Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 28/10/2019 Qui - In attesa della quinta (ed apparentemente) ultima stagione, ecco la quarta stagione di Ballers, la serie tv ambientata nel mondo del football, dove presenza dominante è sempre Dwayne "The Rock" Johnson, l'attore più pagato al mondo, che qui troviamo sempre più centrato che nei vari film muscolari per adolescenti (e non). Nelle prime tre stagioni (qui, qui e qui) l'azione si svolgeva a Miami, nell'ambiente che ruotava intorno ai Dolphins e alle vicende di Spencer Strasmore, ex campione con ambizioni nel mondo della finanza. Giocatori, procuratori, groupie, giornalisti, gente senza arte né parte che vivono delle briciole della NFL. La forza della serie era (ed è) proprio questa: una notevole credibilità nel raccontare i meccanismi imprenditoriali e mediatici dello sport, con ironia (molti personaggi sono al confine della macchietta, alla fine anche il socio di Strasmore, Rob Corddry) e un certo senso critico. La NFL e soprattutto la NCAA ne escono (soprattutto in questa stagione) a pezzi, un po' monopolisti e un po' maneggioni, o comunque con l'immagine di un circolo di pescecani bianchi che si arricchiscono sulla pelle degli atleti afroamericani, cioè del 75% del personale della NFL. La questione razziale è non a caso un grande asso nella manica di Ballers: sempre latente e a volte manifesta, mette in contrasto soprattutto i neri integrati con quelli che del sistema sfruttano soltanto i soldi ma senza crederci. Tema ben trattato, tranne che nella quarta serie (questa), ambientata per lo più a Los Angeles, piena di pistolotti anti-Trump e in palese malafede, come quando si vuole dimostrare che la base del trumpismo sono le élite (invece è certificato che sono i bianchi di classe media e bassa).
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sabato 23 novembre 2019
Ballers (4a stagione)
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mercoledì 19 giugno 2019
Ballers (3a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/09/2018 Qui - La prima stagione di Ballers, il dramedy sportivo targato HBO, fu una bella sorpresa, la seconda (qui) fu invece una mezza delusione, e la terza? La terza, anche se sembri abbia trovato finalmente l'equilibrio giusto, mi è sembrata comunque un enorme filler. Questa nuova stagione infatti, non dico sia stata insoddisfacente ma letteralmente è troppo volata. Una trama potenzialmente buona (che spreca tuttavia la possibilità di raccontare la trama diversamente) e che lancia la quarta stagione ma guardando puramente a questo capitolo l'ho trovata troppo di passaggio. Anche le tematiche come il desiderio di paternità del protagonista vengono affrontate troppo superficialmente. E quindi non voglio dire che si sia persa però il piccolo passo in avanti non soddisfa del tutto. In ogni caso continuano le avventure di Spencer Strasmore, impegnato ora a cercare di far trasferire una squadra NFL a Las Vegas. Sarà completamente concentrato su questo progetto, tanto da trascurare amici come Ricky, Charles e Vernon. E in tal senso è un peccato che la caratterizzazione del protagonista, vero punto focale della serie, dopotutto è questo un one-man show, e quell'uomo è Dwayne "The Rock" Johnson (l'attore giusto al posto giusto, un po' come lo è stato in Jumanji: Benvenuti nella giungla), non si evolva mai. Il personaggio interpretato dall'ex wrestler è sempre più affamato di successo (e in difficoltà a gestire la sua vita privata), ma, per quanto si rimanga affascinati e coinvolti dal suo carisma, è indubbio che sia rimasto intrappolato nella sua caratterizzazione senza evolversi. Il finale di stagione è l'emblema di questo ciclo continuo, che sembra ogni volta riportarlo al punto d'inizio.
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domenica 9 giugno 2019
Marvel's Inhumans (1a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/01/2018 Qui - Gli Inumani, come razza, sono una delle specie più conosciute dell'universo fumettistico della Marvel. Creati dai due "deus ex machina", Stan Lee e Jack Kirby, gli Inumani erano già stati inseriti nell'MCU, certo, forse non nel migliore dei modi, anche se in Agents of SHIELD (la recensione della 3a stagione qui), gli Inumani hanno occupato una parte fondamentale durante il corso di almeno due stagioni e continueranno probabilmente a fare, e quindi si aspettava con impazienza un serie in grande stile e convincente, tanto che la prima stagione di Marvel's Inhumans venne sbandierata al mondo come la serie, l'evento, più atteso dell'anno. Secondo gli autori infatti, che si aspettavano un risultato positivo, sarebbe dovuto essere così, ma invece si rivela ed è un flop senza scusanti. Niente difatti può giustificare quello che è stato realizzato. Uno show pieno di difetti, una trama risibile, che disperde (banalmente) i protagonisti sulla Terra (che come nel più classico dei romanzi, devono ritrovare loro stessi, crescere e poi ricongiungersi) giusto per riuscire ad arrivare ad otto episodi, dialoghi superficiali, effetti speciali di bassa lega, combattimenti poco ispirati, la caratterizzazione dei personaggi poi è ormonale, piena di sbalzi d'umore, che ce li fa odiare piuttosto che empatizzare con loro. Davvero, la fiera dell'inutile e del già visto. Giacché Marvel's Inhumans, a partire dalla trama, che segue le vicende della Famiglia Reale Inumana, che dopo un (classico) colpo di stato militare (una delle cose più banali mai viste negli ultimi tempi) scappa alle Hawaii per salvare se stessa e il mondo che li circonda, è piatto, scialbo e scontato. Tanto che erano anni che una serie non riusciva ad annoiarmi così tanto, anche perché incredibile è la sensazione di vuoto che lascia negli spettatori. Finisci una puntata e hai la sensazione di non aver visto nulla. Non ti rimane niente. Questo perché Inhumans è un prodotto che, al suo interno, non ha nulla di memorabile.
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