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sabato 22 giugno 2019

Testimone d'accusa (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/11/2018 Qui - Dopo Dieci piccoli indiani, la BBC (che aveva già confermato la realizzazione di 7 drammi tratti dai gialli della Regina del Giallo) continua con gli adattamenti dei gialli di Agatha Christie con la miniserie Testimone d'accusa, miniserie di produzione 2016 diretta da Julian Jarrold (regista famoso in Gran Bretagna perché artefice di importanti adattamenti). Purtroppo però al contrario del precedente, questa trasposizione del celebre omonimo racconto di Agata Christie, non è per niente impeccabile, è stranamente prevedibile e non eccellentemente interpretata, risultando per questo una trasposizione al massimo sufficiente. The Witness for the Prosecution infatti, miniserie da tre puntate poi convertite in un film lungo 120 minuti, un legal thriller come se ne vedono a migliaia, è prolisso, lento e a tratti anche pesante. Perché certo, malgrado questi limiti, è comunque un film, una miniserie degna di nota, innanzitutto per l'ambientazione volutamente lugubre e squallida, per le atmosfere, suggestivamente cupe e fosche e per le interpretazioni comunque in linea con gli standard di una produzione di discreto livello, da Toby Jones ad Andrea Riseborough, da Billy Howle a Kim Cattrall, ma il ritmo lento, con tantissime dissolvenze e tempi morti che seppur funzionali al racconto, spesso spezzano la tensione, proprio non aiuta. In tal senso il confronto con il capolavoro (secondo alcuni) di Billy Wilder (che io però non ho visto) è del tutto improponibile.

lunedì 20 maggio 2019

Wayward Pines (2a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/10/2016 Qui - La prima stagione di Wayward Pines (che potete leggere qui), thriller sci-fi della Fox co-prodotto da M. Night Shyamalan (che rimane ottimo regista) e ispirato alla trilogia di romanzi scritti da Blake Crouch, si era conclusa con tanti dubbi, tanti misteri e tanto era perciò rimasto in sospeso, ora con la seconda stagione firmata da Mark Friedman, finalmente tanti dei misteri rimasti assopiti sono finalmente usciti allo scoperto (non tutti però), ma come nella prima anche in questo caso, non solo non convince appieno ma addirittura finisce nuovamente in modo approssimativo, una conclusione in parte lacunosa per il titubante andamento di questo secondo capitolo che lascia il dubbio che tutte le vicende conclusasi solo pochi giorni fa non sia un finale di stagione o finale di serie. Già una volta Wayward Pines era stata 'cancellata': inizialmente concepita come una miniserie, ha ottenuto una seconda stagione a furore di popolo. Attualmente infatti non è stata ufficializzata la chiusura definitiva, ma nemmeno il ritorno con una terza stagione. Ma ragionando come se un seguito fosse possibile, vediamo, anche grazie al finale aperto, cosa ci ha lasciati e cosa potremmo trovare. Anche se molto ha deluso, soprattutto per il cast, poiché la bellezza e la forza della prima stagione di Wayward Pines, era funzione degli attori. La compagine degli interpreti, secondo me infatti, faceva la serie. Cominciando dal fantastico e sorprendente Matt Dillon, attore che ha raggiunto una stupenda maturità sia esteticamente sia come allure, che qui aveva una congruenza assoluta con il personaggio del racconto. E poi Shannyn Sossamon (la Pandora di Sleepy Hollow e la madre dei fratelli killer in Sinister 2), nel ruolo di sua moglie, quindi Carla Gugino, Toby Jones, Melissa Leo, Hope Davis, Charlie Tahan, Sarah Jeffery. Con un cast del genere, ben miscelato e amalgamato, si poteva perciò andare ovunque e raccontare qualsiasi cosa. Nella seconda non è che questo non succeda, o che i protagonisti non hanno funzionato è che le vicende non hanno più l'aura e misteriosa della prima, dove assistevamo a dei veri e propri sussulti, in questa seconda tutto viene svelato e niente riesce a spaventare, al massimo svegliare dalla noia che nelle 10 puntate pervade, nonostante il tutto fili liscio senza grandi intoppi, senza grandi colpi di scena (a parte uno davvero sconvolgente) e senza battaglie o scontri accesi, neanche contro gli Abbie, esseri ben conosciuti a Wayward Pines, che in questa stagione in procinto di attaccare non fanno niente anche se le scelte fatte, alcune insensate, hanno evitato che accadesse, almeno così si vede.

giovedì 2 maggio 2019

Wayward Pines (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/08/2015 Qui - Ho appena finito di vedere la serie evento dell'anno, ossia Wayward Pines, trasmessa in contemporanea in 126 paesi sparsi nel mondo, con una massiccia promozione partita con oltre un anno di anticipo ed una macchina produttiva capace di includere nel cast un gruppo di attori noti (su tutti svetta Matt Dillon) che hanno aumentato le aspettative sulla trasposizione per il piccolo schermo dei romanzi di Blake Crouch che compongono la trilogia, ispirata a I segreti di Twin Peaks, I Misteri di Wayward Pines, adattati e condensati in dieci episodi da Chad Hodge. Forse proprio l'attesa ha fatto naufragare tutto, la serie non ha convinto tutti, dividendo pubblico e stampa in due fazioni nettamente opposte, accomunate, quasi all'unisono, da un finale frettoloso e sospeso, se si pensa inoltre alla mancanza di continuità narrativa e a certe lacune che lo sorreggono. Buone o cattive notizie (dipende dal gradimento e se l'avete già vista) arrivano da Fox USA, infatti dopo una sola stagione avrebbe deciso di cancellare lo show. La causa è sconosciuta ma probabilmente è dovuto alle troppe aspettative che sono poi mancate nella serie, il finale poi ambiguo ha fatto il resto. Ma prima di arrivare al finale, dovrei almeno fornire un piccolo riassunto. Attenzione però agli spoiler (che io odio, infatti prima di vederla non ho voluto neanche sapere di che trattava, solo il mistero  che circondava la serie bastava per guardarla), descriverò quello che ricordo (anche se è passata una settimana da quando l'ho finita di vedere).