Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/02/2024 Qui - Una sitcom originale e divertente, che aiuta anche a riflettere. Perché quello che all'inizio sembra un classico show all'americana (mancano solo le risate preregistrate) si trasforma in una riflessione tutt'altro che scontata sull'etica umana. Senza mai scadere nel sentimentale, senza cedere al facile richiamo di un approccio religioso, si riflette su cosa significhi agire eticamente, se e come sia possibile farlo nel mondo odierno, che è costituito da catene causali tanto complesse da rendere pressoché impossibile evitare che le nostre azioni, seppur guidate dalle migliori intenzioni, abbiano impatti negativi in qualche tempo e luogo. Nelle quattro stagioni di The Good Place si rimane insomma stupiti dalla quantità di cose che si possono apprendere sulla filosofia morale, sulla bellezza dei difetti e sugli sguardi sulla vita visti dall'aldilà. Il tutto tra una risata e l'altra. Tra situazioni comiche e surreali, tra episodi divertenti ed eventi paradossali, i protagonisti (sono quattro, in tutto, gli eroi di questo improbabile viaggio in paradiso: a Eleanor e Chidi si aggiungono Jason, anche lui finito lì per sbaglio sotto le mentite spoglie di un monaco buddhista, e Tahani, giovane miliardaria filantropa) si interrogano infatti continuamente su alcune delle domande più profonde della riflessione umana. E quanto più la trama si fa inverosimile, con colpi di scena inaspettati e a tratti esilaranti, tanto più ci immedesimiamo nei personaggi, che portano alla ribalta problemi etici con i quali si sono misurati, nel corso della storia del pensiero, i più grandi filosofi. La prima stagione è, secondo me, semplicemente geniale e si divora in poco tempo. L'idea da Black Mirror di Michael Schur (creatore della serie), nella prima stagione, è infatti spassosa per l'espediente della cattiva ragazza nel posto sbagliato, ovvero un luogo idilliaco dove, per il bene profuso, si è premiati anche con l'anima gemella. Un sano gusto sadico pervade il deturpamento del paradiso e della sua affettata perfezione da parte di una simpatica canaglia, egoista e bastarda nei flashback "in vita" (Kristen Bell, che è sempre in ottima forma). Copiose le idee buffe, su tutte parolacce automaticamente storpiate/censurate. Il colpo di scena finale è spiazzante e riuscito. Le due stagioni centrali calano leggermente di ritmo, ma la quarta torna brillante e divertente ai livelli della prima, in generale, comunque, tutte le stagioni meritano e regalano momenti di grande divertimento. L'ultima puntata, invece, mi ha commosso e non me lo aspettavo, strappandomi una lacrimuccia a tradimento come solo le comedy (migliori) sanno fare. E' The Good Place, scivoloni e difetti a parte, strana e straordinaria serie. Voto complessivo: 7,5 [Netflix]
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martedì 20 febbraio 2024
The Good Place (Serie Completa)
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lunedì 21 febbraio 2022
Fargo (2a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/02/2022 Qui - Se la prima stagione rasentava al suo interno delle vere e proprie
eccellenze come il personaggio di Lorne Malvo di Billy Bob Thornton, qui
viene primeggiato il racconto corale, privo di un punto forte di
riferimento. Il risultato è straordinario nell'esposizione dei
personaggi (Kirsten Dunst credo mai così brava, così come Jesse Plemons
e Patrick Wilson), tanto nella narrazione che una sceneggiatura di
ferro mantiene salda senza inutili dispersioni. Fantastico il cameo di
Bruce Campbell nei panni di Ronald Reagan, proiezione di quel futuro
oscuro che prenderà piede gli States nel decennio successivo, stupenda
l'evoluzione dell'indiano Hamzee spettro di quel passato di sangue che
ha costellato e che caratterizzerà la storia americana nella sua
violenza radicata. Quindi ottima anche questa seconda stagione, la
genialità Coeniana eccellentemente riprodotta nel primo capitolo
continua infatti il suo percorso senza ostacoli. Ad una black-comedy
intrisa di surrealismo e stupidità succede una vera e propria
gangster-story, cinica e violenta, ci sono delle sequenze davvero
bellissime sotto l'aspetto tecnico. La trama avvincente, la confezione superba in ogni comparto dalla
fotografia alla colonna sonora, l'uso creativo dello split screen e
soprattutto la prestazione superlativa del cast: tutti elementi che
contribuiscono a fare anche di questa seconda stagione un piccolo capolavoro (seppur senza "plus"). Voto: 8
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