Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/02/2022 Qui - Una delle più celebri rivalità di Hollywood, quella tra Joan Crawford e
Bette Davis, genialmente accostate e messe in cortocircuito da Robert
Aldrich (alias Alfred Molina) in Che fine ha fatto Baby Jane?, diventa una (mini)serie (creata
dall'esperto Ryan Murphy) di qualità (inizialmente antologica ma
successivamente annullata). Maniacale attenzione ai dettagli, bravissime
Jessica Lange e Susan Sarandon nei panni delle due "nemiche", ma
azzeccatissimi anche i personaggi di contorno, interpretati tra gli
altri (oltre ai soliti attori feticcio di Murphy) da Stanley Tucci e
Judy Davis (nelle parti "oscure" dello showbiz). Pur mantenendo
salde
tensione e divertimento, le otto puntate hanno il pregio di raccontare i
meccanismi hollywoodiani e l'angoscia della popolarità che svanisce.
Tuttavia non tutto scorre liscio, giacché non tutto viene raccontato nel
migliore nei modi, ma va discretamente bene (anche) così. Voto: 7
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lunedì 21 febbraio 2022
Feud (Miniserie)
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martedì 7 maggio 2019
Show me a Hero (Miniserie)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/01/2016 Qui - Show Me a Hero, che letteralmente significa "mostratemi un eroe", è una miniserie televisiva statunitense di casa Hbo. Sei puntate trasmesse da Sky Atlantic dal 17 novembre al 15 dicembre 2015. La miniserie è incentrata sulla storia (veramente accaduta, a cavallo tra gli anni 80 e 90) di Nick Wasicsko, giovanissimo sindaco di Yonkers, che si trovò a dover applicare una sentenza federale per l'integrazione razziale. Ovvero: c'erano delle case popolari da costruire e andavano distribuite per la città, anche (anzi soprattutto) nei quartieri bianchi. Dal 1987 al 1994, si racconta l'infelice esperienza politica del democratico Nick Wasicsko, poco più che 28enne quando fu eletto, dovette fare i conti con la cittadinanza (che lo scelse solo perché non era il sindaco uscente, favorito da un clima di contestazione e malcontento popolare) e con la politica del compromesso, sullo sfondo di una pesante e sofferto dibattito sulla realizzazione di alloggi popolari nella città di Yonkers. Nell'immobilità degli amministratori, che non adempiono a quanto prescritto dalla legge, interviene il giudice Sand, che obbliga i politici a darsi da fare a meno che la città non voglia incorrere in pesanti multe e andare verso il default. Wasicsko quindi realizza il proprio sogno diventando primo cittadino e sobbarcandosi il carico della poltrona più importante nel momento più drammatico. La vicenda si dipana attraverso sette anni e sei episodi densi di avvenimenti e tematiche. Mentre seguiamo la storia di Nick, entriamo nei quartieri più poveri, facciamo la conoscenza con altri protagonisti, non minori ma ugualmente importanti. Una lezione di storia, sociologia, politica, umanità, dalla scrittura e realizzazione impeccabili che conferma Oscar Isaac come grandissimo interprete, protagonista assoluto della serie (affiancato da un camaleontico Jim Belushi). È perfetto nel ruolo di Nick Wasicsko: il suo sguardo cambia con il passare del tempo: da sognatore a realista, da insicuro a responsabile, ogni espressione è studiata, attenta e ponderata.
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