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venerdì 18 agosto 2023

Carnival Row (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/08/2023 Qui - La seconda stagione di Carnival Row arriva a quattro anni dalla prima. Un tempo che però non è stato utilizzato per dar vita a qualcosa di imponente ma anzi sembra aver inficiato negativamente sui nuovi episodi, caratterizzati da una certa disomogeneità e svogliatezza. A rendere a suo modo piacevole questa nuova stagione contribuiscono poche sparse scene o sequenze e il contesto fantasy in cui il racconto è calato, ma per il resto grande delusione. Si vede benissimo che questa stagione è raffazzonata, fatta con il girato che c'era e cercando di appiccicargli un finale. Manca il mistero, manca la tensione, in compenso c'è un'abbondanza di scene cruente che in nessun modo compensa le mancanze di una trama esile, anzi di varie sotto-trame esili che giungono all'epilogo senza sussulti, senza colpi di scena, senza carica. La seconda stagione di Carnival Row mette infatti su tanta carne al fuoco senza riuscire a gestire tutto in modo soddisfacente, un po' lo stesso problema della prima con l'aggravante che, essendo questo il finale (che ovviamente non rivelo), ci si aspettava uno sforzo maggiore per gestire tutto al meglio. Perché insomma, alla seconda annata, la serie ricalca gli errori della precedente e ne commette di nuovi. Mancano oltretutto il cuore e la passione in ogni aspetto della serie, a partire dalla recitazione. La sceneggiatura imbocca la strada della contestazione sociale, ma lo fa in un modo così evidente e forzato da risultare sciapa e inefficace. Tutti gli elementi d'impatto vengono buttati nella mondezza, soppressi in favore di una narrazione soporifera e priva di contenuto. In definitiva, del tutto insoddisfacente. Un finale di certo indegno per quella che sembrava una grande promessa. Voto: 5

lunedì 12 dicembre 2022

Only Murders in the Building (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 12/12/2022 Qui - Giunta alla seconda stagione, Only Murders in the Building si conferma e si perfeziona. Ottima la scrittura dei personaggi ed in generale la sceneggiatura, che risulta essere uno dei punti forti della serie, oltre l'intrattenimento. Tecnicamente lo show continua a sorprendere per raffinatezza in estetica e sostanza, affrontando anche temi ed emozioni cari allo spettatore. La sfumatura crime vede un miglioramento, smussando alcune forzature viste nella prima stagione e riuscendo a concatenare colpi di scena inaspettati. La storia scorre molto velocemente, tra ironia, drammi e flashback. Conosciamo nuovi personaggi e impariamo ad apprezzare ancora di più quelli che già conoscevamo. La bravura di tutto il cast si vede episodio dopo episodio, stagione dopo stagione. Fra indizi e risate, guardare Only Murders in the Building diventa sempre più piacevole, e cresce l'attesa per la prossima stagione. Voto: 7

sabato 23 aprile 2022

Carnival Row (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/04/2022 Qui - Un programma ambizioso, un dramma steampunk/fantasy tecnicamente pregevole ma narrativamente disomogeneo. Se è infatti ben evidente lo sforzo produttivo grazie a un works-building estremamente ricco e curato e ammirevole nel ricostruire una Londra ucronica e post-industriale fantastica ma, al contempo, verosimile, la serie mostra invece il fianco come improbabile patchwork di generi, una rilettura pedestre di archetipi, anche scontati, che vanno dal Mito favolistico al thriller poliziesco con derive anche orrorifiche, tra Jack lo squartatore e il mito del Golem, e che spazia dalla semplice avventura alla denuncia sociale, dal tema dell'immigrazione al razzismo, dal dramma politico al conflitto sociale, da Jules Verne ad Arthur Conan Doyle passando, perché no, anche da Jane Austen. Tante storie e argomentazioni (forse troppe) trattate anche con crudezza ed estremo realismo ma che si intrecciano troppo caoticamente, perdendosi in uno specchio che vorrebbe rappresentare, in tutta la sua bruttezza, il nostro mondo ma che spesso si riduce soltanto in un melodramma anche piuttosto pedante. Ad incidere è anche la scelta dei protagonisti, in primis Orlando Bloom e Cara Delevingne, dettata probabilmente più dalla fama e dallo star power che non dalla rispettive capacità (anche se la seconda non mi era affatto dispiaciuta in Life in a Year e il primo qualche buona prova ha offerto in carriera), e da un resto del cast in realtà piuttosto anonimo, ad eccezione di Jared Harris, seppur relegato in un ruolo di contorno. Carnival Row, un titolo poco originale che notevoli premesse non mantiene, non del tutto ancora, perché anche se non era necessario, purtroppo una seconda stagione ci sarà. Voto: 5+