Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/04/2024 Qui - In questa narrazione, non sono tanto i personaggi a contare, sebbene siano ben delineati, quanto il racconto di un'epopea e la durezza delle sfide che le famiglie dovevano affrontare. La violenza e la brutalità non sono mitigate, ma sono dettagli necessari per il quadro generale e non risultano mai fastidiosi. Si tratta di un viaggio emozionante con protagonisti magnetici e credibili (bravo il cast, con un eccezionale Sam Elliott), che si conclude con un finale di forte impatto emotivo. Alcuni episodi potrebbero sembrare appesantiti dalla costante presenza di una narratrice (Isabel May, che comunque brilla per talento e bellezza) e da alcune trame meno convincenti, ma è difficile non farsi coinvolgere da questa grande miniserie (prequel di 1923 e a sua volta prequel di Yellowstone), che si distingue per la sua ricchezza di scene evocative e la capacità di adattare il genere ai gusti moderni. Certo, alcune trame possono sembrare forzate e i difetti sono presenti, ma rimane comunque notevole. Voto: 7 [Paramount Plus]
Visualizzazione post con etichetta Taylor Sheridan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Taylor Sheridan. Mostra tutti i post
martedì 23 aprile 2024
lunedì 20 novembre 2023
Tulsa King (1a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2023 Qui - Sylvester Stallone, lontano dai suoi ruoli abituali (qui decisamente più cattivo ed ambiguo) e alla prima volta (da protagonista) in una serie tv, è talmente bravo che quasi dispiace non si sia cimentato in nulla di simile prima. L'attore dimostra una notevole maturità ed offre (probabilmente) una delle sue migliori prove attoriali di sempre. La trama, a sfondo gangsteristico, raccoglie l'eredità dei classici film sul tema di Scorsese & Co, ma con un taglio meno drammatico, a tratti (specialmente nelle prime puntate) stemperato da qualche slancio ironico. L'attenzione viene mantenuta alta, la violenza non manca e la curiosità per la prossima (confermata) stagione è tanta (lo zampino di Taylor Sheridan, creatore della serie, si nota, si vede e si sente). Tulsa King si può quindi vedere, certo, nulla di nuovo nel campo malavitoso-cinema, tutto secondo canoni, ma è bella da seguire. Forse le puntate sono troppo brevi, qualcosa non funziona al 100%, ma nel complesso semplice, movimentata, ben girata e piacevole. Per il momento alquanto più che sufficiente per un buon giudizio. Voto: 7
Labels:
Domenick Lombardozzi,
Garrett Hedlund,
Martin Starr,
Max Casella,
Paramount Plus,
Serie action,
Serie drammatica,
Sylvester Stallone,
Taylor Sheridan,
Vincent Piazza
giovedì 19 ottobre 2023
1923 (1a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/10/2023 Qui - Lo spin-off di Yellowstone è un ritratto interessante degli anni che precedono la Grande Depressione, un racconto coerente e compatto che tuttavia presenta alcune pecche. 1923 non riesce infatti a raggiungere i livelli dell'originale, e ciò che resta al termine di questa prima stagione è soprattutto un senso di insoddisfazione legato ad un finale fiacco e tre vicende che raramente stupiscono. Le idee messe in campo sono tante, e indubbiamente non è semplice gestire tanti personaggi da dover poi ricollegare alla serie madre (al momento ferma), ma 1923 resta una storia a metà, che in questa prima parte raramente brilla (bello comunque rivedere Harrison Ford, splendidamente accompagnato da Helen Mirren). Visto che ci sarà una seconda stagione, lo spazio per rimediare c'è, e anche se si è davanti ad un mezzo passo falso, c'è da scommettere che Taylor Sheridan troverà nuovamente la giusta strada, o perlomeno così si spera. Dopotutto questi primi episodi aprono la strada a una seconda stagione i cui avvenimenti, appena accennati, hanno la promessa di essere sempre più avvincenti. Voto: 6+
Labels:
Aminah Nieves,
Brandon Sklenar,
Brian Geraghty,
Harrison Ford,
Helen Mirren,
Jerome Flynn,
Julia Schlaepfer,
Michelle Randolph,
Paramount Plus,
Serie action,
Serie drammatica,
Taylor Sheridan,
Timothy Dalton
venerdì 27 gennaio 2023
Yellowstone (4a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/01/2023 Qui - Il dualismo tra il vecchio e il nuovo e la difesa dei valori della tradizione avverso l'imminenza della modernità: Taylor Sheridan fa centro anche alla quarta stagione di Yellowstone (dove tra l'altro lo si vede nuovamente con le vesti d'attore), la gemma di Paramount Network che continua a conquistare tra tensione, colpi di scena, cupezza e misteri (terza qui). Una quarta stagione che punta tutto su alcuni dei protagonisti, finendo però per appiattirne altri e soprattutto proponendo alcune storie secondarie non sempre convincenti. Nonostante questo, la straripante Beth e alcuni colpi di scena ben gestiti riescono a tenere alto il valore della serie, che anche a dispetto di alcuni limiti riesce sempre ad essere coinvolgente e ben strutturata. In questo caso una stagione (quasi di transizione) che sembra anche il preludio (volente o nolente) per uno scontro su larga scala che potrebbe dominare le prossime stagioni. Voto: 6,5
Labels:
Cole Hauser,
Gil Birmingham,
Jacki Weaver,
Jefferson White,
Kelly Reilly,
Kelsey Chow,
Kevin Costner,
Luke Grimes,
Serie action,
Serie drammatica,
Sky Atlantic,
Taylor Sheridan,
Wes Bentley,
Will Patton
martedì 24 maggio 2022
Yellowstone (3a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/05/2022 Qui - Una stagione ricca di sorprese, sia dal punto di vista delle lotte per
la terra, sia da quello familiare, con una serie di segreti che vengono a
galla. Mentre i rapporti si modificano, anche la figura di John Dutton
cambia, diventando meno attiva e più introspettiva, sempre ferma però
nel mantenere il ranch e i valori. Prosegue quindi la guerra con
tutto ciò che rappresenta il mondo nuovo, l'economia, il capitale.
Soffermandosi però su questo è come se perdesse di vista il resto, i
legami familiari, i suoi figli. Proprio i figli vanno avanti per la loro
strada, che molto spesso non è quella dello Yellowstone. In
Yellowstone 3 si parla ancora di identità, di un posto nel mondo,
di
legami distruttivi tra padri e figli. Personaggi, ambientazioni, trama
si mescolano per creare un mix perfetto, fino al colpo di scena finale.
Prima di tutto però c'è l'animo dei protagonisti, ci sono i loro valori,
gli ideali, le vittorie e i fallimenti. C'è il tempo che passa e il
peso del futuro che rende ogni cosa estremamente fragile. Superato
definitivamente il retrogusto da soap opera delle prime due
stagioni, la serie trova in personaggi robusti e mai banali il vero
punto
di forza. Peccato solo per l'esasperazione di alcuni principi e
concetti che, talvolta, rendono questa serie un po' macchiettistica. In
particolare risulta assurdo questo concetto del marchio sul petto, della
fedeltà al ranch fino alla morte, che in questa terza stagione viene
portato a livelli che superano ampiamente il ridicolo. Si spera inoltre
che alcuni personaggi secondari possano evolvere in modo più
soddisfacente nelle prossime stagioni, perché mostrano qualche crepa.
Nonostante questo, ci troviamo davanti ad una buona terza stagione, una
stagione che, tra una marchiatura a fuoco, un'impiccagione e varie
sparatorie, finisce con il botto, un cliffhanger finale che ci sta e
che lascia carichi per le prossime avventure (non ci sono dubbi: ci
sarà, anzi c'è, anche la quarta stagione) di una serie che, con i
suoi limiti e difetti, ha sicuramente lasciato il suo segno, il suo
marchio a fuoco. Voto: 6,5
Labels:
Cole Hauser,
Gil Birmingham,
Jefferson White,
Kelly Reilly,
Kelsey Chow,
Kevin Costner,
Luke Grimes,
Serie action,
Serie drammatica,
Sky Atlantic,
Taylor Sheridan,
Wes Bentley
lunedì 26 luglio 2021
Yellowstone (2a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/07/2021 Qui - La seconda stagione riparte da dove era terminata la (sorprendente) prima stagione, con John Dutton che deve fare i conti con avversari sempre più ostici e con una situazione familiare ancor più complessa. Proprio il legame tra padri e figli e la possibilità di lasciare ciò che si è creato alla generazione successiva sono i cardini su cui poggiano le 10 nuove puntate. Come riuscire a passare il ranch da una generazione all'altra? Come far crescere i propri figli sapendo di lasciargli sulle spalle il peso enorme di un'eredità così pesante? John Dutton ha resistito al tempo, alla fatica, ai lutti, ma ora sembrano arrivare nuove tempeste all'orizzonte che impongono una resa dei conti finale. Yellowstone 2 si muove lungo quel sottilissimo filo che lega padri e figli, e come nella prima stagione mette in scena amori e rancori, identità diverse e le ardite voglie di fughe impossibili. Perché scappare dal ranch vuol dire anche voltare le spalle alla famiglia, e perché nessuno dei Dutton può costruirsi una vita propria senza mantenere un legame saldo e duraturo con questa terra aspra e selvaggia. Insomma, il Montana di Kevin Costner (sempre alquanto impeccabile) è tanto affascinante quanto rischioso, un luogo in cui il pericolo è dietro l'angolo, vero terreno di scontro tra la modernità che avanza e le tradizioni secolari. Nelle vicende di ogni personaggio si mescolano il passato e il futuro, in un presente che sembra marchiare tutti a fuoco ed in cui nessuno sembra poter andare fino in fondo alle proprie scelte, alle proprie vite. In questo passaggio di generazioni scopriamo lati nascosti di qualche protagonista: i sentimenti di Beth e Rip vengono a galla, persino John piange quando riesce a ritrovare suo nipote, colui che è davvero riuscito a sciogliere il suo cuore. La vita dei cowboy acquista un ruolo di maggior peso, e le ambientazioni fantastiche creano una cornice perfetta per una storia che, come nella prima stagione, inizia a rilento ma poi sterza in maniera decisa e positiva. Yellowstone 2, insomma, scava più nel profondo, mette a nudo le pieghe dell'anima e le sfumature della famiglia Dutton, riesce persino ad emozionare per quello che si era definito come un western dei nostri giorni. Se proprio si deve trovare una pecca, il finale sembra meno curato di tutto il resto e che lascia un senso di incompiutezza e qualche domanda di troppo nello spettatore. Voto: 6,5
Labels:
Cole Hauser,
Danny Huston,
Gil Birmingham,
Kelly Reilly,
Kelsey Chow,
Kevin Costner,
Luke Grimes,
Serie action,
Serie drammatica,
Sky Atlantic,
Taylor Sheridan,
Wes Bentley
martedì 17 novembre 2020
Yellowstone (1a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/11/2020 Qui - Uscita abbastanza in sordina, senza grandi clamori pubblicitari e con giudizi altalenanti della critica, è una delle serie personalmente più sorprendenti degli ultimi mesi. E anche vero che io ho una particolare ammirazione per i lavori sceneggiati e/o diretti da Taylor Sheridan. Ho apprezzato Sicario, Hell or High Water, I segreti di Wind River, Soldado e, ovviamente, Yellowstone. In ogni caso, un viaggio nei paesaggi del Nord Ovest americano, un vero e proprio western contemporaneo che ripropone in chiave attuale il mito della frontiera e della ruralità. Yellowstone è infatti una narrazione, in chiave seriale, della tradizione americana più intima e profonda: uomini a cavallo che proteggono la propria terra, lo scontro tra la natura e la civiltà, un western dei nostri giorni (lo stile, le tematiche, la caratterizzazione dei personaggi creano un bel mix tra passato e presente). Il protagonista è John Dutton (interpretato da un grande Kevin Costner), ricco proprietario del più grande ranch degli Usa, lo Yellowstone appunto. L'intera zona però è diventata obiettivo dei costruttori edili, viene rivendicata al tempo stesso dalla vicina comunità di indiani ed è troppo vicina al Parco Nazionale d'America. L'uomo (rigido ed irreprensibile) si trova così costretto a difendere il suo regno, con ogni mezzo possibile. E dopo i primi screzi, la vicenda inizia a trasformarsi in una vera e propria guerra, che coinvolgerà anche i figli di John. Taylor Sheridan ripropone lo schema narrativo/tematico che gli ha dato tanto successo in questi anni, e fa nuovamente centro. Nello stile di Sheridan viene toccato anche il grande tema della vita di frontiera, della durezza di essa e della natura che la circonda. A proposito di ciò, la natura in Yellowstone è già addomesticata, i cowboy non hanno nuovi spazi da conquistare, ma terreni da difendere. In questa narrazione sono gli indiani che mirano all'espansione, a riprendersi ciò che era loro. La modernità sta letteralmente invadendo la tradizione: gli alberghi inghiottono i ranch (assurdo ma vero). Della prova attoriale di Costner si è già detto ma non va assolutamente dimenticata anche quella di Kelly Reilly come Beth Dutton, problematica figlia di John ma donna dal carattere d'acciaio e che "distrugge persone per lavoro". Nel complesso tutti i personaggi funzionano benissimo, scritti bene e recitati meglio con tutte le sfumature del caso dipendenti dal non essere nessuno di loro un buono o un cattivo semplice. E' difficile schierarsi totalmente con qualcuno tanto quanto è difficile non aver pietà per loro. Bella la fotografia, aiutata parecchio dai paesaggi maestosi e bellissimi. Discreta la colonna sonora ovviamente quasi tutta influenzata dal genere country. Yellowstone quindi, un grande romanzo familiare, spesso e volentieri tragedia classica, ambientato in un contesto, quello della frontiera americana, che lo esalta ancora di più (non ci sono vincitori o vinti, ci sono solo uomini e donne che lottano per la sopravvivenza) decisamente promossa. Voto: 7
Labels:
Cole Hauser,
Danny Huston,
Gil Birmingham,
Kelly Reilly,
Kelsey Chow,
Kevin Costner,
Luke Grimes,
Serie action,
Serie drammatica,
Sky Atlantic,
Taylor Sheridan,
Wes Bentley
Iscriviti a:
Post (Atom)






