malamente) sull'attività forense della protagonista scegliendo, come protagonista (giustamente), la simpatica Tatiana Maslany. Occasione persa però per realizzare una serie dosando bene ironia, azione e serietà quando, come in alcune occasioni, non c'è niente da ridere. Qui invece, dopo un inizio anche simpatico, aiutato dalla presenza di un Hulk di media grandezza pacato e prodigo di consigli, l'ironia, tendente alla pagliacciata e all'assurdo (l'apoteosi è nell'ultimo episodio), prende il sopravvento, travolgendo tutto e facendo sbracare il prodotto. Un prodotto di cui non si può parlar male degli effetti speciali, che lasciano (specie quelli della protagonista) parecchio a desiderare. Peccato, perché l'idea dell'avvocatessa verde non era poi così male. Serie simpatica, che gioca con le regole stesse del genere e più in particolare con il MCU. Fa sorridere spesso anche se, considerata la natura del prodotto (con frequenti e bislacche rotture della quarta parete), è difficile appassionarsi alla trama. Molto brava e ispirata la protagonista, un po' troppi i cameo di altri personaggi della saga, quasi come a poter richiamare quanti più aficionados possibili. Gradevole ma non indispensabile. Voto: 5,5

venerdì 18 agosto 2023

What If...? (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/08/2023 Qui - La Marvel non si ferma (mai) e rilancia il suo (multi)universo con questa serie animata (che riprende l'omonima serie antologica a fumetti) dedicata all'alieno Osservatore che assiste e registra mostrandoci mondi Marvel simili a quelli che conosciamo, ma diversi, talvolta drammatici, ma anche brillanti. La missione pareva impossibile, invece riesce, ed alla grande, per le ottime animazioni, ma anche per l'atmosfera stile Ai confini della realtà e per certe trame ardite (vedi l'apocalisse zombi alla Romero, o Pantera Nera che diventa Star Lord al posto di Peter Quill) che spesso superano i prodotti originali da cui s'ispirano. Al contempo, ad un occhio più attento emergono delle leggerezze gravi nella sceneggiatura, tra concetti che mutano e si contraddicono a seconda delle necessità del copione e veri e propri buchi di trama (ha pure problemi ingombranti di toni e un umorismo che fatica a mescolarsi con la componente drammatica). Ma luci ed ombre si bilanciano quasi in modo perfetto, per una serie che, seppur ha qualcosa da dire ma poteva farlo meglio, è imprescindibile per i Marvel fan del MCU, non così tanto per tutti gli altri, ma almeno il quarto episodio su Dottor Strange bisogna assolutamente vedere/recuperare. Voto: 7

venerdì 23 giugno 2023

The Defenders (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/06/2023 Qui - E venne (finalmente) il giorno (i pezzi del puzzle alla fine ricomposti) in cui i quattro supereroi Marvel delle serie tv ex Netflix si unirono insieme per affrontare una minaccia comune, proprio come gli Avengers del grande schermo. Che gli eroi si chiamino Vendicatori o (come in questo caso) Difensori, il risultato è quasi lo stesso (più o meno), l'unica differenza è che al cinema i costi sono molto più alti mentre qui si gioca al risparmio, sia sui nemici da combattere (la cosiddetta "mano" capitanata dal nuovo villain, capo delle "cinque dita", Alexandra, la brava ma inconsistente non per colpa sua Sigourney Weaver) che sugli episodi prodotti (solo otto sui consueti tredici delle singole serie). Mantiene una certa qualità evidente sia nel comparto tecnico che visivo, ma evidenzia alcuni problemi in sceneggiatura. Piuttosto gradevole e divertito nella prima parte, ma troppo "arrampicato" nella seconda, quando è in scena (quel bamboccio di) Iron Fist, poi, è persino noioso. Passa una buona metà di stagione prima che si giunga ad un compromesso d'azione, il nemico poi è molto subdolo, poco coerente nelle guerre interne e con un obiettivo un po' superficiale. Belli i combattimenti anche se un po' troppo esagerati e finti in alcuni passaggi. Girata e montata in fretta, quella che doveva essere un punto d'arrivo e di svolta, si rivela più una pura formalità, ed è questo che non va decisamente giù. Un vero peccato. Voto: 5,5

mercoledì 24 maggio 2023

Iron Fist (Serie Completa)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/05/2023 Qui - Serie Marvel dedicata ad Iron Fist, il quarto personaggio che forma assieme a DaredevilLuke Cage e Jessica Jones il gruppo dei "Defenders", finalmente prossima alla visione. Ma c'è un problema, è la serie più deludente tra le quattro, tanto che non salverei né la prima né la seconda stagione. Passi la prima, che è comunque interessante per i personaggi contraddittori (l'amico e sua sorella, ad esempio) e il ritorno dell''infermiera Rosario Dawson, che sta diventando un prezzemolino come il Samuel L. Jackson dei film degli Avengers, ma la seconda proprio no (gli elementi di cui sopra diventano sterili, ed anzi un personaggio nel secondo filone proprio mediocre è). Colpa in entrambi i casi, dell'Iron Fist stesso, ovvero del giovane biondo miliardario Danny Rand (un altro, tanto per cambiare) che torna alla civiltà dopo un'assenza di 15 anni, infatti mi ha ricordato immediatamente qualcuno (parlo di Arrow ovviamente, che tra l'altro ha chiuso ingloriosamente) e la partenza quindi decisamente falsa. La caratteristica principale di quest'eroe è la conoscenza del kung fu (il pugno potenziato il suo potere), eppure i combattimenti sono pochissimi, peraltro girati in modo nemmeno speciale (anzi, piuttosto mediocre). Tutto il resto? Prolissi e pedanti spiegoni che in realtà non spiegano niente e soporiferi dialoghi che farciscono una trama confusa che si arrampica costantemente sugli specchi. E pensare che la seconda è ancora più e più rispetto alla prima, e dura incredibilmente (e davvero stranamente) pure tre puntate meno (ma è stato meglio così). Tra l'altro non ho apprezzato l'assenza di un costume, so che nella realtà sarebbe ridicolo, ma in Daredevil l'hanno messo, qui invece l'eroe si limita a mettersi malapena un cappuccio, il che toglie l'idea di supereroe e lo fa sembrare più un film di kung fu e basta. Un film, una serie (di pochissimi alti e tanti bassi) vista solo per completezza, in quanto appunto componente di una saga interconnessa (di cui rappresenta sfortunatamente la parte peggiore), perché altrimenti l'avrei certamente evitata. Voto complessivo: 5

venerdì 21 aprile 2023

Luke Cage (Serie Completa)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/04/2023 Qui - Un inizio subito col botto per il personaggio già conosciuto in Jessica Jones. Tipica serie dal retrogusto blaxploitation, ambientata interamente a Harlem e che funge spesso da denuncia/omaggio per il quartiere (condita splendidamente con buona musica di nomi noti della black music). Interessanti le origini dei poteri del protagonista (Luke, immune ai proiettili e dotato di forza sovrumana) a cui vengono dedicati un paio di episodi flashback. Ben raccontata la storia, buono il cast, con qualcuno che spicca maggiormente, niente male alcuni colpi di scena. Però lo sviluppo spesso si arena in lente situazioni ripetitive e/o condite da infiniti spiegoni talvolta forzati, manca di fluidità narrativa. Marvel's Luke Cage è infatti una serie con alti e bassi. La regia e scenografia sono ottime. Luke è davvero un bel personaggio, anche se Mike Colter proprio eccezionale non è, non male i personaggi secondari. Innovativo il fatto che, a differenza delle precedenti serie Marvel, questa è leggermente più comica. Vi sono battute e scene comedy che riescono ad eludere la gran tensione (molto apprezzata) delle precedenti Daredevil e Jessica Jones. Non mi hanno però convinto alcune cose, la trama con alcuni buchi, nemici di poco spessore e fin troppi dialoghi. Il finale è discreto. Tutto raggiunge una fine, ma come sempre la fine non esiste e si rimandano le faccende, alla seconda stagione. Una seconda stagione che replica la prima senza fantasia. Certo, c'è una notevole evoluzione dei personaggi e della sceneggiatura rispetto alla prima stagione, ma per il resto siamo sempre lì. In conclusione, un lunghissimo film blaxploitation dei nostri tempi, interessante, riuscito e meritevole, nonostante i tempi morti. Voto complessivo: 6,5

venerdì 24 marzo 2023

Jessica Jones (Serie Completa)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/03/2023 Qui - Una serie tv (la seconda del filone) su un personaggio Marvel (questa volta) poco noto (personalmente sconosciuto infatti). In generale ho apprezzato Jessica Jones, anche se io preferisco di più l'idea di eroe mascherato con una doppia vita (qui ecco una ex-supereroina che fonda un'agenzia investigativa per avere una vita più normale in seguito alla fine della sua carriera come supereroe). In ogni caso non siamo ai livelli di Daredevil, ma mi ha lasciato abbastanza soddisfatto. In questo senso come Daredevil o forse (decisamente) meno, Jessica Jones è una serie (fatta di tre stagioni e 39 puntate) cupa, cruda, splendidamente sporca e metropolitana grazie all'insostituibile sfondo di Hell's Kitchen, a partire dagli splendidi titoli di testa che già da soli rimandano all'evoluzione Marveliana (e supereroistica in toto) anni '80 e oltre. Una serie che nonostante i difetti ho apprezzato. Nella prima stagione tuttavia, 13 puntate sono forse un po' troppe per riuscire appieno a raccontare in modo avvincente l'intrigante e perverso conflitto psicologico tra Jessica (una Krysten Ritter piuttosto adatta) e il villain Killgrave (un fantastico David Tennant), ma le atmosfere noir e la maturità dei temi trattati e degli ottimi e numerosi personaggi rendono comunque interessante la serie, divertente e inaspettato l'inserimento di scene "hot" in un prodotto Marvel, poco convincenti però le scene d'azione che in molti momenti dimostrano la povertà del budget, ma ci si passa tranquillamente sopra grazie alla cura riservata alla trama (che in ogni caso è un po' troppo ripetitiva) e ai personaggi. Siamo lontani dalla maestosità di Daredevil ma è proprio questa leggerezza a caratterizzare Jessica Jones e che, nonostante qualche puntata poco ispirata, ne rende la visione gradevole e stimolante. La prima stagione l'ho infatti guardata con piacere per la novità e per la bravura di una protagonista dalla forte personalità capace di delineare bene il personaggio che conquista anche con un fisico intrigante. Peccato che andando avanti con le stagioni qualcosa si perda, con personaggi quasi inutili e sotto-trame altrettanto inutili nonché tediosi. Apprezzabili invece i finali, della prima soprattutto, ma anche delle altre, finalmente "letali". Bisogna comunque dire che nella seconda manca un villain ricorrente, c'è pochissima azione ed è tutto (troppo) incentrato sul rapporto madre/figlia di Jessica, sul rapporto con l'inquilino e collega Malcolm e sulle origini dei nuovi poteri di Trish, nella terza peggio ancora, con alcune noiose puntate psico-drammatiche, un villain quasi senza senso e strane derive narrative, in alcuni casi forzate. Alla fine, nonostante alcune licenze fumettistiche discordanti (di cui in ogni caso ero all'oscuro), una buona serie, che seppure parte col botto e finisce come un fuoco fatuo, sicuramente riuscita e meritevole d'apprezzamenti. Voto complessivo: 7

martedì 21 febbraio 2023

Daredevil (Serie Completa)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/02/2023 Qui - Serie fatta molto bene rispetto alle altre sui supereroi, anzi, è una delle migliori viste negli ultimi anni e forse una delle migliori Marvel di sempre (tutto è al posto giusto, a partire dalla sigla), ogni episodio è coinvolgente senza fronzoli come avviene spesso in altre serie del genere. Narra di un avvocato che da bambino viene contaminato da sostanze radioattive diventando cieco, ma acquisisce una capacità sensoriale maggiore degli altri, soprattutto l'udito. Compito come ogni supereroe che si rispetti sconfiggere il male, a New York. Charlie Cox è un convincente Matt Murdock e non poteva esserci scelta migliore di Vincent D'Onofrio per il ruolo di Kingpin, personaggio di brutale violenza ma dalla personalità assai complessa. Il regista non risparmia (giustamente) scene sanguinolente, caratterizza bene tutti i personaggi e ridà dignità a un fumetto precedentemente maltrattato dal cinema. Ogni stagione è un crescendo di azione e rivelazione senza annoiare lo spettatore, mai superficiale o banale. E in questo senso, ed entrando più nel dettaglio, bellissima la prima stagione, una stagione che raccoglie tutta l'essenza di questo personaggio tanto cupo quanto affascinante. In quanto agli sviluppi della trama principale, il ritmo è generalmente sempre buono anche se a volte un po' altalenante, ma nel complesso un fantastico primo giro. E dopo la prima buonissima quanto inaspettata stagione, il Diavolo scarlatto si ripete con una seconda stagione addirittura superiore per ritmo, qualità delle storie e personaggi (primari ma anche secondari). Manca forse un po' di poesia rispetto alla stagione precedente, e soprattutto si sente che l'impatto del villain per eccellenza Wilson Fisk non è fondamentale quanto dovrebbe, ma la presenza dei due comprimari The Punisher ed Elektra, senza contare le apparizioni di Stick e le prime battaglie con la Mano, permettono di alzare non di poco l'asticella del godimento. Il ritmo, infatti (che nella prima stagione era un po' altalenante, ma mai noioso) è costantemente eccellente. E poi arriviamo all'ultima stagione, terza che la si può considerare come una specie di "Rinascita", si torna all'introspettività della prima stagione, ma in modo ancor più incisivo. Atmosfere ancora più noir, meno ampiezza narrativa, ancora maggiore crescita dei personaggi. Il finale (allorché ben orchestrato) è la ciliegina sulla torta, difficile restare indifferenti a tanta poesia. E così si conclude (ma non definitivamente) nel migliore dei modi una saga straordinaria, una saga capace di farsi amare. Voto complessivo: 8

lunedì 12 dicembre 2022

Ms. Marvel (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/12/2022 Qui - Kampala, giovane americana di origine pachistana, riceve un misterioso bracciale che le dà poteri straordinari. Prodotta dai Marvel Studios, una serie che segna un punto di svolta, perché mette al centro della scena una protagonista musulmana, peraltro con una "trasferta" nel paese asiatico di origine. Molto colorata e ricca di azione, ha il limite di una trama non troppo interessante, con alcuni episodi più riempitivi che di contenuti. Il personaggio è però intrigante e la giovane protagonista Iman Vellani simpatica e adatta al ruolo. Nota di merito alla colonna sonora, Ms. Marvel è uno dei pochi eroi del MCU ad avere un suo tema veramente riuscito, che cattura e carica appena lo si sente partire sullo sfondo delle azioni della giovane supereroina. Comunque è un po' un'occasione sprecata questa Ms. Marvel. Non che non sia bella, ma è un peccato che con tutto il potenziale a disposizione si sia poi incartata su sé stessa scadendo nella mediocrità per una buona metà degli episodi (una macchia che nemmeno il riuscito episodio finale, con tutti i suoi colpi di scene e rivelazioni, riesce a spazzare via). Tutto sommato, resta una serie godibile anche se, date le premesse, poteva essere molto di più e il personaggio non meritava questa qualità intermittente. Voto: 6,5

giovedì 20 ottobre 2022

Moon Knight (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2022 Qui - Un timido commesso londinese possiede una doppia personalità: l'altra rappresenta l'avatar di una divinità egiziana che serve sotto forma del vigilante notturno Moon Knight. Uno dei personaggi Marvel meno conosciuti (da me totalmente) protagonista di una (mini)serie a metà tra il film di spionaggio e il classico "superhero movie" con continui rimandi alla mitologia egiziana. Molto affascinante visivamente (personalmente poi mi ha sempre ammaliato la cultura egizia e dintorni) e segnato dalle buone prove di Oscar Isaac ed Ethan Hawke, la serie ha un limite nella complessità (e talora confusione) di una storia troppo ricca di eventi. La partenza è intrigante, e nonostante una quantità notevole di informazioni da elaborare e ricordare, la curiosità dello spettatore viene stuzzicata. Poi però appare chiaro che più di tanto non si potrà ottenere, a parte gli scambi verbali (e non solo) tra i "due", che se non altro daranno un perché al tutto. E anche con l'arrivo della pseudo spiegazione, con tanto di percorso reale e non che porterà il protagonista a una sorta di epifania, sarà inevitabile constatare una certa confusione nella sceneggiatura, con la conferma che la storia in sé alla fine (e di conseguenza la miniserie) non è niente di che. Voto: 6

giovedì 23 giugno 2022

Hawkeye (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/06/2022 Qui - Trattasi di una sorta di inno natalizio ai non superpoteri (l'eroismo delle persone normali), il tutto irrorato da abbondante ironia e da una simpatica spalla del protagonista, lì anche per controbilanciare la sua serietà con battute e vita presa decisamente più alla leggera. Certo, la trama è quel che è (riassumendo, i due "occhi di falco" devono combattere contro la criminalità organizzata e contro i tentativi di vendetta della sorella della Black Widow), e i "cattivi" o presunti tali non sono il massimo (i loro sgherri sono più che altro macchiette o sacchi da botte), ma una certa agilità nella regia e il chiaro intento di fondere il periodo natalizio con le disavventure dell'arciere fanno sì che il risultato non sia poi così male, dopotutto. Ricca di personaggi e di eventi, la (mini)serie non manca di ritmo e di azione, sei episodi sono il passo giusto e alla fine si capiscono molte cose...inattese. Bene tutto il cast, nel dettaglio sempre perfetto Jeremy Renner (che rimane uno dei più simpatici tra gli eroi Marvel, sarà anche per l'umanità del personaggio che non fa sfoggio appunto di superpoteri ma solo di abilità e frecce modificate), brava ed espressiva la bella Hailee Steinfeld. Effetti speciali secondari rispetto alle prove "fisiche" dei personaggi. Godibile e ben realizzata. Voto: 6,5

sabato 23 aprile 2022

The Falcon and the Winter Soldier (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/04/2022 Qui - Dopo gli avvenimenti di Avengers: Endgame, Sam Wilson e Bucky Barnes diventano partner in una nuova avventura (il duo Sebastian Stan-Anthony Mackie funziona, anche se ci mette un po' a carburare). Prosegue il corso dell'MCU con una (mini)serie che omaggia (senza mostrarla nella sua forma "storica") una delle sue figure più iconiche, Captain America, la cui difficile eredità è raccolta in modo diverso dai due protagonisti. Azione e spionaggio in sei puntate ricche di ritmo e dalle variegate ambientazioni, che non trascura di dare un certo "spessore" psicologico ai suoi personaggi. Tuttavia riuscita a metà, perché dopo le interessanti prime puntate esce fuori troppo un discorso politico e soprattutto di perbenismo che comincia a diventare stucchevole. L'azione (come detto) è tanta, e ben girata, ma forse sarebbe servito un villain più interessante per renderla emotivamente coinvolgente. Alla fine una serie corta (e non sarebbe stato meglio fare qualche puntata in più per chiudere degnamente? così sembra tutto chiuso in fretta e furia ed è un peccato) che si guarda volentieri, indispensabile ai fini del proseguo della storia, ma che resta un occasione persa visto il budget e le premesse che c'erano. Molto meno fantasioso e accattivante di WandaVision, un pelino migliore di Loki, ma pur sempre una mezza delusione. Voto: 6+