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mercoledì 15 maggio 2019

Vynil (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 04/05/2016 Qui - Vinyl è la nuova serie capolavoro targata HBO. La prima stagione è andata in onda in Italia (una settimana dopo l'America) su Sky Atlantic dal 22 febbraio al 25 aprile. La serie che racconta l'ascesa del rock e del punk nella New York anni settanta, è stata già rinnovata per una seconda stagione. La serie è una vera e propria immersione nella Grande Mela dei primi anni 70, dai costumi agli oggetti, e ovviamente poi c'è la musica. Quella non può mancare, d'altronde il titolo è Vinyl, ossia i vecchi dischi di una volta che ormai non si usano più, una serie che sicuramente potrebbe piacere a Nella Crosiglia, se riuscisse a vederla, dato che con le serie tv non va d'accordo. Ambientato tra gli anni sessanta e settanta, Vinyl gira soprattutto attorno al mercato discografico e la politica, quella sporca a ritmo di sesso, droga e puro rock, che governa nelle case discografiche. La serie è diretta da un Martin Scorsese in stato di grazia, della serie il regista è anche produttore insieme a Mick Jagger e Terence Winter, due dai curriculum sicuramente non banali. Il regista premio Oscar che ha anche firmato la regia del lungo pilot con il quale Vinyl ha ufficialmente debuttato ha realizzato qualcosa di eccezionale, grazie anche soprattutto a Terence Winter (già autore ed executive de I Soprano, Boardwalk Empire e The Wolf of Wall Street) che porta in seno un protagonista azzeccatissimo nel ruolo, quel Bobby Cannavale, che in Vinyl è il discografico Richie Finestra, visto proprio in Boardwalk Empire nel ruolo di Gyp Rosetti (ruolo per cui ha vinto anche un Emmy), ma anche alla forza musicale di Mick Jagger e di suo figlio Jasper, che interpreta il leader del gruppo musicale dei Nasty Bits, futura band nascente nella serie. La serie parte col botto, con un pilot di quasi due ore veramente eccezionale, la puntata migliore, che sfiora la perfezione, dato che le successive puntate deluderanno un po' le mie aspettative, non tanto la musica (l'elemento più importante, e su questo aspetto non c'è niente da dire, nessuna pecca, nessun errore), quanto la trama principale non tanto originale e quasi inverosimile, ma soprattutto quasi identica ad Empire, ovvero il capo di una casa discografica in cerca di nuovi talenti, in cerca di nuovi sponsor, in cerca di qualcosa di eccezionale cercando di non far affondare la baracca, ma mentre lì è sesso, droga e rap, qui sesso, droga e rock'n roll, quello vero. Non solo ai cantanti è permesso 'divertirsi' ma anche ai discografici stessi, come Richie Finestra, fondatore e presidente della American Century Records, un'etichetta musicale un tempo di successo che naviga in cattive acque, che è sul punto di essere ceduta, in una New York capace di entusiasmarsi all'assolo di una chitarra elettrica. Un evento però cambia la sua vita e riaccende il suo amore per la musica ma rovina la sua vita privata.

venerdì 10 maggio 2019

L'invasione della pubblicità

Con il termine pubblicità si intende quella forma di comunicazione di massa usata dalle imprese per creare consenso intorno alla propria immagine ovvero per conseguire i propri obiettivi di marketing. La caratteristica principale della comunicazione pubblicitaria è di diffondere messaggi preconfezionati a pagamento attraverso i mass-media. L'obiettivo è che il consenso si trasformi in atteggiamenti o comportamenti positivi da parte del pubblico o consumatore che non consistono solo o semplicemente nell'acquisto del prodotto o servizio. La pubblicità informa, persuade, seduce il pubblico ed è ritenuta corretta se fidelizza l'utente finale in base a principi civili e umanizzanti. Si tante belle parole, tante cose giuste e buone per sintetizzare il suo concetto, però adesso basta, non se ne può più di tutte queste pubblicità in giro, nelle strade, nelle tecnologie, nei giornali, ovunque sei, ovunque stai. Certo è normale di questi tempi, ma mi da molto fastidio che usino qualunque mezzo per raggiungere i loro obiettivi, le odiose pubblicità prima nei video di youtube per non parlare di internet, letteralmente invaso, come nei cellulari, smartphone, tablet soprattutto nei giochi, in televisione, veramente seccante durante i film (per fortuna con mysky qualunque cosa registro posso togliere la pubblicità andando avanti), nei giornali di qualunque genere ma anche e soprattutto nelle strade, con cartelloni affissi ovunque, davanti pure a monumenti, chiese per coprire i lavori, indecenti. Pensare poi che uno dei posti più famosi e visitati al mondo come si evince dalla foto è Times Square di New York, praticamente una pubblicità a cielo aperto, certo bello lo è sicuramente ma è veramente incredibile a che punto siamo arrivati. Ci sono ovviamente diversi tipi di pubblicità e tra le classificazioni della pubblicità, forse la più semplice e basilare è la classificazione in relazione al fine ultimo profit/non profit, e cioè se la réclame è più o meno a scopo di lucro: quella commerciale (la forma di pubblicità più diffusa, più pressante e opprimente); quella sociale (la più utile e importante); quella pubblica (anch'essa in certi casi utile); quella politica (in verità propaganda); la 'Advocacy advertising', cioè quella volta a promuovere un consenso relativo a tematiche su cui esiste una divergenza di opinioni; e tante molte altre classificazioni, che non necessariamente si escludono a vicenda. Si può andare da classificazioni molto generiche, come ad esempio quella in relazione al tipo di medium (mezzo) che veicola la réclame fino a classificazioni piuttosto specifiche come ad esempio quelle in relazione al tipo di target (ossia il destinatario). Insomma tante e diverse, alcune fastidiose altre utilissime ma sempre opprimenti, il problema però è, a chi dare la 'colpa' di tutto ciò? chi ha inventato questo 'malefico' mezzo così da prenderlo a cinghiate?