Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/03/2023 Qui - Ormai il distacco dal libro è completo, però la serie ha successo e si va avanti, solito ritmo, solite cose, ma sempre tutto ben fatto. The Handmaid's Tale in questa stagione, seppur con qualche piccola lentezza narrativa in più, si conferma infatti un gioiello televisivo. I nuovi episodi preparano il terreno per una stagione finale particolarmente forte, in arrivo probabilmente nell'autunno del 2024. Il nuovo ingresso di Esther (dalla scorsa stagione) è molto valido e potente nonostante il suo ruolo sia relegato a secondario. Anche tecnicamente la serie prosegue con una qualità difficile da raggiungere. La cura nello scegliere le inquadrature è eccezionale, mai scontata, così come il montaggio dona un ritmo cadenzato rendendo gli episodi scorrevoli e gustosi. La sceneggiatura attraversa ogni sensazione grazie a una messa in scena composita, passando letteralmente e in scioltezza dall'essere come il diavolo e l'acqua santa. A un certo punto accade qualcosa che mischia completamente le carte, qualcosa le cui conseguenze generano una serie di reazioni a catena dagli esiti tutt'altro che prevedibili o controllabili. L'ultima scena mette letteralmente i brividi e traghetta la serie verso un prossimo capitolo ancor più diverso dai precedenti con sviluppi del tutto imprevedibili dovuti alle mutazioni di determinate questioni e soprattutto di alcuni personaggi. Anche perché la sesta sarà l'ultima stagione e tutti nodi in un modo o nell'altro dovranno venire al pettine e chiudersi nella maniera più risolutiva e piena di liberazione possibile. Voto: 7
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venerdì 24 marzo 2023
The Handmaid's Tale (5a stagione)
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venerdì 10 dicembre 2021
The Handmaid's Tale (4a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 10/12/2021 Qui - Dopo tre stagioni di altissima qualità, la serie interpretata e prodotta
da Elisabeth Moss continua a non deludere le elevate aspettative, anche
se la stanchezza comincia a farsi sentire. E l'impressione che The
Handmaid's Tale 4 sia stata concepita come una stagione di passaggio,
complici forse anche le difficoltà di produzione dovute alla pandemia,
in vista di una season 5 confermata ma di cui non è ancora nota la data
di rilascio, non aiuta. Sarebbe stato meglio infatti se fosse già finita
qui (lo spazio di tre puntate dopotutto c'era). In ogni caso la quarta
stagione di The Handmaid's Tale mette un tassello fondamentale
nell'evoluzione di June, completa il suo percorso da antieroina,
conservando il linguaggio cadenzato, lento e, a volte, anche
pesantemente mono passo delle stagioni precedenti. E questa volta ogni
idea di redenzione o perdono lascia il campo a un desiderio di vendetta
talmente radicale da arrivare perfino dalle ancelle fin qui apparse meno
forti e decise. Con questa quarta stagione The Handmaid's Tale esplora a
fondo l'animo umano e, soprattutto, il complesso e intricato garbuglio
di emozioni che June si porta dietro in quanto sopravvissuta a Gilead,
che la gagliarda attrice de L'uomo invisibile, riesce ancora una volta a
veicolare con incredibile veridicità. Tuttavia, per quanto i contenuti
continuino a risuonare forti nello show di Bruce Miller, The Handmaid's
Tale 4 patisce più delle stagioni passate le trame strascicate e le
storyline abbandonate. Non solo il succoso piano politico aperto nella season 3
è qui completamente dimenticato, ma l'intero impianto corale sembra
ricevere una brusca battuta di arresto che penalizza alcuni dei
personaggi più interessanti. Nonostante ciò carisma e coinvolgimento non
si perde. La quarta stagione di The Handmaid's Tale finalmente fa anche
un grosso passo avanti nella trama, chiudendosi con un colpo di scena
che si aspettava da tempo e con un addio inevitabile. Nel complesso ho
davvero apprezzato anche questa stagione anche se, lo ammetto, mi
aspettavo di più. La lotta per abbattere Gilead è ben lungi dall'essere
conclusa o anche solo vicina alla sua fine. Come potranno June e le
altre ex ancelle sconfiggere Gilead? Voto: 7+
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martedì 26 novembre 2019
The Handmaid's Tale (3a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/11/2019 Qui
Tema e genere: Terza stagione per la distopica (drammatica) serie di produzione Hulu tratta dal romanzo Il Racconto dell'Ancella di Margaret Atwood.
Tema e genere: Terza stagione per la distopica (drammatica) serie di produzione Hulu tratta dal romanzo Il Racconto dell'Ancella di Margaret Atwood.
Trama: June ha messo al sicuro sua figlia Nichole in Canada insieme all'amica Emily, ma è rimasta a Gilead per cercare di salvare anche la sua prima figlia, Hannah. La situazione a casa Waterford prevedibilmente precipita e June viene affidata a un nuovo comandante, Joseph Lawrence, lo stesso che aveva avuto in affidamento Emily. Lawrence è stato un importante ideologo del regime e tutt'ora riveste una posizione di grande potere, anche se in realtà nutre grandi sensi di colpa. La sua prima preoccupazione però non è la propria coscienza, bensì la salute della moglie, sull'orlo della follia. Nel mentre Serena Waterford inizia a tessere il proprio piano per riavvicinarsi a Nichole.
Recensione: La terza stagione di The Handmaid's Tale si riconferma come uno show di grande effetto e di grande impatto, sia sul piano contenutistico sia sul piano estetico (Gilead è ancora lì, sui piccoli schermi, e da lontano ci osserva, ci minaccia e ci inquieta). Questa stagione infatti (disponibile su TimVision), è il perfetto terzo atto di un racconto la cui evoluzione rispecchia sempre di più i nostri tempi. La prima stagione dell'acclamata serie Hulu aveva colpito per il mondo distopico che era riuscita a portare in scena: dal libro di Margaret Atwood (che a quanto pare starebbe lavorando ad un sequel letterario) alla serie tv, The Handmaid's Tale aveva scosso l'opinione pubblica, acceso dibattiti e fatto pensare che non sarebbe stato possibile essere ancora più cupi. La smentita è arrivata con la seconda stagione, sicuramente non perfetta ma non una passeggiata dal punto di vista emotivo, che è servita a porre le basi per il terzo atto rappresentato, appunto, dalla terza stagione. Se nella seconda stagione la protagonista, ormai chiamata definitivamente con il suo nome di battesimo e non da Ancella, ha affrontato una gravidanza, la rassegnazione e quindi il distacco dalla figlia appena nata, nella terza deciderà di alzare la testa (non è un caso che il suo sguardo ora sia decisamente ben differente da quello che sì è conosciuto). The Handmaid's Tale 3 è difatti la stagione della rivolta, tanto auspicata nelle prime due stagioni ma vista ancora da lontano. Ora, invece, è arrivato il momento di passare dalle parole ai fatti: la prima a pensarla così è proprio la protagonista, che sceglie di non scappare in Canada e salvarsi, ma di affidare la figlia ad Emily (Alexis Bledel) e di restare a Gilead per combattere il nemico dall'interno. Ad aiutarla, oltre ad alcune Ancelle ribelli, anche un insolito alleato, il Comandante Joseph Lawrence (Bradley Whitford), ed alcune Marte.
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