Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/12/2023 Qui - Anche questa stagione di American Horror Stories si conferma, purtroppo, una grande delusione. I lati negativi sono molti, e probabilmente il più grave è la sceneggiatura quasi mai curata e con gravissimi problemi che diventano sempre più noti nel corso degli episodi (ogni tanto tornano gli attori più ricorrenti come Denis O'Hare o Cody Fern, ma la maggior parte sono attori "nuovi", non del tutto ahimè buoni). Esclusi da questi gravi problemi sono sicuramente i primi due episodi, che hanno una sceneggiatura notevole e un perfetto lato tecnico, accompagnati da delle ottime colonne sonore (anche se il finale "collegato" del primo e la poca originalità del secondo gli fanno perdere punti). Ma per il resto, come detto, questa seconda stagione si mantiene sui livelli di mediocrità (generale) della prima. Purtroppo spesso ci sono finali "brutti", e il peggiore di tutti è l'ultimo episodio del lago, brutto davvero. Voto: 5,5
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sabato 16 dicembre 2023
American Horror Stories (2a stagione)
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mercoledì 19 luglio 2023
Scissione (1a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/07/2023 Qui - Brillante, divertente, geniale: tutto quello che si potrebbe desiderare da una serie sci-fi è in questa serie creata da Dan Ericksen col patrocinio di Ben Stiller (nientemeno), qui regista e produttore esecutivo. Protagonisti e comprimari fanno a gara in bravura (Adam Scott in particolare), mentre la storia si dipana con trovate così originali da far dimenticare qualche possibile buco di trama o complicatezze un poco indigeste. Questa metafora dell'alienazione lavorativa è difatti una delle più originali e angoscianti distopie proposte negli ultimi anni. In generale, sorprendente. E in questo senso assolutamente da non perdere. Se spesso la serialità americana si caratterizza infatti per l'omologazione dei contenuti, "Severance" rappresenta una boccata d'aria fresca per personalità e originalità della storia. Una raggelante e incisiva distopia del mondo lavorativo rappresentato da un impersonale e asettico edificio in cui si muovono impiegati "scissi" tra realtà lavorativa e vita privata. All'estetica appagante si associa la profondità dei contenuti e l'ottima caratterizzazione dei personaggi. L'ottima regia di Ben Stiller (che torna a dirigere Patricia Arquette come accaduto con Escape at Dannemora) e Aoife McArdle riesce efficacemente a sottolineare il continuo senso di oppressione della storia. Peccato solo che nella parte centrale la stagione perdi un po' di smalto, dilungandosi e appiattendo a tratti il racconto. Malgrado ciò, gli ultimi episodi registrano una grande crescita di tensione, insieme alla qualità della trama e alle caratterizzazioni dei vari personaggi, fino a raggiungere il culmine con un finale letteralmente al cardiopalma, che invita lo spettatore ad aspettare con ansia la seconda stagione, che per fortuna ci sarà. Voto: 7,5
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