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mercoledì 26 giugno 2019

Das Boot (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/02/2019 Qui - Sarà che non ricordi bene il film da cui questa serie sembra l'ideale seguito (sono passati trentotto anni e non sapevo manco che sarebbe servito un ripasso), sarà che i nazisti li vedrei sempre morti (qui infatti il nazismo e il conflitto che ha sconquassato il mondo è visto dal punto di vista tedesco, personalmente non proprio così tanto interessante), sarà che non sopporti più (o almeno non sempre) il politicamente corretto (emblematica in tal senso la scelta di mettere forzatamente all'interno di una storia di spie e di guerra l'ennesima storia d'amore gay, anzi lesbo, senza nessun evidente motivo), sarà che avendo odiato Vicky Krieps ne Il filo nascosto non sopporti più la sua presenza, sarà che le serie di produzione Sky (a parte rari esempi) abbiano quasi sempre deluso, ma Das Boot, la serie televisiva franco-tedesca di guerra, sequel del film del 1981 U-Boot 96 di Wolfgang Petersen, ma ambientata un anno dopo gli eventi del film, basata sui romanzi Das Boot e Die Festung di Lothar-Günther Buchheim, andata in onda dal 4 gennaio 2019 su Sky Atlantic e fino a pochi giorni fa, non mi ha convinto, non mi è tanto piaciuta ed anzi, mi ha personalmente deluso. Questo nonostante va detto, la suddetta provenga dal territorio tedesco, patria ultimamente di discrete produzioni internazionali (lo è anche questa, almeno tecnicamente senza dubbio), e nonostante la suddetta aveva dalla sua una storia dalle apparenze tanto interessanti (in alcune parti per esempio davvero riuscito è il soggetto). Che i tempi fossero maturi per la Germania si era già capito nel 2018 grazie a Dark, opera coraggiosa per nulla intimidita dal confronto coi campioni americani, quindi forse le aspettative erano parecchio alte, e non vedendole esaudite abbia io avuto qualche problema, ed abbia più facilmente storto il naso. La serie infatti, che ci porta nel 1942, in piena Seconda Guerra Mondiale, concentrandosi sulla Resistenza francese e al contempo sulla durissima vita dell'equipaggio a bordo del sottomarino tedesco U-612, non era quella eccezionale storia che mi aspettavo, una storia di epiche battaglie, gloriose resistenze e spionaggio internazionale, però qui annacquata e privo di sufficiente mordente.

domenica 19 maggio 2019

Agent Carter (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 31/08/2016 Qui - Dopo una buonissima prima stagione che si era rivelata una sorpresa davvero graditissima, si è appena conclusa la seconda stagione (da giugno a luglio in esclusiva su Sky Cinema) di Agent Carter, una delle eroine del mondo Marvel più amate e apprezzate ultimamente, grazie alle sue numerose apparizioni in molti film, iniziando da Captain America: Il primo vendicatore, che l'ha lanciata. Così dopo un cortometraggio la Carter è stata citata in The Avengers, è apparsa brevemente in Avengers: Age of Ultron ed Ant-Man, l'abbiamo rivista totalmente invecchiata in Captain America: The Winter Soldier. Insomma, un bel po' di presenza per un personaggio che sarebbe dovuto apparire in un solo film. Ma concentriamoci sulla serie e sulla domanda che al termine della messa in onda sorge spontanea, è stata all'altezza della precedente? La seconda stagione di Agent Carter è stata purtroppo un bel passo indietro rispetto alla precedente (qui), è a tratti noiosa, con una storyline non del tutto affascinante (molto più fantascientifica) e sviluppata in maniera leggermente pessima. Tutto ciò che c'era di buono nella prima stagione, si perde infatti nel marasma della noia e di una storia non all'altezza della precedente, anche se il secondo ciclo di episodi di Agent Carter parte alla grande, con una sequenza d'azione interessante. La seconda stagione di Marvel's Agent Carter però meriterebbe un saggio a parte, non è facile difatti raccontare nei dettagli l'intera stagione così piena di situazioni diverse, intrecci, colpi di scena e tanta tanta azione. Dico solo che senza entrare nei particolari la serie decide di spingere l'acceleratore eccessivamente sul triangolo sentimentale dei protagonisti (Peggy infatti trova anche spazio per l'amore in una maniera inaspettata, lasciatasi definitivamente alle spalle Steve Rogers, in questa stagione è combattuta tra l'affascinante dr. Wilkes e Daniel Sousa) e sulle gag tra Peggy e Jarvis (che, alla lunga, stonano eccessivamente). Un vero peccato perché gli spunti c'erano tutti e la scelta di Whitney Frost (che viene a contatto con la Materia Zero) come villain poteva fornire allo show uno sviluppo interessante che non c'è stato, poiché seppur interpretata in maniera brillante da Wynn Everett, il personaggio risulta sempre scritto in maniera confusionaria.

sabato 11 maggio 2019

Agent Carter (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/02/2016 Qui - Agent Carter è una nuova ed esclusiva mini-serie targata Marvel che dedica il giusto spazio al personaggio di Peggy Carter, interpretato da una memorabile Hayley Atwell. Andata in onda in esclusiva assoluta da Sky Cinema dal 2 al 23 febbraio, in otto incredibili episodi. Peggy Carter non è certo un nome nuovo per gli amanti delle produzioni Marvel. Nata nel 1966 dalla mente di Stan Lee e dalla penna di Jack Kirby, l'avevamo già vista in azione nei due film dedicati a Captain America. Ora, dopo un cortometraggio del 2013, lo show tv su questo personaggio affascinante e ricco di sfaccettature. Ormai è una presenza fissa del Marvel Cinematic Universe, è finalmente ha avuto a disposizione uno spazio tutto suo. Questa mini-serie mostra la nostra beniamina nell'immediato dopo Guerra, a un anno di distanza dalla (presunta) morte del "primo vendicatore" Captain America, impegnata a portare avanti una missione segreta affidatale da Howard Stark (papà di Tony Stark/Iron Man) e al contempo a condurre una vita "normale" come qualsiasi donna dell'epoca, con un lavoro d'ufficio alla Strategic Scientific Reserve. Il che significa scontrarsi con i tanti pregiudizi riservati alle donne sul posto di lavoro... e non solo.