Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 06/09/2018 Qui - La serie antologica americana che racconta la storia di personaggi che, con il loro genio, sono riusciti ad influenzare la storia, è tornata. Dopo aver portato sugli schermi di tutto il mondo la vita di Albert Einstein, ci si sofferma su Picasso, il prescelto per essere trasposto e raccontato tramite il mezzo televisivo. Complice un nome altisonante quale quello di Antonio Banderas, Genius: Picasso si presenta da subito quindi come un prodotto accattivante e intrigante, pronto a trasportare lo spettatore nell'Europa del XX secolo e alla riscoperta del massimo esponente del cubismo. Purtroppo però, complice la burrascosa vita privata dell'artista, molto più burrascosa, egoistica e frivola di Einstein, che giustifica ancor di più il termine "genio e sregolatezza", ho avuto qualche problema durante l'intera serie di puntate ad affezionarmi ad un personaggio moralmente meschino come lui, senza contare poi che, seppur conoscendo poco in generale l'arte, la sua vena artistica surrealista non mi è mai andata a genio, e anche se fresca è l'esperienza vissuta con Loving Vincent, preferisco proprio quest'ultimo, anche perché il quadro con i girasoli a casa mia c'è da trent'anni non è lì così per caso, io infatti l'arte la riconduco ai quadri di Van Gogh e ai grandi maestri di un tempo ben più lontano. E tuttavia non mi sono fatto influenzare troppo da ciò, perché indubbiamente la serie poi così brutta non è, anzi, qualcosa di buono c'è ed è riconducibile alla qualità tecnica di un prodotto che in ogni caso, in 10 puntate, sviscera in modo completo ed esauriente (descrivendone genio artistico e risvolto umano) la vita (dall'infanzia, fino all'età adulta, in un ritratto a tutto tondo dove grandi opere, luci, ombre e amori travolgenti diventano l'essenza stessa della sua lunga parabola esistenziale) del pittore spagnolo, considerato forse l'artista più influente del XX secolo, per la creatività, la quantità e qualità della sua produzione. Ha attraversato le avanguardie e influenzato generazioni di pittori, vissuto una vita romanzesca, al centro di amori e passioni, liti e polemiche. Egli infatti ha vissuto una vita particolarmente intensa, una vita che tuttavia ha lasciato parecchi segni, e non del tutto positivi, almeno umanamente parlando.
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martedì 18 giugno 2019
Genius: Picasso (Miniserie)
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giovedì 30 maggio 2019
Genius: Einstein (Miniserie)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 02/08/2017 Qui - Prodotta da Brian Grazer col contributo di Ron Howard (ancora una volta insieme dopo The Beatles: Eight Days a Week - The Touring Years), a sua volta ideatore del prodotto (è anche tra i produttori esecutivi) e regista parziale della serie, Genius, è la serie antologica di Discovery Channel dedicata alle grandi menti che hanno cambiato per sempre la storia. La prima stagione infatti, composta da 10 episodi, racconta di un personaggio che con il proprio genio ha influenzato la storia, in questo caso appunto Albert Einstein, il famoso fisico tedesco e una delle menti più geniali di tutti i tempi. Andata in onda su National Geographic Channel dall'11 Maggio in Italia e in contemporanea in 171 paesi del mondo, Genius: Einstein, basata e raccontata seguendo la narrazione del libro del 2007 di Walter Isaacson, Einstein: His Life and Universe, descrive difatti la vita di Albert Einstein (interpretato anche dal premio Oscar Geoffrey Rush) dall'ottenimento dell'insegnamento e del dottorato fino alla scoperta e alla pubblicazione della teoria della relatività. 10 episodi per esplorare il turbolento viaggio del fisico che sarebbe diventato un'icona, Einstein appunto, fieramente indipendente, innaturalmente brillante, eternamente curioso, che ha cambiato il nostro modo di vedere l'universo. Ma lui non era soltanto un uomo "difficile" da comprendere nella sua genialità, lo era anche nella sua umanità, il biopic infatti, dai suoi primi fallimenti nel mondo degli accademici, alla sua ricerca emozionante di amore e di connessione umana, dipinge un ritratto del vero Albert Einstein in tutta la sua complessità. Complesso com'è anche questo documentario, un incredibile documentario, un trattato sulle origini, sulle difficoltà e sulle vittorie di Einstein, alle prese con un sistema che non premia la stravaganza.
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mercoledì 29 maggio 2019
Salem (3a stagione)
Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/06/2017 Qui - Lo scorso lunedì 8 maggio è andato in onda su Fox il decimo e ultimo episodio della terza e ultima stagione di Salem (una delle più intriganti e belle serie horror degli ultimi anni), io come sempre in ritardo, ma ciò non mi ha impedito di assistere a un evento raro, ovvero la degna chiusura di una serie, cosa che non capita proprio tutti i giorni. La serie infatti (trasmessa e prodotta dal network americano WNG), come le migliori saghe e come le migliori serie dovrebbero sempre fare, si conclude col terzo capitolo e lo fa tirando le somme di tutti i cicli narrativi iniziati, senza tralasciare nessun personaggio. Una vera fine dunque, che però grazie agli autori B. Braga e A. Simon (che probabilmente sapevano già della sua cancellazione ma volevano comunque concludere il tutto nel modo giusto) non ha deluso le aspettative, giacché la qualità del prodotto non è mai venuta meno e si è conservata intatta fino all'ultimo fotogramma, tanto da poter affermare che, imposta o no, questa conclusione lunga dieci puntate è stata capace di onorare la storia e l'affetto dei fan. Perché fin dalla prima stagione Salem, che si è dimostrata sempre e in ogni caso una serie capace di sorprendere, soprattutto dalla sua metà stagione in poi (dedicandosi giustamente a delle prime puntate che servissero più da semina per il resto della stagione), ha sempre offerto un più che discreto spettacolo orrorifico. A tal proposito la terza stagione si apre con i soliti alti presupposti, con una delle migliori season premiere di questa stagione probabilmente, dove a dominare sono le atmosfere cupe e le affascinanti suggestioni (che fanno di Salem una delle migliori del genere ultimamente, superando di gran lunga serie quali Costantine, AHS, TWD, The Strain e Outcast, soprattutto nella qualità visiva di sangue, mostri e disgustose creature, non tanto nella qualità di scrittura, narrativa o paura, giacché The Exorcist o Ash vs Evil Dead è ben altra cosa di meglio). In ogni caso, anche in questa conclusiva stagione, tutto è sempre più curato nei dettagli, dai costumi alle scenografie, passando per le colonne sonore e la fotografia scurissima.
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lunedì 6 maggio 2019
Salem (2a stagione)
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