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mercoledì 19 gennaio 2022

Tales from the Loop (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/01/2022 Qui - Una serie tv di fantascienza ambientata in un passato alternativo, uguale e diverso dal nostro e che al nostro corre parallelo. Tales from the loop però, si spoglia degli eccessi visivi della fantascienza moderna e ne mette alla luce l'anima nostalgica, lo spirito della fantascienza: la curiosità per l'ignoto e per la scoperta che è insita da sempre nell'animo umano. In una versione alternativa degli anni '80, in cui le macchine coesistono come mansueti animali da compagnia dell'Uomo, il tempo attraverserà e collegherà le vite di un gruppo di persone che vivono sopra il Loop, facendo accadere l'impossibile. Loop difatti, che narra gli eventi che accadono agli abitanti di una cittadina che ospita una macchina che sovverte le regole spazio temporali, filtra la fantascienza in modo originale. Non contano le storie (legate tra loro, ma realizzate in modo autoconclusivo), quanto i sentimenti dei personaggi e lo spirito di perdita e malinconia che permea le loro vicende, immerse in un paesaggio (idilliaco e inquietante al tempo stesso), ricco di elementi appartenenti ad una passata civiltà. Fotografia, scenografie e colonna sonora di alto livello, per una serie che se narrativamente non fornisce sempre il meglio (straordinarie le prime tre puntate e l'ultima, le altre non esattamente sullo stesso livello, anzi), non smette tuttavia di far riflettere (appassionare, affascinare) fino alla fine. Bravi infine tutti gli interpreti, alcuni compaiono in molti episodi, altri meno (ma comunque si ergono com'è giusto che sia Jonathan Pryce e Rebecca Hall) e regie, di mani diverse, ben allineate al tono generale. Nel complesso bella serie (purtroppo ancora non si sa se continuerà), Tales from the loop merita davvero (la trovate su Prime Video). Voto: 7

mercoledì 29 maggio 2019

Taboo (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/07/2017 Qui - Una storia ricca d'intrighi e doppi giochi, una città ricca e fiorente, ma anche corrotta e ripugnante, un protagonista oscuro e violento, una venatura soprannaturale e storica, tutto questo è Taboo, la serie con Tom Hardy marchiata BBC e che vanta Ridley Scott come produttore. Serie che non avevo propriamente intenzione di recuperare presto, ma grazie a Sky Atlantic, che l'ha mandata in onda dal 21 Aprile scorso, l'ho potuta finalmente vedere e il mio giudizio (nonostante alcune non lusinghiere recensioni) non può che essere positivo, perché Taboo, composta da 8 episodi, prodotta da Tom Hardy, oltre che interpretata da egli stesso, da suo padre Chips Hardy e dal grande regista, scritta e sviluppata da Steven Knight, regista di Locke, è una serie davvero affascinante. Come affascinante lo è senz'altro l'Inghilterra ottocentesca, poiché pochi periodi storici hanno visto protagonisti paesi in cui si sono trovate a convivere rivoluzioni industriali, stagioni di colonialismo sfrenato, trionfi economici e culturali. Ed è appunto in questa Inghilterra che è ambientata la serie, siamo infatti nel 1814 quando, James Keziah Delaney torna a Londra per riscuotere l'eredità del padre, morto in strane circostanze. Il suo ritorno dall'Africa dopo molti anni però, sconvolge l'intera città, poiché tutti lo davano per morto, in più sulla sua persona girano voci tanto inquietanti quanto assurde (cannibalismo, voodoo, incesto, omicidi) che non tarderanno in ogni caso a trovare conferme. Giacché la sua presenza è scomoda a molti, dalla sorella che pensava di essere finalmente libera, al cognato borioso e incompetente. Il suo unico obbiettivo difatti è generare il caos, distruggere, vendicare. Inizia così per Delaney il suo peregrinare avanti e indietro per una Londra agghiacciante popolata da grotteschi e disgustosi nobili da un lato e da orrendi e violentissimi derelitti dall'altro, minacciando, comprando e ricattando chiunque gli si pari davanti. Ma soprattutto dovrà affrontare e presumibilmente sbeffeggiare la potente Compagnia Britannica delle Indie Orientali, che per il possedimento della Baia di Nootka, un piccolo pezzo di terra tra gli Stati Uniti e il Canada, fondamentale per i commerci in occidente, farà davvero di tutto. Nel frattempo però, anche la Corona darà filo da torcere a tutti.