Visualizzazione post con etichetta Cristina Donadio. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Cristina Donadio. Mostra tutti i post

lunedì 10 giugno 2019

Gomorra (3a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 15/02/2018 Qui - E chi l'avrebbe mai detto che il finale della terza stagione di Gomorra (il perfetto coronamento di una season che, tra alti e, pochi, bassi, mi ha lasciato sconvolto ed emozionato), la serie di Matteo Garrone ispirata dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano ed orfana alla regia di Stefano Sollima e Claudio Giovannesi ma non della brava Francesca Comencini e del discreto Claudio Cupellini (tornato al cinema con l'emozionante dramma Alaska), sarebbe stato ancora più destabilizzante del finale della seconda stagione? (qui la mia recensione), ma soprattutto chi se l'aspettava che questa terza stagione sarebbe stata anche la migliore? Perché la serie, che chiude con i fuochi d'artificio una terza stagione che, col senno di poi, si è rivelata essere solo una stagione di transizione, di cambiamento, e in cui si possono perdonare certi eccessi quali il rapido risorgere di Genny e l'ascesa repentina di Sangue Blu, necessari comunque per seppellire il passato e cominciare ad edificare un futuro (diverso ma uguale a sé stesso), ha regalato sorprese a non finire. In un finale di stagione davvero sorprendente e di gran caratura (che è difficile da trovare, specie in una serie italiana che però ha davvero poco da invidiare ad alcune tra le più celebri saghe criminali d'oltreoceano), anche se tutto ciò che avviene era qualcosa che prima o poi sarebbe destinato ad accadere ugualmente, forse in modi e maniere del tutto differenti, però così è andata e così doveva andare. I personaggi di Ciro e Genny infatti, amici fraterni, arrivano al loro punto di non ritorno, un "traguardo" che non vede vincitori, né perdenti. Dopotutto, lo spaccato d'Italia dipinto da Gomorra (in costante equilibrio su di un filo di rasoio) è sempre stato politicamente scorretto e capace di dare vita a discussioni e giudizi differenti. Difatti l'intera terza serie è sempre stata costruita su equilibri narrativi fragilissimi e non sorprende scoprire come questi equilibri siano infine stati fatti in mille pezzi, come un bicchiere di cristallo che si infrange al suolo.

giovedì 16 maggio 2019

Gomorra (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/06/2016 Qui - Gomorra è considerato il prodotto televisivo italiano di maggior successo nella storia, essendo l'unico ad aver raggiunto successo negli Stati Uniti e in tutto il mondo. E' stata infatti venduta in oltre 170 paesi, raggiungendo un successo che è andato oltre le aspettative dei registi. Difatti la serie completamente italiana dalla testa ai piedi è un autentico gioiellino, ed è ovviamente ispirata dall'omonimo romanzo di Roberto Saviano e ideata dallo stesso Saviano insieme a Stefano Bises e tanti altri. Questa è comunque la terza volta trasposizione dell'opera dopo la pellicola cinematografica di Matteo Garrone e lo spettacolo teatrale di Mario Gelardi. Gomorra: la serie è invece firmata dal regista Stefano Sollima e prodotta da Sky insieme a Cattleya e Fandango. Dopo i trionfi dell'esordio con i 12 episodi del 2014, è arrivata quindi la seconda stagione (un momento che i fan aspettavano da tempo) che riprende la rivalità tra i due clan di camorra: da una parte la famiglia Savastano e dall'altra il clan che fa capo a Salvatore Conte. Perché per chi non lo sapesse (pochissimi a dir la verità) la serie thriller-noir si focalizza su due gruppi rivali della Camorra, il clan dei Savastano e quello degli Scissionisti, in lotta per il controllo della zona e dei vari traffici di stupefacenti e armi, in un continuo scontro fisico e psicologico senza tregua, senza fine. Diventa chiaro a questo punto che una trama definita non c'è, in quanto il comune denominatore è solo e solamente il potere e quello che ne deriva, tra chi c'è l'ha e chi lo vuole e non si ferma mai pur di averlo anche con tutti i mezzi possibili ed inimmaginabili, ma questo non è assolutamente un male. un difetto della serie, proprio per ciò invece la serie ha avuto questo incredibile successo, perché non sai mai cosa aspettarti, ed questo che fa della serie una delle più geniali degli ultimi tempi. La seconda, attesissima stagione, è andata in onda da maggio per sei settimane su Sky Atlantic e finalmente abbiamo scoperto che fine hanno fatto i protagonisti della serie al termine di una fantastica prima stagione e sorprendente ultimo episodio. Una seconda stagione che riprende esattamente dal finale della prima, con Donna Imma (Maria Pia Calzone) definitivamente fuori dai giochi (morta) e Don Pietro (Fortunato Cerlino) che dopo esser stato liberato dal furgone della polizia durante il trasferimento ora si nasconde come latitante. Ciro di Marzio (Marco D'Amore) invece dopo essersi messo al sicuro da una possibile vendetta si allea ufficialmente con Salvatore Conte (Marco Palvetti), che è tornato per restare. Genny (Salvatore Esposito) dal canto suo miracolosamente sopravvissuto, è in fase di guarigione.