Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/11/2021 Qui - Nel suo intreccio thriller (abbastanza classico ma non banale), Mare of Easttown (Mare è il nome della protagonista), miniserie ideata da Brad Ingelsby e
diretta da Craig Zobel per HBO e Sky Atlantic (si ricordi del regista statunitense per The Hunt), esplora i territori fangosi della sociofobia in
modo diretto, spietato e senza remore, dipingendo una provincia
americana martoriata dalla paura, dai pregiudizi morali e inasprita
dalla disillusione. Kate Winslet (qui poliziotta che deve risolvere il
caso di una ragazza scomparsa, nonché quello del misterioso assassinio
di un'altra, e al tempo stesso evitare che la sua vita vada in frantumi)
recita con una potenza e al contempo una sottigliezza da annientare
quasi tutto ciò che la circonda, dal cast alla storia stessa. Tutta la
narrazione ruota infatti attorno al suo personaggio, peraltro non privo
degli stereotipi tipici dell'agente di polizia con trauma e insofferente
alla disciplina. La messa in scena è curata e il talento dell'attrice
rende meno gravoso questo sbilanciamento che rende quasi accessorie
tutte le altre figure ma si avvertono forzature e alcuni passaggi
lasciano perplessi, ciò soprattutto nello script. La sceneggiatura
difatti, e paradossalmente, è meglio centrata sulle dinamiche
drammatiche (e familiari) che su quelle investigative, giacché appunto
lascia a desiderare. La risoluzione, ad un occhio più attento, è più
semplicistico di quanto sembri. Però l'ottima prova della Kate Winslet (vincitrice non per caso di un Emmy poche settimane fa) e la
perfetta ambientazione valgono la visione. Voto: 6,5
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martedì 16 novembre 2021
Omicidio a Easttown (Miniserie)
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giovedì 30 maggio 2019
Outcast (2a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/07/2017 Qui - Spesso quando vedo un horror raramente mi spavento, poiché è davvero difficile trovarne uno discretamente spaventoso (a parte i grandi classici), ma avevo cominciato a guardare la prima stagione di Outcast perché mi aveva incuriosito in quanto tratta/trattava di un fumetto che ha tra i suoi autori Robert Kirkman, uno dei creatori e produttore esecutivo di The Walking Dead. Purtroppo però la seconda stagione, terminata il 5 giugno (il 12 giugno in Italia su Fox), nuovamente non convince fino in fondo. Come avevo già precedentemente spiegato nella recensione della prima stagione (qui), per quanto essa avesse presentato degli elementi interessanti, aveva poco entusiasmato, e pochissimo spaventato (a parte il plot iniziale), per cui poco intrattenuto. La prima stagione di Outcast infatti, spesso lenta, a volte un po' sconclusionata, che si era premurata di svelare davvero poco di quelle che inizialmente erano state presentate come delle possessioni demoniache, tanto che neppure il season finale era riuscito a fare chiarezza o ad offrire allo spettatore qualche misera risposta, deluse le mie aspettative, anche se speravo in una seconda migliore. Ora non che non faccia di meglio, anzi, soprattutto nella sua parte centrale con tanta azione e scene impressionanti la seconda stagione qualcosa in più lo da e lo fa, ma anche questa volta la trama (fin dall'inizio debole) non riesce davvero a spiccare il volo tornando a pasticciarsi con fin troppi elementi, chiudendo con un finale confusionario. Giacché il primo episodio di questa stagione, che in ogni caso non ha creato moltissime aspettative, mettendo in mostra esattamente quegli stessi elementi che avevano reso la prima stagione poco incisiva e riportando i personaggi al punto di partenza, senza indicare la direzione che avrebbero potuto percorrere, proprio interessante ed originale non è.
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lunedì 20 maggio 2019
Outcast (1a stagione)
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