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lunedì 20 novembre 2023

Black Mirror (6a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2023 Qui - La sesta stagione di Black Mirror è un altalenante viaggio nei mondi distopici affrontati nelle precedenti stagioni. Se i primi tre episodi mantengono parzialmente le affascinanti idee che, da sempre, hanno contraddistinto la serie (proponendo comunque sempre degli spunti interessanti e attuali da parte di Charlie Brooker), negli ultimi due episodi il filo conduttore rappresentato dalla tecnologia svanisce nel nulla, lasciandosi alle spalle una narrazione in piena crisi esistenziale. Cinque puntate estremamente godibili ma che, nel complesso, non riescono a risollevare un'opera che sembra avere ormai ben poco da raccontare. L'episodio più riuscito è forse proprio il nome, ricchissimo di significato e livelli narrativi, si va poi via via scemando tra corsa allo spazio, true crime, paparazzi, fino alla salvezza dell'umanità attraverso un sacrificio. Tematiche e situazioni che richiamano più il passato che il presente-futuro, quasi a volerci dire che forse dovremmo andare indietro per trovare le risposte, piuttosto che avanti. Un dietrofront che lascia perplessi per una serie che forse si è definitivamente normalizzata su Netflix. Una serie che paradossalmente fa un passo in avanti rispetto alla quinta stagione, ma che non riesce più a stupire. Voto: 5,5

venerdì 27 gennaio 2023

The Rising - Caccia al mio assassino (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/01/2023 Qui - Il classico "giallo" whodunit in cui la tensione è tutta tesa alla ricerca del colpevole dell'omicidio, che però prende una deriva soprannaturale quando è la morta a dare la caccia al proprio assassinio. Se l'idea non è originale, non solo un precedente format belga ma addirittura un videogioco (Murdered: Soul Suspect), non banale è il risultato. La serie riesce infatti a trovare una propria strada tra allungamenti inevitabili (ma non tediosi) e riflessioni costruttive (sullo stato dei rapporti tra le persone, sulle verità nascoste, sugli obiettivi individuali che muovono il nostro agire). Un equilibrio d'intenti che funziona. Oltre agli aspetti soprannaturali e thriller (in buona parte efficaci ed inseriti) sono difatti e proprio le dinamiche interpersonali il motore della serie tv, quella voglia di riflettere, ancora una volta, sulla vita dei ragazzi e degli adulti, sul senso profondo dell'esistenza. The Rising cede a quella voglia di spingere lo spettatore a credere in una svolta improvvisa anche mutando improvvisamente l'atteggiamento del personaggio, dando un senso di artificiosità non necessario. Piccoli difetti per un prodotto ampiamente godibile, che se fosse stato prodotto da Netflix e non da Sky, avrebbe avuto più risonanza e valutazione. Voto: 6,5