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mercoledì 19 luglio 2023

Succession (4a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/07/2023 Qui - Sarà che finalmente qualcosa si è mosso, sarà che è stata l'ultima stagione effettiva, ma alla fine la mia sufficienza (troppi tira e molla nelle tre stagioni precedenti) la raggiunge. Jesse Armstrong individua la conclusione più giusta, perché il tema era la successione e questo momento è arrivato, altro non c'è. In Succession 4 infatti, un avvenimento improvviso (ma inevitabile era la morte di Logan Roy) rompe i fragili equilibri e cambia le regole del gioco, che si fa (se possibile) ancor più spietato. Se dopo il micidiale finale toscano della terza stagione, nei primi episodi di Succession 4 un fronte comune sembrava possibile, l'idillio si rompe in un battito di ciglia (o meglio, di cuore). E ora che non è più possibile strappare l'amore del padre, l'unica cosa che sembra poter dare un senso alle esistenze dei protagonisti è ereditare il suo impero. Un impero che persone non serie, ridicole e lunatiche (come tutti i fratelli Roy), non meritavano di possedere. Questa stagione ha difatti dimostrato (come se ce ne fosse poi davvero bisogno ribadire) a tutti gli spettatori quanto nessuno di loro meritasse veramente di maneggiarlo quel potere. In questo senso Succession è stata spesso definita un "trattato sul potere" e questa quarta stagione, una stagione in pieno stile Succession, sia in positivo che negativo (bastano pochi minuti perché tutto cambi di nuovo), non fa certo eccezione. Emblematico il finale, in cui la volontà di Logan viene rispettata: vendere l'azienda perché nessuno dei suoi figli sarebbe mai stato in grado di governarla come lui voleva e desiderava, ci ha provato a scegliere uno di loro ma semplicemente l'avidità di tutti e tre li ha condotti a questa fine. Una fine tragica, o meglio con un finale dove nessuna delle tre fazioni principali vince (almeno apparentemente). Ma sarà stato forse meglio così. Comunque a metà di quest'ultima stagione, la serie appare sempre più simile a una riunione che avrebbe potuto essere evitata con un'email. In ogni caso bene in questo modo, bene che sia finito, ma una serie perfetta non è mai stata, men che meno capolavoro. Voto: 6

venerdì 26 marzo 2021

Big Little Lies (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/03/2021 Qui - La seconda stagione di Big Little Lies lascia il sapore di un lussuoso prolungamento di un arco narrativo già abbondantemente esauritosi. Dopotutto la prima stagione era l'adattamento del romanzo omonimo di Liane Moriarty, questa seconda no. Tuttavia pur avendo più una rotta già tracciata da seguire, David Kelley e il suo team di autori ne trovano una nuova che non snatura i personaggi, ma parte da quanto accaduto per portarne avanti una evoluzione coerente. Un merito che va riconosciuto per quanto il viaggio (reso di suo però già arduo vista la difficoltà a questo giro di costruire la tensione, facilitata precedentemente dal senso di "tragedia annunciata" che pervadeva la prima stagione, ma qui mancante) non sia tuttavia privo di fastidiose turbolenze. Ancora una volta (ma più dell'altra volta), Big Little Lies si aggrappa al suo cast scintillante (ad una corona già ricca di gemme, la serie ha aggiunto in questa seconda stagione un gioiello ancora più splendente: Meryl Streep, alla iconica attrice viene affidato un personaggio difficile da gestire, ma che viene portato in scena con la convincente maestria di cui solo lei è capace) per nascondere dietro quell'arcobaleno di qualità i difetti di una scrittura che a volte inciampa rialzandosi in modo goffo. Tra bambini che sanno troppo e troppo in fretta e una scena conclusiva del season (finale che mette a rischio in maniera contraddittoria tutto quanto ognuna delle cinque amiche ha raggiunto in questa seconda stagione). Alla fine, Big Little Lies viene promossa ancora una volta. Ma la lode stavolta non la prende. La qualità sempre elevatissima della recitazione e di regia e fotografia offuscano sì le pecche di sceneggiatura, però non basta. Il risultato è tuttavia godibile. Voto: 7

martedì 17 novembre 2020

Big Little Lies (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/11/2020 Qui - Nella cornice californiana di Monterey, i destini di tre donne si incontrano. La serie (tratta da un romanzo di Liane Moriarty) inizia con un comunicato stampa della polizia dove si accenna ad un cadavere ritrovato. Le protagoniste sembrano condurre delle vite invidiabili: belle famiglie che vivono in case mozzafiato sull'oceano, ma a mano a mano che gli episodi scorrono riusciamo ad intravedere in ogni nucleo familiare delle problematiche attualissime: difficili rapporti madre figlia, separazioni, tradimenti, giochi di potere ed anche violenza sulle donne. Anche se il tutto è servito su un piatto patinato di vita californiana i dialoghi e le situazioni sono veri, accattivanti, e in alcuni casi scioccanti perché descrivono magistralmente bene i vari aspetti del malessere dei nostri tempi. Infatti, un pregio di questa prima stagione (che ne anticipa una seconda) è nel riuscire a mettere sullo stesso piano tutte le problematiche che si ritrovano ad affrontare le nostre protagoniste. In questo modo lo spettatore riesce a coinvolgersi appieno nella storia empatizzando con i vari personaggi. Con sapienti flashback ed una colonna sonora azzeccatissima, il (bravo) regista (Jean-Marc Vallée, regista anche di Sharp Objects, che porta nella miniserie, divenuta a seguito dello straordinario successo riscontrato da critica e pubblico una serie, la sua inconfondibile impronta, brava la HBO ad affidargli la regia di tutte le puntate) ci accompagna al punto di avere un presagio. Sarà solo nel finale che tutti i pezzi del puzzle si incastreranno facendoci capire la terribile realtà. C'è comunque da dire che l'intera trama è eccessivamente banale e che non tutto è perfetto (nella tecnica quanto nella disamina), ma Big Little Lies - Piccole grandi bugie è senza alcun dubbio una serie di alto livello in grado di trattare temi delicati con molta sensibilità. Inoltre la presenza di un cast d'eccezione (nomi importanti del mondo del cinema come i premi Oscar Reese Witherspoon e Nicole Kidman, ma anche da altri celebri attori quali Shailene WoodleyAlexander SkarsgårdLaura Dern e Zoë Kravitz) è un ulteriore conferma dell'elevata qualità di un progetto (pienamente lo si vedrà poi) riuscito. Voto: 7,5