Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/02/2016 Qui - E' giunta al termine, dopo tre spettacolari anni, e tre stagioni
Da Vinci's Demons,
la serie britannico-statunitense di genere storico-fantastico ideata da
David S. Goyer per la
Starz, che ci ha fatto vivere un incredibile viaggio temporale e spaziale nella Firenze del XV secolo, esplorando (in modo quasi impeccabile) la vita della mente più geniale che sia mai esistita,
Leonardo da Vinci. Una serie in costume che rimane, sino all'ultima inquadratura, fedelissima a questo stile: non una pecca nelle scenografie, non una pecca nei costumi, né nell'organizzazione delle scene, persino in quelle più toste, realizzate con il tocco magico del digitale. Insomma, sembra di essere proprio lì, con Leonardo, nella stregata Firenze guidata dalla famiglia dei Medici, in un oscuro e ingannevole Rinascimento. La notizia della sua cancellazione dopo 3 stagioni ed appena 28 episodi all'attivo, è arrivata non solo alla luce di ascolti poco esigui per permettere allo show di sopravvivere in tv, ma perché non è riuscita a divertire ed emozionare come in molti, compreso me, credevano, confermando i dubbi e le incertezze che aleggiavano da tempo, poiché nonostante le grandi premesse iniziali, la trama, la linea narrativa, si perde nell'ultima stagione, convergendo in un finale scontato e banale, di noia e prevedibilità. La serie, prodotta dagli americani, noi non saremmo in grado, segue la vita del giovane genio, esplorando eventi della sua gioventù, ovviamente quasi tutti inventati. Perché non sapremo mai quanto effettivamente sia stato poi realizzato, dei suoi prototipi di macchine da guerra, né tanto meno quanto davvero Leonardo sia potuto scendere in campo a combattere, e se le vicissitudini siano veritiere. E così la terza serie è diventata quasi un illusionistico trip di come le cose sarebbero potute andare, dove questi dieci episodi scrivono le pagine di un'anti-storia, in cui il fantastico si mescola con il reale, prendendo spesso il sopravvento. Tra esoterismo, magia, occulto e organizzazioni segrete, la trama risulta decisamente confusa, sciatta, senza il benché minimo criterio, costruita semplicemente sulle spalle di
Tom Riley che, inerme di fronte a tutto ciò, riesce comunque a rendere credibile il personaggio da lui interpretato. Il resto è tutto dolore e noia, una noia latente. La serie però rimane una serie ambiziosa che ricostruisce nei minimi dettagli le atmosfere di un complesso periodo storico, fatto di miti e leggende, ma che perdendosi in colpi di scena telefonati, inesattezze storiche e sparuti colpi scena, non convince fino in fondo.