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giovedì 19 ottobre 2023

1923 (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/10/2023 Qui - Lo spin-off di Yellowstone è un ritratto interessante degli anni che precedono la Grande Depressione, un racconto coerente e compatto che tuttavia presenta alcune pecche. 1923 non riesce infatti a raggiungere i livelli dell'originale, e ciò che resta al termine di questa prima stagione è soprattutto un senso di insoddisfazione legato ad un finale fiacco e tre vicende che raramente stupiscono. Le idee messe in campo sono tante, e indubbiamente non è semplice gestire tanti personaggi da dover poi ricollegare alla serie madre (al momento ferma), ma 1923 resta una storia a metà, che in questa prima parte raramente brilla (bello comunque rivedere Harrison Ford, splendidamente accompagnato da Helen Mirren). Visto che ci sarà una seconda stagione, lo spazio per rimediare c'è, e anche se si è davanti ad un mezzo passo falso, c'è da scommettere che Taylor Sheridan troverà nuovamente la giusta strada, o perlomeno così si spera. Dopotutto questi primi episodi aprono la strada a una seconda stagione i cui avvenimenti, appena accennati, hanno la promessa di essere sempre più avvincenti. Voto: 6+

martedì 28 gennaio 2020

Caterina La Grande (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/01/2020 Qui
Tema e genere: Gli amori, la vita di palazzo, il rapporto con Grigorij Potemkin e il figlio Paolo sono rappresentati in questa serie tv (in questo period drama scritto da Nigel Williams per HBO) che vede come protagonista Caterina II di Russia, meglio nota come Caterina la Grande.
Trama: Incentrata sugli ultimi vent'anni di vita, dal 1776 al 1796, la miniserie racconta la storia dell'Imperatrice negli anni successivi al colpo di Stato. Anni di guerre, intrighi e soprattutto amori.
Recensione: Fisico minuto e sguardo d'acciaio, Helen Mirren è una delle interpreti per eccellenza della regalità, al cinema, in teatro, e ora anche in tv. E Caterina la Grande è solo l'ultimo tassello di una carriera costellata da varie interpretazioni del potere monarchico, e dell'algida solitudine che esso comporta (impossibile non menzionare The Queen - La regina anno 2006). Tuttavia, in questa miniserie co-prodotta da Sky Atlantic (canale da cui è stato trasmesso in Italia) e HBO l'interprete si scontra con i limiti di una sceneggiatura fiacca e superficiale. Qui le vicende storiche, con una netta predilezione per quelle intime e sentimentali, della zarina di Russia sono portate allo spettatore da un punto di vista basilare e raramente carico di sfumature. In quattro episodi, la serie diretta da Philip Martin (dietro molti episodi di The Crown) racconta un periodo storico che corrisponde agli ultimi decenni di regno della zarina. Tra le figure più rappresentative del cosiddetto dispotismo illuminato, Caterina II conduce con mano ferma le sorti della Russia in politica interna ed estera. Si inizia con un tentativo di abolizione della servitù della gleba, e si prosegue raccontando con minore o maggiore interesse i conflitti con l'Impero Ottomano, la gestione o repressione dei complotti di palazzo, la lotta contro le rivolte interne. Il tutto è filtrato attraverso la lente dell'amore segreto (benché sotto gli occhi di tutti) con il comandante dell'esercito Potemkin (Jason Clarke). Ad un certo punto, Caterina pronuncia le parole "la politica è l'arte dell'equilibrio". Tuttavia la sceneggiatura di Nigel Williams confonde la ricerca dell'equilibrio con una più timida semplicità. I dialoghi, le motivazioni e le caratterizzazioni che muovono la storia sono infatti diluiti attraverso un intreccio pluridecennale in cui tutto è fin troppo lineare e superficiale (in tal senso è un errore quasi certamente quello di affidarsi sempre agli stessi interpreti, vecchi da giovani, o il contrario). La prima mezz'ora accavalla una spiegazione eccessiva dopo l'altra su chi sono i personaggi, cosa vogliono, cosa è accaduto loro. Ad un certo punto non ci sarà più bisogno di puntualizzare ogni situazione, ma la miniserie a quel punto diventerà del tutto dipendente dal rapporto amoroso sofferto tra Caterina e Potemkin.