Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/03/2016 Qui - Solamente 10 giorni fa si sono conclusi i 15 episodi, da gennaio in prima visione assoluta su
AXN Sci-fi, della seconda stagione di
Z Nation, appassionante serie action-adventure made in USA che ha rivoluzionato il genere apocalittico sugli zombie. La recensione della prima
qui. Questa serie tv ideata dall'eclettica casa di produzione
The Asylum, dalla prima stagione, è riuscita ed ha saputo fin da subito distinguersi per la sua capacità di reinterpretare in maniera originale e ironica, il ruolo degli zombie nell'immaginario collettivo, tanto da ritagliarsi uno spazio tutto suo nel cuore degli amanti del genere sia in USA che in Italia. Visto come clone di qualcosa di già visto, ha portato inevitabilmente ad un mancato apprezzamento ed a recensioni non certo lusinghiere, per un'opera che è andata alla ricerca di un proprio senso e di una propria direzione, cercando di prendere le distanze da un archetipo fin troppo ingombrante, proponendo una lettura differente dell'apocalisse zombie. Ironia ed azione, questi sembrano, a prima vista, gli elementi che danno una personalità al progetto. Progetto secondo me di grande fascino e interesse che fa della serie una delle più appassionanti del momento. Grazie ad una rivoluzionario metodo d'approccio al tema, la serie ha rivoluzionato non solo le produzioni o cliché sugli zombie e apocalittica fine del mondo, ma ha cambiato le regole, ossia nessuna regola, relegando la serie ad una trash ma spassosa avventura. Ricordando comunque il livello scarso, come nella prima, ma d'impatto, nuovo e fresco. Anche in questa seconda, i difetti della prima stagione sono però rimasti tali: troppa attenzione al lato più plastico e superficiale del problema zombie con un’attrazione per il lato action marcata all'inverosimile, e poco approfondimento dei personaggi che risultano solo blandamente tridimensionali e meramente strumentali ad una storia che solo a tratti si è rivelata interessante. I dialoghi sono caustici come e più di quelli della prima stagione e ci sono delle perle da manuale. Per non svelare troppo e rovinare la sorpresa, sappiate che in
Z Nation (Stagione 2) ci sono: locali notturni per zombi; l’erba zombi (e non intendo quella che mangiano le mucche); neonati zombi; una puntata interamente alla
Mark Twain, dopo che ha fatto uso pesante di allucinogeni. E addirittura, a un certo punto uno dei personaggi dice: «Questo è troppo perfino per un’apocalisse zombi!». Il marchio
Asylum si vede bello grande e si sente forte e chiaro, tanto che ad ogni puntata viene da chiedersi che tipo di riunioni facciano gli autori e quanto fuori di testa debbano essere per avere certe idee. E per farne addirittura una serie tv.