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venerdì 27 gennaio 2023

Outlander (6a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/01/2023 Qui - Una stagione decisamente strana la sesta (penso che il Covid abbia incasinato tutto, alcune scene sembrano messe insieme a caso), per una serie che ha raggiunto sì il suo epilogo piuttosto drammatico, ma è stato (quest'ultimo) un viaggio (dopo quello così così della quinta stagione) un po' traballante di (soli) otto episodi per arrivarci. Una serie che ora sembra solo una (banale) soap opera. Dalla prima stagione, che aveva qualcosa per tutti (via via peggiorando), a questa sesta che non ha niente per nessuno (solo sesso), una stagione che tradisce i personaggi, costretti a prendere decisioni antitetiche a quelli che erano/sono. Così tanto tempo sullo schermo è stato dedicato a personaggi che non hanno chimica o sono semplicemente noiosi. In effetti, noioso descrive l'intera stagione. Immaginare di avere la rivoluzione americana sul punto di crollare e di non creare alcuna tensione con essa. Una stagione decisamente mediocre. Voto: 5+

venerdì 26 agosto 2022

Outlander (5a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/08/2022 Qui - Di stagione in stagione Outlander si arricchisce di eventi, personaggi, colpi di scena e particolari storici. Così troppi che in verità creano solo confusione. La ricchezza tematica della serie scivola infatti a volte proprio sulla scelta di fare di ogni stagione un calderone di eventi frenetici, di discussioni politiche, di scontri, alleanze, tradimenti e via dicendo. Il tutto dona dinamismo al prodotto e stuzzica senza dubbio l'attenzione dello spettatore, ma in alcuni casi mette un po' in ombra gli eventi principali e mina alla scorrevolezza della trama orizzontale. Una trama che fa del sacrificio, della famiglia e dell'imminenza della Rivoluzione Americana i propri elementi centrali. Niente di nuovo insomma, tanto che poteva mica mancare uno stupro, l'ennesimo? No, questa volta (giustamente "mascherato") addirittura di gruppo. Le situazioni quindi si ripetono, nessun grosso cambiamento prospettato (dopo la quarta stagione) avviene, eppure alcune situazioni ed alcune risoluzioni riescono a salvare la stagione, che doveva essere l'ultima ma è l'apripista della prossima, che dovrebbe chiudere finalmente il cerchio, una stagione che, in linea alla precedente, ugualmente non dispiace e riesce per quel minimo che serve a coinvolgere. Voto: 5,5

venerdì 22 gennaio 2021

Outlander (4a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/01/2021 Qui - Non ci giro intorno, la quarta stagione di questa atipica serie (dramma romantico e viaggi nel tempo) mi è piaciuta leggermente meno delle precedenti e i motivi sono tanti. In questa stagione, oltre a Jamie e Claire c'è un'altra coppia protagonista, che, onestamente, non mi ha convinto moltissimo. Quella formata da Roger e Brianna (figlia della coppia) già intravista nella terza stagione, che vivevano le loro vite negli anni '60. Tira e molla amoroso (e voglia della figlia di conoscere il padre) che alla fine (in questa stagione) portano entrambi nel passato, dove non bastano Jamie e Claire a far "danni" nel nuovo mondo (ossia l'America) ci pensano anche loro a far "casino". Ingenui entrambi, ma soprattutto lei, che si dimostra da subito davvero poco furba, per non dire di peggio. Alla povera Brianna, non per caso, le accadrà di tutto (come uno stupro, l'ennesimo della serie) in queste (13) puntate (l'unica nota lieta l'attrice che la interpreta, Sophie Skelton, comunque brava ma soprattutto molto bella), però anche a Roger non gli andrà tutto liscio. In questo senso la serie non fa altro che enfatizzare l'epoca in cui (tutti) essi trovano. E tutti e quattro (più Murthag che torna, fa piacere peccato che finisca sempre per far finire Jamie nei guai, come se già lui non ci si mettesse da solo) avranno un villain, lo stesso, Stephen Bonnet "la carogna", un villain ben interpretato ma troppo poco approfondito. In questa stagione Jaime e Claire si scontrano spesso anche con gli indiani con cui, a volte riescono ad avere dei rapporti pacifici, ed altre in cui arrivano allo scontro vero e proprio. Insomma in questa stagione c'è tanta carne al fuoco con il risultato che molte cose non sono approfondite come dovrebbero. Nel complesso anche questa stagione non mi è dispiaciuta (pur essendo la meno riuscita), ho apprezzato alcuni dei nuovi personaggi (soprattutto la zia Jocasta, ingiustamente trattata male, soprattutto da Claire, il suo rifiutare di adattarsi all'epoca in cui si trova è irritante) anche se sono dubbioso sul nuovo villain, la serie si guarda sempre con piacere ma mi ha coinvolto di meno rispetto alla terza stagione (e le altre). Gli attori sono tutti convincenti nei loro ruoli, i costumi come sempre sono curati (anche se, accidenti, potevano invecchiare Jaime e Claire un po' di più, sembrano quasi coetanei della figlia) e il cambio di location fa si che non ci si annoi mai, anche se mi manca un po' la Scozia. Eppure nonostante ciò ho cominciato a notare una certa ripetitività della storia (Jamie e Claire arrivano in una nuova città, si fanno un nemico potente, ci sono problemi con quest'ultimo, qualcuno viene stuprato), spero che nella prossima (spero anche l'ultima) stagione ci sia qualche cambiamento nella trama. Voto: 5,5 

mercoledì 19 giugno 2019

Outlander (3a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/09/2018 Qui - Ebbi modo, praticamente due anni fa, in occasione della mia recensione sulla seconda stagione di Outlander (qui), la serie tv ispirata alla celebre saga letteraria di Diana Gabaldon, di constatare come la natura ibrida ed eclettica dello show (dato che all'interno della generica cornice romance contiene moltitudini: period drama, feuilleton d'avventura, sci-fi, commedia e dramma intimista, solo per citarne alcuni) rendi alquanto difficile decifrare il tutto nella sua interezza (dato che la sua mutevolezza apre continuamente nuove storyline al proprio interno e connette presente e passato, ricordi e profezie, piccoli dettagli con eventi fondamentali per il corso delle vicende), ma è anche ciò che lo rende piacevole da guardare e capace di intrattenere tutti (dopotutto duelli cappa e spade, corse forsennate fra le lande desolate della Scozia, intrighi, misteri, sotterfugi e profezie di morte, sono queste alcune delle caratteristiche più particolari che hanno reso tale il successo della serie). Infatti superficialmente Outlander è una storia d'amore tormentata, incorniciata in una vicenda da romanzo d'appendice piena di avventure e colpi di scena, a un livello più profondo è la storia di un eroe e di un'eroina che puntano a ridefinire i ruoli tradizionali grazie a una storia d'amore tutt'altro che anticonvenzionale ma ad un uso totalmente anticonvenzionale del sesso, e ancora un grande racconto sul potere e sugli imperi, sui mutamenti culturali, sul ruolo dell'uomo e della donna attraverso i secoli visti con la lente di una prospettiva contemporanea e debitrice del femminismo anche se mai esplicitamente femminista, di una scrittura mai a tesi ma sempre profondamente immersa nella vicenda che vuole raccontare. E in tal senso la forza di Outlander, al terzo giro diretta ancora una volta da Ronald D. Moore, il papà di Battlestar Galactica, e con la supervisione dell'autrice, sta proprio nel riuscire a coniugare tutti questi diversi intenti senza mai distanziarsi dalla capacità di intrattenimento, e difatti anche quest'anno le avventure di Jamie (Sam Heughan) e Claire (Caitriona Balfe), si confermano un crogiolo di grande intrattenimento, un dedalo infinito di emozioni dove storia, mito e fiction si confondono in un vortice di usi e costumi di un'epoca che fu.

sabato 15 giugno 2019

Ash vs Evil Dead (3a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/06/2018 Qui - Con la decima puntata della terza stagione, distribuita in Italia attraverso la piattaforma Infinity, si è chiusa una delle serie cult (più sorprendenti, spassose e demenzialmente sanguinose) degli ultimi anni, parlo ovviamente di Ash Vs Evil Dead. La serie infatti, dopo le prime due convincenti stagioni (qui la mia recensione), ha riportato sullo schermo uno dei personaggi più amati del cinema horror degli anni '80 e '90, Ash Williams, personaggio iconico in una terza stagione della serie (sempre ispirata dalla saga filmica originale) fortunatamente e nuovamente diretta dal suo creatore Sam Raimi, insieme ovviamente a Ivan Raimi e Tom Spezialy. Purtroppo non è cambiata la casa di produzione, la Starz, perché essa (imprudentemente forse e comunque senza preavviso) ne ha annunciato la sua cancellazione poco prima della fine di questa terza stagione. Una cancellazione forse fisiologica dato il pubblico di nicchia di appassionati e il bacino d'utenza ridotto, ma che fa abbastanza male. Perché seppur dalla messa in onda del primo episodio, sono passati ormai diversi anni e negli ultimi tempi non era difficile capire che la serie stava iniziando a dirigersi verso un epilogo, e seppur la chiusura non è avvenuta nel bel mezzo di un arco narrativo, giacché per quanto apra in realtà una finestra su un eventuale proseguo, l'ultimo episodio della terza stagione (che si conclude per certi versi in modo simile a quello alternativo de L'armata delle Tenebre e quindi cronologicamente slegato) chiude senza ombra di dubbio l'arco narrativo che ha contraddistinto tutte e tre le stagioni che compongono Ash Vs Evil Dead, la sua conclusione ci toglie la possibilità di divertirci nuovamente con uno dei personaggi più folli, divertenti e cazzuti di sempre e con una serie più spassose degli ultimi tempi in ambito horror, anche se in verità Blood Drive merita certamente di essere vista e apprezzata e mi è piaciuta leggermente anche di più.

domenica 2 giugno 2019

Black Sails (4a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/10/2017 Qui - Se dovessi riassumere Black Sails in una sola parola sicuramente "epico" è quella che userei, perché davvero epica fu soprattutto (qui la mia recensione) la terza stagione (similmente le prime due), lo stesso anche questa quarta stagione che grazie a Sky Atlantic ho potuto vedere, poiché dopo l'abbandono su Axn non sapevo come recuperarla, ma un pizzico di delusione c'è ugualmente. Giacché il finale lascia un po' l'amaro in bocca per quello che doveva e poteva essere, seppur esso ha chiuso il cerchio in modo perfetto (una conclusione equilibrata ed emozionante, capace di unire perfettamente la malinconia alla gioia e la rabbia all'amore, quello vero), come perfettamente si era svolta l'intera serie. Giungiamo difatti dopo un'ultima stagione ricca di colpi di scena (basti pensare alla fine della povera Eleanor alias Hannah New), all'epilogo del nostro amato Black Sails, nel quale assistiamo a degli sviluppi davvero inaspettati. Infatti, anche se la trama fin dal principio ci lasciava intuire che saremmo arrivati ad un finale cupo e distruttivo, gli sceneggiatori hanno puntato in tutt'altra direzione. Una direzione ugualmente giusta (perché la serie non ha deluso le aspettative di molti, regalandoci comunque un finale inaspettato e godibilissimo), ma non quella che personalmente volevo. Ma d'altronde c'era d'aspettarselo, poiché sapendo e conoscendo la componente storica (nonché che i pirati mai hanno davvero "ribaltato" le sorti) e quella fantastica, infatti, per chi non lo sapesse, Silver e Flint sono personaggi immaginari del romanzo "L'Isola del Tesoro" mentre personaggi come Barbanera, Anne Bonnie, Rackham, ecc.. fanno parte della storia reale, era alquanto prevedibile un finale differente dalla storia reale. In tal senso però la fine di Barbanera (Ray Stevenson) senza troppi complimenti non mi è piaciuta. Per gli altri per fortuna un finale degno, anche se, frutto dell'immaginazione degli autori, la loro sorte la si deve certamente e più che d'altro ad un finale aperto alla fantasia e alla libertà delle nostre menti.

mercoledì 22 maggio 2019

Ash vs Evil Dead (1a & 2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/12/2016 Qui - Mai avevo visto così tanto sangue in vita mia, mai mi sarei aspettato di divertirmi a vedere certe assurde e disgustose scene, mai come in Ash vs Evil Dead, la spettacolare serie televisiva statunitense di genere horror e commedia che ha fatto rivivere (termine più che azzeccato) una delle trilogie horror più famose di sempre, quella di Sam Raimi, ovvero La casa (Evil Dead), e infatti questo è il seguito della saga, anche se il terzo capitolo non viene mai esplicitamente menzionato per via di alcuni problemi di copyright. In ogni caso questa è probabilmente la serie più folle, pazza e fracassona di sempre, ironica e divertente, terrificante e terrorizzante, ma soprattutto delirante, sanguinolente e disgustosamente splatter, ma efficacemente comedy-horror, d'altronde il folle mondo in cui Ash Williams (interpretato dall'attore Bruce Campbell che torna a vestire i panni del protagonista) si muove, è un mondo che gira tra commedia grottesca, verace e puntuta, e horror iconico, di paura e di terrore nonché di sagace e gustoso divertimento. Proprio il divertimento, aggiunto al sangue e al rock and roll, sono probabilmente le 3 costanti che accompagnano Ash vs Evil Dead in tutta le sue vicissitudini. Già dall'inizio veniamo accolti dai Deep Purple per poi finire la (prima) stagione con gli AC/DC e nel mezzo tanti altri classici rock degli anni 60', 70'. Insomma ci si diverte tanto guardando la serie, tra le situazioni grottesche, le battute ad effetto e i siparietti comici. Non manca chiaramente ed ovviamente (come già ripetuto all'inizio) una dose spropositata di sangue, come da tradizione dell'opera originale. Ma oltre a questo troviamo delle scelte coreografiche davvero uniche, con mostri disturbanti (brutti e strani) e riprodotti senza l'utilizzo della CGI. Qualcosa di eccezionale come la regia, ispiratissima, con inquadrature coinvolgenti e inusuali per un serial TV. D'altronde la serie non poteva che essere diretta da chi questa l'ha creata, Sam Raimi, ma anche da Ivan Raimi e Tom Spezialy, tutti per la rete Starz (quella di Spartacus per intenderci, a proposito lì il sangue sgorgava a frotte), che dopo 30 anni torna ad strabiliare il pubblico con il suo modo geniale di girare, insieme a lui il suo fantastico personaggio che interpretato dall'attore originale (che figura anche come produttore esecutivo della serie, assieme a Raimi e Rob Tapert, anch'esso conosciuto per la trilogia ma anche per essere il marito di Lucy Lawless, sempre brava e straordinaria, che interpreta in questa serie l'antagonista prima, l'aiutante dopo) che intrattiene ed entusiasma con il suo esser 'cazzone' di primo pelo, dissacrante e scorretto ma tremendamente simpatico. Una serie andata in onda su Infinity che dopo una prima stagione tutta d'un fiato (vista appunto in una botta sola), ha trasmesso la seconda stagione in contemporanea con l'America, stagione appena pochi giorni fa conclusa, che ovviamente ho visto. Stagione che ha confermato dopo la frenetica prima come Ash vs Evil Dead sia una delle serie horror più belle e divertenti degli ultimi anni, anche se come detto l'horror è solo il contorno di un piatto ricco di risate, battute, gag e momenti assurdi, con situazioni assurde, movimenti strani e capovolgimenti folli nonché imprevedibili.

domenica 19 maggio 2019

Outlander (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2016 Qui - Serie vista questo mese (da giugno ad agosto, 25 per la precisione) è Outlander, serie romantica-fantascientifica nata dal romanzo di Diana Gabaldon. Comunque prima di scrivere altro vorrei solo dire che ho visto questa stagione solo perché avevo visto la prima poiché il soggetto risultava molto interessante anche se non tutto mi era piaciuto, anzi, non solo le scene finali ma soprattutto alcuni facili sentimentalismi. Io infatti nonostante una vena sensibile non sono rimasto particolarmente affascinato, anche se è innegabile che la storia d'amore tra i due protagonisti è forse la più romantica di sempre in una serie tv, perché appunto nonostante l'avvincente e intrigante trama molto è risultato alquanto fastidioso, dato che i viaggi del tempo (soprattutto nei moltissimi film che trattano questo argomento) li conosco bene (sì fa per dire) e quindi alcune cose risultavano forzate. Infatti per chi non ancora ha avuto il piacere di vedere questa serie, la serie tratta di una giovane donna che in modo 'magico' viene catapultata dalla fine della Seconda guerra mondiale a 200 anni prima in Scozia. Ma tornando ai viaggi del tempo, se nella prima stagione questo poteva essere qualcosa di nuovo e innovativo, nonostante cerchi di non cambiare il futuro, in questa seconda paradossalmente cerca in tutti i modi di cambiarlo ma con scarsi risultati perché era chiaro che ciò non sarebbe successo, questa non è una serie totalmente sci-fi, e quindi tutti i tradimenti, gli inganni e i sotterfugi non sono serviti a niente, la storia che tutti già sapevamo non poteva difatti essere stravolta, almeno non il punto cruciale, ma solo marginalmente ed è ciò che accade proprio a conclusione di questa stagione con la scoperta di una verità che a fine puntata stravolge gli equilibri portando così la serie alla prossima, spero ancora migliore (come in parte lo è stata questa) ad un nuovo obiettivo, a nuovi traguardi, nuove storie, anche se il tributo alla storia è già stato pagato ampiamente, cosa c'è ancora da scoprire? non avendo letto il libro non saprei anche se spero qualcosa di interessante e ancora più coinvolgente. Ma rimanendo in questa stagione appena conclusasi c'è la netta sensazione di un cambiamento, ce ne sono infatti stati tanti di cambiamenti, che vanno dai personaggi, ai luoghi, alle scoperte e ai complotti.

lunedì 13 maggio 2019

Black Sails (3a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/04/2016 Qui - Si è appena conclusa la terza stagione della serie tv piratesca, Black Sails, di casa Starz, trasmessa in Italia in prima visione sul canale satellitare AXN (di Sky), a meno di 72 ore di distanza dagli Stati Uniti, dal 26 gennaio al 29 marzo 2016. E' la serie sui pirati, dei pirati, a mio parere, la migliore di sempre, per chi come me ama il manga One Piece (che in qualche particolare gli assomiglia, e che in una scena, e che scena, ricalca l'inizio di tutto) e che ha sempre trovato affascinante il mondo di pirati, quelli veri, non alla Jack Sparrow (anche se è un mito), non potevo perdere l'ennesima stagione di una serie che ha riscritto la storia e le leggende sui pirati della grande era della pirateria che nei secoli scorsi imperversavano e solcavano gli oceani in cerca di tesori, in cerca di libertà e vendetta. Come quasi tutte le serie anche questa l'ho vista in un sol colpo, in soli 3 giorni, poiché registro le puntate settimanalmente ma la vedo solo a stagione completa, altrimenti l'ansia di aspettare ogni volta sarebbe troppa, ecco perché ritardo un po' per recensire una serie televisiva. La terza stagione appena finita di Black Sails ha superato tutte le aspettative, quelle mie e di molti. E quindi purtroppo l'ansia, per la prossima di stagione, è già ai massimi livelli, perché se c'è una cosa su Black Sails da renderlo bello e accattivante, unica e imperdibile, è la sua epicità. Una storia, una trama epica, che bisogna sottolineare prende spunto dal libro, romanzo, più famoso al mondo sui pirati, ovvero L'isola del tesoro, anzi, più che prendere spunto, funge addirittura da prequel, in quanto molto ricalca nel libro, come nella serie, personaggi leggendari e che pian piano si evolvono fino ad assomigliare in parte al libro stesso. La serie, di taglio drammatico, si svolge infatti venti anni prima degli eventi narrati nel libro, incentrata sui personaggi di Capitan Flint (nel romanzo, il pirata defunto proprietario del leggendario tesoro) e un giovane Long John Silver, come vedremo a fine di questa stagione. Ma come la seconda stagione si era chiusa con il botto, la terza riprende con il botto, non nel senso letterale del termine, ma con novità, un nuovo pazzesco personaggio e tante cose rimaste sospese, bloccate che nel corso delle puntate si sbloccheranno e diranno molto sui protagonisti della serie, che per chi non lo sapesse è prodotta da un certo Michael Bay, regista di Transformer e Pearl Harbor. Altro elemento di grande valore nonché di grande effetto è la musica eccezionale ed una fantastica e spettacolare sigla, veramente stupenda. Prima di entrare nei meandri di questa stagione (che avrà ovviamente una quarta, già rinnovata prima della messa in onda) bisogna dire che spiegare e argomentare tutto quello che è successo dalla prima, in quanto questo è il primo post, ci vorrebbero giorni quindi cercherò di essere breve e conciso, come sempre, sintetizzando cosa è accaduto in questa accattivante terza stagione.

venerdì 10 maggio 2019

Da Vinci's Demons (3a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/02/2016 Qui - E' giunta al termine, dopo tre spettacolari anni, e tre stagioni Da Vinci's Demons, la serie britannico-statunitense di genere storico-fantastico ideata da David S. Goyer per la Starz, che ci ha fatto vivere un incredibile viaggio temporale e spaziale nella Firenze del XV secolo, esplorando (in modo quasi impeccabile) la vita della mente più geniale che sia mai esistita, Leonardo da Vinci. Una serie in costume che rimane, sino all'ultima inquadratura, fedelissima a questo stile: non una pecca nelle scenografie, non una pecca nei costumi, né nell'organizzazione delle scene, persino in quelle più toste, realizzate con il tocco magico del digitale. Insomma, sembra di essere proprio lì, con Leonardo, nella stregata Firenze guidata dalla famiglia dei Medici, in un oscuro e ingannevole Rinascimento. La notizia della sua cancellazione dopo 3 stagioni ed appena 28 episodi all'attivo, è arrivata non solo alla luce di ascolti poco esigui per permettere allo show di sopravvivere in tv, ma perché non è riuscita a divertire ed emozionare come in molti, compreso me, credevano, confermando i dubbi e le incertezze che aleggiavano da tempo, poiché nonostante le grandi premesse iniziali, la trama, la linea narrativa, si perde nell'ultima stagione, convergendo in un finale scontato e banale, di noia e prevedibilità. La serie, prodotta dagli americani, noi non saremmo in grado, segue la vita del giovane genio, esplorando eventi della sua gioventù, ovviamente quasi tutti inventati. Perché non sapremo mai quanto effettivamente sia stato poi realizzato, dei suoi prototipi di macchine da guerra, né tanto meno quanto davvero Leonardo sia potuto scendere in campo a combattere, e se le vicissitudini siano veritiere. E così la terza serie è diventata quasi un illusionistico trip di come le cose sarebbero potute andare, dove questi dieci episodi scrivono le pagine di un'anti-storia, in cui il fantastico si mescola con il reale, prendendo spesso il sopravvento. Tra esoterismo, magia, occulto e organizzazioni segrete, la trama risulta decisamente confusa, sciatta, senza il benché minimo criterio, costruita semplicemente sulle spalle di Tom Riley che, inerme di fronte a tutto ciò, riesce comunque a rendere credibile il personaggio da lui interpretato. Il resto è tutto dolore e noia, una noia latente. La serie però rimane una serie ambiziosa che ricostruisce nei minimi dettagli le atmosfere di un complesso periodo storico, fatto di miti e leggende, ma che perdendosi in colpi di scena telefonati, inesattezze storiche e sparuti colpi scena, non convince fino in fondo.