Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/05/2016 Qui - Vinyl è la nuova serie capolavoro targata HBO. La prima stagione è andata in onda in Italia (una settimana dopo l'America) su Sky Atlantic dal 22 febbraio al 25 aprile. La serie che racconta l'ascesa del rock e del punk nella New York anni settanta, è stata già rinnovata per una seconda stagione. La serie è una vera e propria immersione nella Grande Mela dei primi anni 70, dai costumi agli oggetti, e ovviamente poi c'è la musica. Quella non può mancare, d'altronde il titolo è Vinyl, ossia i vecchi dischi di una volta che ormai non si usano più, una serie che sicuramente potrebbe piacere a Nella Crosiglia, se riuscisse a vederla, dato che con le serie tv non va d'accordo. Ambientato tra gli anni sessanta e settanta, Vinyl gira soprattutto attorno
al mercato discografico e la politica, quella sporca a ritmo di sesso,
droga e puro rock, che governa nelle case discografiche. La serie è diretta da un Martin Scorsese in stato di grazia, della serie il regista è anche produttore insieme a Mick Jagger e Terence Winter, due dai curriculum sicuramente non banali. Il regista premio Oscar che ha anche firmato la regia del lungo pilot con il quale Vinyl ha ufficialmente debuttato ha realizzato qualcosa di eccezionale, grazie anche soprattutto a Terence Winter (già autore ed executive de I Soprano, Boardwalk Empire e The Wolf of Wall Street) che porta in seno un protagonista azzeccatissimo nel ruolo, quel Bobby Cannavale, che in Vinyl è il discografico Richie Finestra, visto proprio in Boardwalk Empire nel ruolo di Gyp Rosetti (ruolo per cui ha vinto anche un Emmy), ma anche alla forza musicale di Mick Jagger e di suo figlio Jasper, che interpreta il leader del gruppo musicale dei Nasty Bits, futura band nascente nella serie. La serie parte col botto, con un pilot di quasi due ore veramente eccezionale, la puntata migliore, che sfiora la perfezione, dato che le successive puntate deluderanno un po' le mie aspettative, non tanto la musica (l'elemento più importante, e su questo aspetto non c'è niente da dire, nessuna pecca, nessun errore), quanto la trama principale non tanto originale e quasi inverosimile, ma soprattutto quasi identica ad Empire, ovvero il capo di una casa discografica in cerca di nuovi talenti, in cerca di nuovi sponsor, in cerca di qualcosa di eccezionale cercando di non far affondare la baracca, ma mentre lì è sesso, droga e rap, qui sesso, droga e rock'n roll, quello vero. Non solo ai cantanti è permesso 'divertirsi' ma anche ai discografici stessi, come Richie Finestra, fondatore e presidente della American Century Records, un'etichetta musicale un tempo di successo che naviga in cattive acque, che è sul punto di essere ceduta, in una New York capace di entusiasmarsi all'assolo di una chitarra elettrica. Un evento però cambia la sua vita e riaccende il suo amore per la musica ma rovina la sua vita privata.
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mercoledì 15 maggio 2019
Vynil (1a stagione)
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