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sabato 23 aprile 2022

The Falcon and the Winter Soldier (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/04/2022 Qui - Dopo gli avvenimenti di Avengers: Endgame, Sam Wilson e Bucky Barnes diventano partner in una nuova avventura (il duo Sebastian Stan-Anthony Mackie funziona, anche se ci mette un po' a carburare). Prosegue il corso dell'MCU con una (mini)serie che omaggia (senza mostrarla nella sua forma "storica") una delle sue figure più iconiche, Captain America, la cui difficile eredità è raccolta in modo diverso dai due protagonisti. Azione e spionaggio in sei puntate ricche di ritmo e dalle variegate ambientazioni, che non trascura di dare un certo "spessore" psicologico ai suoi personaggi. Tuttavia riuscita a metà, perché dopo le interessanti prime puntate esce fuori troppo un discorso politico e soprattutto di perbenismo che comincia a diventare stucchevole. L'azione (come detto) è tanta, e ben girata, ma forse sarebbe servito un villain più interessante per renderla emotivamente coinvolgente. Alla fine una serie corta (e non sarebbe stato meglio fare qualche puntata in più per chiudere degnamente? così sembra tutto chiuso in fretta e furia ed è un peccato) che si guarda volentieri, indispensabile ai fini del proseguo della storia, ma che resta un occasione persa visto il budget e le premesse che c'erano. Molto meno fantasioso e accattivante di WandaVision, un pelino migliore di Loki, ma pur sempre una mezza delusione. Voto: 6+

martedì 25 giugno 2019

Deutschland 86 (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/01/2019 Qui - La vita ai tempi della guerra fredda è ancora al centro di Deutschland 86, secondo capitolo di un'ideale trilogia (che non vedo l'ora vada a termine) iniziata con Deutschland 83, una delle serie rivelazione del 2015, una serie purtroppo snobbata, di cui rappresenta appunto il sequel. È una storia di spionaggio in cui le trame dei servizi segreti e le intime vicende personali dei personaggi convergono restituendo l'affresco di un'epoca. L'epoca di massima tensione raggiunto negli anni Ottanta tra Unione Sovietica e Stati Uniti, che ha portato successivamente alla caduta dell'URSS e del muro di Berlino. Tutto ciò viene però visto (come saprà chi l'ha già visto, se no il consiglio è di recuperare tutta la prima stagione) dalla prospettiva delle due Germanie ed in particolare attraverso il personaggio di Martin Rauch (interpretato da un nuovamente bravo Jonas Nay), un ventiquattrenne della Germania Est, che da sergente maggiore delle truppe di Frontiera viene catapultato nell'altro lato della Germania per diventare una spia. E poiché sono nuovamente tornati gli intrighi della Guerra Fredda tra Germania Ovest ed Est pure, proprio lui non poteva mancare in questa seconda stagione della serie televisiva tedesco-statunitense creata da Anna Winger e Jörg Winger, e diretta da Florian Cossen, una seconda stagione ancora più avvincente e coinvolgente (ma nel complesso non migliore) del primo riuscitissimo capitolo della serie TV tedesca che ha dato il là alla rinascita della TV in Germania (Babylon Berlin un meraviglioso esempio di questa rinascita). Infatti lui c'è, lui che alla fine del suo percorso da spia della Stasi, percorso che lo ha poi costretto alla fuga alla fine di Deutschland 83 (Kolibrì, il suo nome di battaglia, ed egli stesso era ricercato da mezzo mondo, il mondo segreto delle spie), lui che spera, riprendendo a lavorare per i servizi segreti, e così continuare a finanziare il progetto del partito socialista tedesco, tornare in patria, ma lo ritroviamo però con una nuova prospettiva e diversi "incarichi" da svolgere.