Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 30/05/2017 Qui - Trasmessa da Fox dal 2 marzo 2017 e conclusa solo poche settimane fa, 24: Legacy, ha provato a tornare ai fasti di un tempo, c'è riuscito, ma solo sufficientemente, perché questa serie, ovviamente spin-off (o meglio revival, ponendosi a tratti come diretto seguito della serie principale anche se con diversi personaggi) dell'originale 24 con protagonista Kiefer Sutherland (tornato comunque in veste di executive producer), non è riuscita a ritagliarsi una propria personalità rispetto alla serie madre, di cui segue (fin troppo) fedelmente le orme, la suspense c'è ancora, ma senza Jack Bauer non è la stessa cosa. Poiché la serie, creata da Manny Coto e Evan Katz, anche se comunque solo in parte penalizzata da questa grande assenza, pur mantenendo tutte le caratteristiche vincenti del prototipo, ne riprende anche i principali difetti legati ad una scrittura seriale ripetitiva. Il risultato è quindi divertente ma leggermente sottotono, paradossalmente più efficace per i neofiti che per i fan storici dello show. Show che infatti è stato puntualmente cancellato perché non è riuscito soprattutto a reinventarsi in modo radicale. Dato che come detto niente è cambiato, stesso format, stessa "medesima" storia ma con un risultato finale leggermente differente in negativo. Poiché se al tempo in cui uscì, nel 2001, 24 fu una novità epocale, l'idea infatti di uno show in tempo reale, 24 episodi per altrettante ore di una stessa giornata (spot pubblicitari esclusi), era rivoluzionaria, ora così non è più. Per cui una domanda viene spontanea, era possibile riesumare il format di una serie che, dopo otto stagioni, aveva mostrato un'evidente parabola discendente? Soprattutto, l'assenza di Jack Bauer, il cui carisma ha tenuto in piedi uno show più volte sull'orlo della chiusura negli ultimi anni, era necessaria? Forse sì e forse no, ma l'azzardo, dopo il comunque scontato finale e a conti fatti, non è bastato a risollevarlo.
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martedì 28 maggio 2019
24: Legacy (1a stagione)
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martedì 14 maggio 2019
Covert Affairs (5a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/04/2016 Qui - Covert Affairs è una serie televisiva statunitense prodotta dal 2010 al 2014. In Italia ha debuttato nel 2011 sui canali mediaset premium, poi in chiaro su Top Crime. Io a parte qualche stagione (le prime due), l'ho recuperata in streaming. Protagonista della serie, di genere spionistico e d'azione, è la bellissima Piper Perabo (unico vero motivo d'interesse) che interpreta Annie Walker, una giovane recluta della CIA che si ritrova improvvisamente alle prese con la vita da spia. Come avrete forse intuito la serie conta ben cinque stagioni (più di 70 episodi). La quinta stagione però è stata anche l'ultima. La storia è la classica storia dei film e serie di spionaggio, fatti di intrighi, bugie, missioni ad alto rischio che come sempre, nonostante tanti guai e tanti cliché (soprattutto verso le donne e il genere), finiscono bene per la bella Annie. La serie tratta anche dell'amicizia (che in una stagione si trasforma in amore) tra lei e Auggie Anderson, un agente che ha perso l'uso della vista in missione, il quale fa da guida e aiuta sempre Annie nelle tante missioni.
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