Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 20/11/2023 Qui - Non sempre le seconde stagioni sono necessarie, soprattutto quando la prima è stata autoconclusiva. Ma Neil Gaiman riesce a riprendere con naturalezza la storia che aveva portato sul piccolo schermo nel 2019, dando nuovamente prova (dopo The Sandman e in parte dopo American Gods) di essere non solamene uno scrittore di talento, ma anche uno sceneggiatore abile. Anche in questa seconda stagione infatti, la storia di Good Omens (tutt'altro che tranquilla) funziona. Rispetto alla precedente, la trama rallenta un po', tralasciando i momenti d'azione per concentrarsi sul rapporto tra l'angelo e il demone. Ma la comicità british, l'immenso talento dei suoi interpreti e gli effetti speciali rendono Good Omens 2 un prodotto di grande qualità televisiva. Il romanticismo non manca in questa stagione, capace di emozionare anche gli spettatori più infernali. In fondo Good Omens vuole insegnarci che tutti hanno il diritto di provare amore, anche nell'Aldilà. Per concludere, il seguito di Good Omens ha una storia più piccina dell'originale (forse anche più debole), ma la solita ironia e due protagonisti così possono bastare. Una terza stagione la merita e ci meritiamo, promettenti basi sono state gettate, attendiamo fiduciosi. Voto: 7
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lunedì 20 novembre 2023
Good Omens (2a stagione)
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sabato 15 giugno 2019
Strike Back (6a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/05/2018 Qui - Sembrava ormai finita con un finale che chiudeva definitivamente il corso degli eventi con lo scioglimento della squadra e della sezione (e un finale motoristico alla Jack Kerouac in stile Bruce Springsteen), soprattutto con l'abbandono del cast di Sullivan Stapleton e Philip Winchester, che avevano lasciato un po' l'amaro in bocca, visto che erano stati proprio loro e con il loro carisma (e tante altre ottime cose) a far diventare Strike Back la serie di riferimento in ambito action, invece un po' a sorpresa (e dopo quasi 3 anni) e abbastanza stranamente ecco tornare (su Sky Atlantic ad aprile scorso) con la quinta stagione (in verità la sesta, perché come già spiegato in occasione della recensione della quarta stagione, qui, la numerazione è stata stravolta dato che la casa di produzione americana Cinemax non partecipò alla prima, che era esclusivamente britannica) la serie più adrenalinica del piccolo schermo, Strike Back appunto, in una specie di reboot e prequel rinomato Strike Back: Retribution. Questa volta però con un cast completamente diverso e con quattro membri (due soldati e due soldatesse abbastanza gnocche, vedasi alcune scene hot) nuovi di zecca della Sezione 20, l'unità segreta inglese specializzata nell'antiterrorismo. Un cambio che sembrava presagire un risultato per buona parte, nonostante il rispolvero gradito dell'originale e straordinaria sigla iniziale, mediocre. E infatti sembra chiaro subito dopo i primi episodi che il nuovo cast, comprendente Samuel Wyatt (Daniel MacPherson), Gracie Novin (Alin Sumarwata), Thomas "Mac" McAllister (Warren Brown) e Natalie Reynolds (Roxanne McKee), senza dimenticare alcuni comprimari importanti interpretati da Michelle Lukes e Robson Green, non sembra affatto avere la stessa tempra, carisma e agilità del precedente duo.
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