Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/06/2024 Qui - La miniserie di Mike Flanagan è un'ottima reinterpretazione delle opere di E. A. Poe, trasportate con maestria ai giorni nostri, mantenendo lo spirito originale e tessendo una rete di riferimenti. È una narrazione intelligente e affascinante, ricca di critiche verso la società capitalista e l'industria farmaceutica. Considero questo il suo miglior lavoro, con episodi che variano in bellezza ma rimangono di alto livello. Flanagan ha l'abilità di inserire elementi inquietanti e "scomodi", mescolati a momenti di sarcasmo (forse involontari, ma so che alcune scene mi faranno sorridere). In questa miniserie, ha raggiunto l'apice grazie a inquadrature e ambientazioni eccellenti, e un cast (che varia di alcuni elementi ma rimane immutato) che si esibisce (talvolta più che in altre occasioni) in modo impeccabile. Carla Gugino, nonostante il limitato tempo a schermo, riesce a dare vita al suo personaggio cruciale in maniera impeccabile. Anche il resto del cast non è da meno, interpretando le diverse personalità della famiglia Usher in modo tale da non farci tifare per loro. La violenza è un tema ricorrente in questa famiglia mentalmente instabile e piena di vizi. La durata della miniserie è adeguata e, anche se a volte sembra dilungarsi, un evento significativo rinvigorisce la trama. L'esperienza è molto piacevole, anche dal punto di vista ludico, grazie a sequenze horror ben realizzate. Flanagan naviga abilmente tra diversi piani temporali, rendendo il racconto fluido. Ogni dettaglio è curato attentamente, con un uso del colore che rende ogni episodio unico. L'episodio finale non risponde a tutte le domande e non tutto è perfetto, ma è un'opera magistrale che, con un po' di attenzione, cattura completamente. Voto: 7,5 [Netflix]
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venerdì 21 giugno 2024
La caduta della casa degli Usher (Miniserie)
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venerdì 18 agosto 2023
The Midnight Club (1a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/08/2023 Qui - In una struttura per giovani malati terminali, otto pazienti che si riuniscono ogni notte a mezzanotte per raccontarsi storie stringono un patto: il prossimo di loro a morire darà al gruppo un segno dall'aldilà. Mike Flanagan continua la sua ricognizione del genere horror (questa volta l'horror è più psicologico, percepito, in realtà più inquietante che smuove letteralmente l'animo umano, però meno di impatto), ma stavolta qualcosa non funziona: puntate troppo lunghe, narrazione non a fuoco, regia non sempre raffinata. The Midnight Club è chiaramente un'opera molto diversa da quelle precedenti, ma non è certamente questo il problema della serie. Anche perché la natura corale del racconto, così come il giocare con i generi, funziona abbastanza bene (ma non benissimo), grazie anche a un giovanissimo e buonissimo cast. Il problema sta però nella cornice, nel suo voler creare un'atmosfera horror e misteriosa a ogni costo, senza però mai arrivare a fondo. Per questo motivo, si finisce col guardare i primi episodi con curiosità, ci si entusiasma magari per una parte centrale ben costruita, ma inevitabilmente si rimane delusi per un gran finale che non arriva mai. Sicuramente non da buttare, ma resta un'occasione mancata. Voto: 5,5
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mercoledì 16 novembre 2022
Midnight Mass (Miniserie)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/11/2022 Qui - Mike Flanagan è sicuramente un regista/sceneggiatore che ha molto da dire e che lo sa dire quasi sempre molto bene, anche in questo caso (ma meglio che nelle due stagioni di The Haunting, soprattutto la seconda) sforna una miniserie di grande qualità con aspetti tecnici sopra la media ed un soggetto-sceneggiatura tutt'altro che superficiale nonostante moltissime cose non siano per nulla originali, mescolare il sacro all'horror spruzzandoci dentro pure della scienza non è per nulla banale (il tutto ambientato in un'isola sperduta, dove non c'è scampo, ma dove le stelle sono bellissime). Bene il cast nella media con tante facce note se si segue Flanagan e le sue (precedenti) produzioni (Kate Siegel, la moglie, in primis). Peccato per le troppo cadute di ritmo con addirittura un paio di puntate a "rischio pisolino", davvero troppe e troppo lunghe certe sequenze di dialoghi filosofici (o religiosi di tracotante licenziosità), altra pecca il non volere osare un poco di più con l'horror e con la dose di emoglobina che male non avrebbe fatto. Imperfetta, talvolta incongruente, ma intrigante, ben fatta e ben interpretata. La visione non la si rimpiange (anche se non capisco come si faccia a prendere fischi per fiaschi in tal strano e quasi paradossale modo). Voto: 7-
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