Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/08/2022 Qui - Dopo esserci avventurati nelle terre canadesi tra sparatorie, liti familiari e cartelli della droga, la terza ed ultima stagione di Tin Star, torna nel luogo in cui tutto è iniziato, abbandonando quindi le lussureggianti terre delle prime due stagioni per dirottarci a Liverpool in un'atmosfera certamente più movimentata fatta di strade affollate, pub e bei panorami. E stranamente la situazione migliora, abbandonati i vecchi rancori, la serie spinge sull'acceleratore e non risparmia niente e nessuno, ponendo gli spettatori in un nuovo intreccio animato da violenze, storie mai raccontate e fantasmi del passato, col sempre carismatico e spietato Jack Worth (Tim Roth) a fare da guida alla sua piccola famiglia criminale, la moglie Angela (Genevieve O'Reilly) e la figlia Anna (Abigail Lawrie). Muovendosi sullo sfondo di una città che sembra talvolta ignorare i loro atteggiamenti criminali, i protagonisti si lasciano coadiuvare da una colonna sonora che sa come bilanciare i loro stati d'animo e i momenti di tensione e che si rivela una delle note positive di una serie che, dalla prima stagione, non è mai riuscita a convincere pienamente. Non che questa ci riesca (ci sono dettagli che stridono col genere cui fa riferimento Tin Star), ma almeno non troppo delude. Voto: 5,5
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venerdì 26 agosto 2022
Tin Star (3a stagione)
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venerdì 28 giugno 2019
Tin Star (2a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/05/2019 Qui - Si potrebbe semplificare tutto con poche parole, è tornata Tin Star, è tornata la serie targata Sky, tornata con una seconda stagione, ma i problemi sono rimasti gli stessi della precedente stagione, anzi, sono pure di più. Se avete già letto la mia recensione riferita alla prima infatti (se non l'avete fatto la potete leggere qui), vi potreste rendervi conto di quanti e quali difetti ne hanno minato la resa finale, la resa finale di un prodotto che ha continuato anche in questa (inevitabile ma anche "era meglio di no") seconda stagione (ovviamente nuovamente trasmessa su Sky Atlantic il mese scorso e quello prima ancora) a soffrire degli stessi problemi, alcuni di essi addirittura accentuati da un percorso ancor peggiore, ancor più senza senso, banale e a tratti ridicolo. Eppure il finale della prima stagione aveva lasciato (diciamo bene) gli spettatori in sospeso con un cliffhanger di indubbio impatto: Anna che spara in direzione del padre Jim (Tim Roth) dopo che questi, contro la volontà della moglie Angela (più o meno), aveva (giustamente) ucciso sulle montagne innevate canadesi Whitey, di cui la ragazza si era innamorata nonostante il giovane fosse colpevole dell'omicidio del fratellino Petey (e questo fa già capire dell'elevata stupidità della giovane e della serie, che vagava senza un senso). L'episodio era stato il culmine di una serie tv che, dopo la promettente prima puntata di Tin Star in cui venivano introdotti contesto e protagonisti, con il passare del tempo aveva progressivamente perso coerenza e capacità di suscitare interesse ed empatia, tra personaggi delineati in maniera molto superficiale, sviluppi narrativi affrettati, dialoghi spesso retorici e sensazionalistici che conducevano ad interpretazioni sopra le righe. Il tutto condito da un goffo tentativo di fondo di ispirarsi al modello della tragedia greca, che finiva però per sfociare negli assai più modesti canoni della soap opera (di cui sopra, oltre a tanto altro nel mezzo che non vi sto a raccontare). Pur essendo discretamente realizzata dal punto di vista tecnico e avvalendosi del carisma di un Tim Roth che provava in tutti i modi a sopperire con il mestiere a evidenti lacune della sceneggiatura, Tin Star aveva tradito le buone premesse iniziali. Nonostante qualche colpo di scena piazzato al momento giusto, la serie britannica del 2017 si era rivelata una delusione.
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lunedì 3 giugno 2019
Tin Star (1a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 08/11/2017 Qui - Dopo la deludente serie Riviera, che seppur affascinante e gradevole ha deluso le aspettative, perché superficiale e ridondante, Sky Atlantic ci riprova, ma nuovamente non centra il bersaglio grosso. Tin Star infatti, uno dei titoli di punta della produzione televisiva di Sky, nonché il nuovo thriller di Sky UK, andato in onda in Italia sul canale della tivù satellitare dal 12 settembre, non convince quasi per niente. Giacché la serie, creata da Rowan Joffé, figlio del grande Roland (autore anche di una serie sottovalutata ma da me recensita positivamente, ovvero Texas Rising) e che aveva nel nome del suo protagonista l'elemento di maggiore interesse, troppo spesso si perde, troppe volte confonde e troppe volte annoia. Anche perché ad attirare la curiosità iniziale verso questo thriller a puntate dall'atmosfera cupa e violenta è stato sicuramente il nome del protagonista, Tim Roth, che ha fatto però da pifferaio magico attirandoci nella trappola del primo episodio. L'attore è in genere una garanzia sia per la sua bravura indiscussa, sia per la lunga lista di film riusciti in cui ha recitato, ma quando ci si rende conto dell'inganno ormai è troppo tardi. Si sa, quando si inizia una serie, nonostante non ci piaccia, la curiosità di vedere come finisce prende il sopravvento. Ed è stato solo questo a farmi continuare la visione, perché Tin Star purtroppo, nonostante elementi interessanti, dato che essa è un'opera sulla vendetta e sulla brutalità che suscita nel cuore dell'uomo, oltre a rappresentare (parzialmente) la corruzione all'interno di una società petrolifera, non riesce mai ad esprimersi davvero appieno, in ogni puntata infatti, il racconto confusionario e troppo spesso ripetitivo e prevedibile, per colpa di una messa in scena "povera" e ordinaria, ha confermato e incrementato la confusione e l'insensatezza della trama e dei personaggi.
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