Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/06/2024 Qui - La miniserie di Mike Flanagan è un'ottima reinterpretazione delle opere di E. A. Poe, trasportate con maestria ai giorni nostri, mantenendo lo spirito originale e tessendo una rete di riferimenti. È una narrazione intelligente e affascinante, ricca di critiche verso la società capitalista e l'industria farmaceutica. Considero questo il suo miglior lavoro, con episodi che variano in bellezza ma rimangono di alto livello. Flanagan ha l'abilità di inserire elementi inquietanti e "scomodi", mescolati a momenti di sarcasmo (forse involontari, ma so che alcune scene mi faranno sorridere). In questa miniserie, ha raggiunto l'apice grazie a inquadrature e ambientazioni eccellenti, e un cast (che varia di alcuni elementi ma rimane immutato) che si esibisce (talvolta più che in altre occasioni) in modo impeccabile. Carla Gugino, nonostante il limitato tempo a schermo, riesce a dare vita al suo personaggio cruciale in maniera impeccabile. Anche il resto del cast non è da meno, interpretando le diverse personalità della famiglia Usher in modo tale da non farci tifare per loro. La violenza è un tema ricorrente in questa famiglia mentalmente instabile e piena di vizi. La durata della miniserie è adeguata e, anche se a volte sembra dilungarsi, un evento significativo rinvigorisce la trama. L'esperienza è molto piacevole, anche dal punto di vista ludico, grazie a sequenze horror ben realizzate. Flanagan naviga abilmente tra diversi piani temporali, rendendo il racconto fluido. Ogni dettaglio è curato attentamente, con un uso del colore che rende ogni episodio unico. L'episodio finale non risponde a tutte le domande e non tutto è perfetto, ma è un'opera magistrale che, con un po' di attenzione, cattura completamente. Voto: 7,5 [Netflix]
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venerdì 21 giugno 2024
La caduta della casa degli Usher (Miniserie)
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mercoledì 16 novembre 2022
Midnight Mass (Miniserie)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/11/2022 Qui - Mike Flanagan è sicuramente un regista/sceneggiatore che ha molto da dire e che lo sa dire quasi sempre molto bene, anche in questo caso (ma meglio che nelle due stagioni di The Haunting, soprattutto la seconda) sforna una miniserie di grande qualità con aspetti tecnici sopra la media ed un soggetto-sceneggiatura tutt'altro che superficiale nonostante moltissime cose non siano per nulla originali, mescolare il sacro all'horror spruzzandoci dentro pure della scienza non è per nulla banale (il tutto ambientato in un'isola sperduta, dove non c'è scampo, ma dove le stelle sono bellissime). Bene il cast nella media con tante facce note se si segue Flanagan e le sue (precedenti) produzioni (Kate Siegel, la moglie, in primis). Peccato per le troppo cadute di ritmo con addirittura un paio di puntate a "rischio pisolino", davvero troppe e troppo lunghe certe sequenze di dialoghi filosofici (o religiosi di tracotante licenziosità), altra pecca il non volere osare un poco di più con l'horror e con la dose di emoglobina che male non avrebbe fatto. Imperfetta, talvolta incongruente, ma intrigante, ben fatta e ben interpretata. La visione non la si rimpiange (anche se non capisco come si faccia a prendere fischi per fiaschi in tal strano e quasi paradossale modo). Voto: 7-
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