martedì 24 maggio 2022

Gomorra (5a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/05/2022 Qui - La fine di un'epoca (felice) per la serialità italiana. Dopo una quarta stagione che senza Marco D'Amore aveva stentato a decollare (anche leggermente statica, divagante e debole), l'ultima (che sin da subito colpisce per cinismo, violenza e che finalmente non si perde in parallelismi ma riduce tutta la questione alla resa dei conti tra Gennaro e Ciro) riporta in auge Gomorra, accompagnata dalle musiche dei Mokadelic rendendo immortali non solo Ciro ma tutti gli altri protagonisti. Nessuno è buono, commettono atti orribili ma quando vengono uccisi quasi dispiace ed è questa la magia di Gomorra. Cupa, coerente e a tratti anche emotivamente coinvolgente (cosa che in passato non sempre era successa). Peccato che verso la fine sia piuttosto intuibile. In ogni caso tutte le puntate procedono dirette fino all'ultima, lasciandosi guardare tutte in un sospiro. Certamente alcune questioni restano aperte, ma gli autori hanno fatto la scelta più saggia, decidendo di terminare il percorso nella maniera più ovvia ed efficace possibile (niente ulteriori colpi di scena, un ultimo colpo di pistola che chiude definitivamente la vicenda). Il comparto tecnico resta di alto di livello, come quello attoriale, ma la regia di D'amore non va oltre il reiterato gioco di sparatorie, metafore al balcone e riunione tra clan. Nonostante i tanti passaggi didascalici, degno finale per un prodotto (italiano) che ha dato tantissimo. Voto: 6,5

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