Visualizzazione post con etichetta Infinity. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Infinity. Mostra tutti i post

lunedì 17 giugno 2019

Will & Grace (9a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/07/2018 Qui - Credevamo ormai di averla sepolta nel dimenticatoio, credevamo che una delle coppie più irriverenti e divertenti del piccolo schermo fossero ormai passati alla storia, ed invece, dopo undici anni dall'ultima apparizione, è tornata Will & Grace, la famosa sitcom NBC. I quattro irresistibili ed inimitabili cavalieri di questo far west di risate sono ancora in grande spolvero: passano gli anni, e certamente sulla pelle corrosa da qualche ruga e sui capelli un po' più argentati, il fatto è visibile, ma lo stesso non si può dire delle inconfondibili interpretazioni, dei trascinanti personaggi che Eric McComarckDebra MessingSean Hayes e Megan Mullally riportano sul palcoscenico, abbracciati e favoriti ancora da una sceneggiatura provocatoria, esilarante e divertente. Non a caso uno dei motivi principali del suo successo era ed è da imputare alla totale sconclusionatezza dei suoi protagonisti (personaggi a loro modo disfunzionali, comici nel loro essere pieni di difetti, e ricordarselo costantemente a vicenda, e nell'affrontare le sfide della vita quotidiana, sia quella amorosa che lavorativa, tranne Karen, Karen non ha mai avuto problemi di questo tipo). Ecco dunque che, nella loro assennatezza, gli autori hanno deciso di lasciare tutto come era, perché, come nello sport, squadra che vince non si cambia, ma è bene che anche il palcoscenico e gli schemi da seguire restino gli stessi. E infatti sembra che di tempo ne sia passato pochissimo dall'ultima volta che abbiamo passato la serata in compagnia della sitcom, anche perché, rinnegando lo "strano" finale dell'ottava stagione (giacché la conclusione era incompatibile con l'idea di riprendere le fila della storia), 11 anni dopo (e senza perciò prendere in considerazione il finale ma facendo credere che tutto fosse solo un sogno) tutto è uguale, Will, Grace, Jack e Karen sono tornati al punto di partenza come se nulla fosse accaduto. Ad esser cambiato sia dalla première di Will & Grace, che nelle successive, sono piuttosto i temi del racconto.

sabato 15 giugno 2019

Ash vs Evil Dead (3a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 07/06/2018 Qui - Con la decima puntata della terza stagione, distribuita in Italia attraverso la piattaforma Infinity, si è chiusa una delle serie cult (più sorprendenti, spassose e demenzialmente sanguinose) degli ultimi anni, parlo ovviamente di Ash Vs Evil Dead. La serie infatti, dopo le prime due convincenti stagioni (qui la mia recensione), ha riportato sullo schermo uno dei personaggi più amati del cinema horror degli anni '80 e '90, Ash Williams, personaggio iconico in una terza stagione della serie (sempre ispirata dalla saga filmica originale) fortunatamente e nuovamente diretta dal suo creatore Sam Raimi, insieme ovviamente a Ivan Raimi e Tom Spezialy. Purtroppo non è cambiata la casa di produzione, la Starz, perché essa (imprudentemente forse e comunque senza preavviso) ne ha annunciato la sua cancellazione poco prima della fine di questa terza stagione. Una cancellazione forse fisiologica dato il pubblico di nicchia di appassionati e il bacino d'utenza ridotto, ma che fa abbastanza male. Perché seppur dalla messa in onda del primo episodio, sono passati ormai diversi anni e negli ultimi tempi non era difficile capire che la serie stava iniziando a dirigersi verso un epilogo, e seppur la chiusura non è avvenuta nel bel mezzo di un arco narrativo, giacché per quanto apra in realtà una finestra su un eventuale proseguo, l'ultimo episodio della terza stagione (che si conclude per certi versi in modo simile a quello alternativo de L'armata delle Tenebre e quindi cronologicamente slegato) chiude senza ombra di dubbio l'arco narrativo che ha contraddistinto tutte e tre le stagioni che compongono Ash Vs Evil Dead, la sua conclusione ci toglie la possibilità di divertirci nuovamente con uno dei personaggi più folli, divertenti e cazzuti di sempre e con una serie più spassose degli ultimi tempi in ambito horror, anche se in verità Blood Drive merita certamente di essere vista e apprezzata e mi è piaciuta leggermente anche di più.

martedì 4 giugno 2019

Blood Drive (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/11/2017 Qui - In una stagione televisiva come questa mia personale in cui le "stagioni" di molte serie l'hanno fatto da padrone, a parte 2/3 casi più che discreti, ci voleva una scossa positiva ed energizzante, ed è arrivata grazie ad Infinity, che in esclusiva ha mandato in onda da ottobre una serie più folli ed estreme tra le recenti produzioni americane, che omaggia il mondo Grindhouse tra sangue, sesso e provocazioni di ogni tipo (con inclusi pazze pubblicità e folli marchingegni), ovvero Blood Drive, di cui già in estate ne avevo già sentito parlare e di cui non vedevo l'ora di vedere, giacché l'intrigante incipit e la "gustosa" storia mi aveva già convinto a recuperarla il prima possibile. Perché Blood Drive, la nuova serie televisiva prodotta dalla non sempre mentalmente sana emittente SyFy e creata da James Roland (un passato da aiuto regista in tante produzioni), con protagonisti due belloni di turno, Arthur, Alan Ritchson (l'Acquaman di Smallville, il doppiatore di Raffaello nell'ultimo adattamento delle Tartarughe Ninja), e Grace, la sexy Christina Ochoa (da nove anni sui set di diverse serie televisive), senza dimenticare un quasi irriconoscibile Colin Cunningham, ex Pope di Falling Skies, è follia, (in)sano divertimento e intrattenimento ad altissimi livelli trash e gore, poiché niente di quello che vedrete potrà essere preso troppo sul serio e per questo sarà molto divertente. Anche perché l'idea alla base della storia è un concentrato fra Mad MaxFast & Furious e titoli transmediali annessi, Christine: La macchina infernale, il suo capostipite La macchina neraL'implacabile e The Mangler: La macchina infernale (che in italiano ha lo stesso titolo di Christine, ma è un'altra cosa), anche se la prima impressione è che si ispiri al Tarantino dei Grindhouse, la seconda a La corsa più pazza d'America (The Cannonball Run, di Hal Needham, 1981, l'anno di nascita del regista) e la terza al cartone Hanna-Barbera Wacky Races, solo che dovreste immaginare (aggiungendo un mix di droghe sintetiche e sangue splatter di pessima fattura) quella gara ambientata in uno spietato mondo post apocalittico, per ottenere questa incredibile e sorprendente serie.

venerdì 31 maggio 2019

Mr. Robot (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/09/2017 Qui - Dopo due Emmy e due Golden Globe lo show di USA NetworkMr. Robot, tenta di riconfermarsi tra le migliori serie degli ultimi anni. Ci riesce in parte, perché l'accoppiata Rami Malek e Sam Esmail purtroppo non riesce ad incantare come aveva fatto per l'ottima prima stagione (la mia recensione qui). La seconda stagione infatti, inizia certamente mantenendo le promesse della prima, ma per colpa di una narrazione (che troppo spesso si perde su un percorso a tratti auto-compiaciuto) che avrebbe potuto probabilmente essere sviluppata maggiormente e meglio, date le enormi potenzialità, delude abbastanza. Ai limiti della sufficienza si dimostra difatti non essere all'altezza delle aspettative. Certo, mistero, psicolabilità, machiavellici intrighi mentali, suspense e colpi di scena, ce ne sono a bizzeffe, ma esse non sempre convincono. Giacché nella seconda stagione, sicuramente più oscura e affascinante (dopotutto Elliot è lo stesso eroe non convenzionale di sempre), non avviene quello che si prospettava avvenisse. Il seguito dell'Apocalisse, questo il pubblico di Elliot aspettava da tempo, la naturale evoluzione dell'attacco hacker sferrato dalla Fsociety ai danni della Evil Corp (un nome che dice tutto). Ed è proprio questo che non ha avuto, con gran senso di frustrazione e delusione. Perché dopo una serie di scioccanti rivelazioni sul rapporto tra il protagonista, interpretato da uno spettacolare Rami Malek, e il più navigato Christian Slater che veste i panni del famigerato Mr. Robot (che si rivela essere il padre di Elliot, morto anni prima, che appare al ragazzo sotto forma di allucinazione), durante la prima entusiasmante stagione, di scioccante nella seconda è che ancora una volta sembra la multinazionale, responsabile di un disastro ambientale che ha causato la morte del padre e di altre centinaia di persone, uscirne indenni e più forte che mai, almeno fino a quando nella ormai confermata terza stagione, Elliot, superati i soliti (adesso stancanti) "problemi psichici" riuscirà finalmente a vincere anche la guerra e non solo la battaglia.

mercoledì 22 maggio 2019

Ash vs Evil Dead (1a & 2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/12/2016 Qui - Mai avevo visto così tanto sangue in vita mia, mai mi sarei aspettato di divertirmi a vedere certe assurde e disgustose scene, mai come in Ash vs Evil Dead, la spettacolare serie televisiva statunitense di genere horror e commedia che ha fatto rivivere (termine più che azzeccato) una delle trilogie horror più famose di sempre, quella di Sam Raimi, ovvero La casa (Evil Dead), e infatti questo è il seguito della saga, anche se il terzo capitolo non viene mai esplicitamente menzionato per via di alcuni problemi di copyright. In ogni caso questa è probabilmente la serie più folle, pazza e fracassona di sempre, ironica e divertente, terrificante e terrorizzante, ma soprattutto delirante, sanguinolente e disgustosamente splatter, ma efficacemente comedy-horror, d'altronde il folle mondo in cui Ash Williams (interpretato dall'attore Bruce Campbell che torna a vestire i panni del protagonista) si muove, è un mondo che gira tra commedia grottesca, verace e puntuta, e horror iconico, di paura e di terrore nonché di sagace e gustoso divertimento. Proprio il divertimento, aggiunto al sangue e al rock and roll, sono probabilmente le 3 costanti che accompagnano Ash vs Evil Dead in tutta le sue vicissitudini. Già dall'inizio veniamo accolti dai Deep Purple per poi finire la (prima) stagione con gli AC/DC e nel mezzo tanti altri classici rock degli anni 60', 70'. Insomma ci si diverte tanto guardando la serie, tra le situazioni grottesche, le battute ad effetto e i siparietti comici. Non manca chiaramente ed ovviamente (come già ripetuto all'inizio) una dose spropositata di sangue, come da tradizione dell'opera originale. Ma oltre a questo troviamo delle scelte coreografiche davvero uniche, con mostri disturbanti (brutti e strani) e riprodotti senza l'utilizzo della CGI. Qualcosa di eccezionale come la regia, ispiratissima, con inquadrature coinvolgenti e inusuali per un serial TV. D'altronde la serie non poteva che essere diretta da chi questa l'ha creata, Sam Raimi, ma anche da Ivan Raimi e Tom Spezialy, tutti per la rete Starz (quella di Spartacus per intenderci, a proposito lì il sangue sgorgava a frotte), che dopo 30 anni torna ad strabiliare il pubblico con il suo modo geniale di girare, insieme a lui il suo fantastico personaggio che interpretato dall'attore originale (che figura anche come produttore esecutivo della serie, assieme a Raimi e Rob Tapert, anch'esso conosciuto per la trilogia ma anche per essere il marito di Lucy Lawless, sempre brava e straordinaria, che interpreta in questa serie l'antagonista prima, l'aiutante dopo) che intrattiene ed entusiasma con il suo esser 'cazzone' di primo pelo, dissacrante e scorretto ma tremendamente simpatico. Una serie andata in onda su Infinity che dopo una prima stagione tutta d'un fiato (vista appunto in una botta sola), ha trasmesso la seconda stagione in contemporanea con l'America, stagione appena pochi giorni fa conclusa, che ovviamente ho visto. Stagione che ha confermato dopo la frenetica prima come Ash vs Evil Dead sia una delle serie horror più belle e divertenti degli ultimi anni, anche se come detto l'horror è solo il contorno di un piatto ricco di risate, battute, gag e momenti assurdi, con situazioni assurde, movimenti strani e capovolgimenti folli nonché imprevedibili.