Visualizzazione post con etichetta Chandler Riggs. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Chandler Riggs. Mostra tutti i post

sabato 15 giugno 2019

The Walking Dead (8a stagione) [Seconda parte]

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/05/2018 Qui - Esattamente come successo in occasione della prima parte dell'ottava stagione (qui), anche la seconda parte si è chiusa tra l'indifferenza generale, perché ormai The Walking Dead sembra non avere più l'appeal dei tempi che furono. L'attesissimo finale di stagione infatti, attesissimo sia dai fan della prima ora sia da tutti gli spettatori che non ne possono più della serie ma per qualche motivo continuano a guardarla (anche solo per parlarne male), ha alternato, come tutta l'annata, momenti convincenti ad altri in cui si è toccato il ridicolo. Questo season finale dell'ottava stagione, che avrebbe potuto tranquillamente, tramite l'ultima puntata, terminare l'intera serie e che invece sembrerebbe procedere su binari non propriamente interessanti (anche se si intravede un nuovo barlume di speranza, con la possibilità di reinventare la serie e tornare, forse, ai fasti delle prime annate), se sotto certi punti di vista accontenta entrambe le fette di pubblico, mostrando momenti fatti apposta per appassionare quelli che ancora oggi si definiscono fan della serie (in particolare per quanto riguarda i momenti introspettivi e le scene di battaglia), ma anche diverse situazioni che sembrano fatte apposta per far mettere le mani nei capelli a tutti coloro della serie ne hanno piene le scatole, procedendo a singhiozzo e alternando momenti spettacolari e interessanti però a scelte narrative che confermano le debolezze della gestione di Scott M. Gimple, giunta ora al termine, lascia un po' l'amaro in bocca. Tuttavia bisogna ammettere che, dopo una stagione poco convincente, The Walking Dead ci ha sorpresi (nuovamente e in modo certamente meno banale della precedente seppur in modo sicuramente ridicolo) con un finale imprevedibile. Tutti infatti attendevano la battaglia finale, tutti si aspettavano uno spargimento di sangue, una decimazione dei protagonisti e, invece, lo showrunner sceglie una strada praticamente opposta, chiudendo la guerra contro i Salvatori con un atto di pietà nei confronti degli avversari che hanno tormentato le comunità guidate da Rick, per onorare la memoria di Carl (che nel frattempo dopo il cliffhanger della scorsa prima parte di episodi è definitivamente morto) e la sua ultima richiesta. Il problema però non è tanto il fatto che ciò avviene, dopotutto la serie è sempre stata parecchio ottimista (e la speranza finale, l'inaspettata redenzione, ne è la prova), quanto è il modo con cui succede.

domenica 9 giugno 2019

The Walking Dead (8a stagione) [Prima parte]

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/01/2018 Qui - Si è conclusa a metà dicembre scorso, tra l'indifferenza, la prima metà dell'ottava stagione di The Walking Dead che, come al solito ritornerà a febbraio. Ma nell'attesa che ciò avvenga e di vedere come e in che modo si evolveranno le cose, tiriamo le somme di quello che abbiamo visto fino ad ora, ovvero un insieme di episodi poco interessanti e confusionari, una trama che regge su basi deboli ed eventi poco credibili, come sparatorie infinite e piani per niente plausibili, in altre parole ci troviamo di fronte a un prodotto che perde colpi. Colpa soprattutto di un percorso narrativo che non va nessuna parte, dato che l'evolversi della guerra infinita fra il gruppo di sopravvissuti di Rick e gli spietati Salvatori guidati dall'eccentrico Negan, finisce (a parte un fatto importante) come inizia. Un inizio balbettante, zoppicante, moscio, insoddisfacente, in mezzo niente di interessante e già visto, anche se non sono mancati episodi più riusciti (che però, a conti fatti, vengono sommersi dagli altri decisamente fiacchi e poco ispirati), e un finale (dove le situazioni non cambiano), seppur indiscutibilmente un bel finale, non del tutto soddisfacente, dato che, al contrario della maggior parte dei finali degni del nome, questo finale non cancella le grosse pecche dell'ultima puntata e della mid-season stessa che, solo in parte risolleva le sorti dello show. Uno show in cui i Salvatori per otto puntate rimangono chiusi nel loro covo e il gruppo di Andrew Lincoln in arte Rick Grimes "costantemente" all'assedio del covo per portarli alla fame, solo che poiché tutta la questione viene rappresentata a casaccio, esso porta la guerra al punto di partenza. Il finale di midseason, quindi, arriva dove era fisiologico arrivasse, a niente. Perché anche se l'episodio finale verte sul portare a compimento diverse storyline parallele sviluppate negli ultimi episodi, con lo scopo di arrivare al tanto desiderato scontro, e anche se in realtà la puntata riserva un colpo di scena scioccante, esso si chiude senza spostare più di tanto gli equilibri. Giacché Rick e Negan si affrontano, Salvatori e alleati tornano a "smitragliarsi" e la posta in gioco torna in palio. Purtroppo, Carl a parte (sì, il colpo di scena riguarda lui), niente di sorprendente.

lunedì 27 maggio 2019

The Walking Dead (7a stagione) [Seconda parte]

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/04/2017 Qui - Dopo un'attesa non propriamente estenuante e una prima abbastanza inconcludente (qui), ho finalmente completato, seppur in leggero ritardo come sempre mi capita, la settima stagione (con le restanti otto puntate) di The Walking Dead, la serie campione d'ascolti, che ancora una volta mi lascia leggermente perplesso ed annoiato. Questo nonostante mi è sempre piaciuta, e continua a farlo, soprattutto dopo l'introduzione di un villain di tutto rispetto come Negan, ma non solo la settima stagione conferma ed accentua le debolezze generali della stagione e della serie, ormai in discesa (sia negli ascolti che nei risultati), ma sfrutta in modo abbastanza maldestro proprio il potenziale legato all'esordio vero e proprio di Negan, che mi aveva sì dato un gran gusto, ma dopo un po' ha davvero stancato, dato che questa seconda parte mi ha abbastanza annoiato ed indispettito. Soprattutto l'estenuante procedura di preparazione, l'introduzione di altri personaggi e altri gruppi, è quello che ho trovato in generale piuttosto irritanti. In più tempi inutilmente dilatati e poca azione zombie davvero memorabile attraversano un ciclo di episodi che ha comunque il pregio di porre le basi, sulla carta, per un nuovo corso narrativo, diverso da quanto visto finora, ma l'incipit alla guerra lanciato a fine stagione non sembra tanto allettante, soprattutto se sarà solo quello l'unico focus dell'ottava stagione. Anche se a dire il vero è quello che aspettavo, però riuscirà a mantenere una promessa simile senza "diluire" troppo? Si vedrà, intanto vediamo cosa è successo nella seconda parte della settima stagione che si concentra soprattutto nell'ultima puntata, dato che nelle restanti 7 praticamente non succede niente di davvero interessante se non come detto l'estenuante procedura di preparazione alla guerra, che finalmente viene dichiarata apertamente.

venerdì 24 maggio 2019

The Walking Dead (7a stagione) [Prima parte]

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/02/2017 Qui - In attesa di vedere cosa, come e soprattutto se i nostri eroi riusciranno nel tentativo di vendicarsi dall'assalto morale e mortale di Negan, il nuovo villain (che presumibilmente farà la stessa fine degli altri, almeno me lo auguro, anche se non sarebbe male se finisse tutto con lui), che vedremo a partire da lunedì 13 febbraio, facciamo un passo indietro e tiriamo le somme della mid-season finale e dell'intera prima parte della settima stagione di The Walking Dead, sarà stata promossa, bocciata o rimandata? Ma prima di sapere, facciamo un altro grande passo indietro per scoprire qualcosa in più di quello che già avevo detto all'epoca del mio post sulla seconda parte della sesta stagione (qui). Innanzitutto sappiamo tutti come si è conclusa la scorsa stagione, con quel poco gradito cliffhanger in soggettiva con la cinepresa che diventava rossa di sangue e ciao ciao tanti saluti al prossimo anno, sappiamo anche per colpa della FOX, che involontariamente o volontariamente chissà, ha spoilerato un po' tutto sulla prima, questa parte, della settima stagione (soprattutto per chi come me non ha visto in contemporanea la serie, ma solo dopo tutte le 8 puntate, e la cosa ovviamente mi ha infastidito parecchio), dove vediamo chi è, anzi, chi sono i due che sono finiti nelle 'grazie' di Lucille, la nostra nuova beniamina. Comunque nel corso della seconda parte della sesta stagione si era avuta la sensazione che ciò che interessava davvero a questa serie fosse diventato sorprendere gli spettatori, prenderli in giro, che l'obiettivo fosse spiazzarli di continuo e non di raccontare una storia (basandosi totalmente su l'unica caratteristica, la morte) nonostante appunto qualcosa era cambiato, anche se in modo leggermente forzato. Insomma la produzione, probabilmente, aveva perso un po' la strada maestra, eppure, ripartendo col piede giusto per la settima stagione, che si preannunciava molto più movimentata rispetto a quelle passate, si poteva ancora tentare di raddrizzare il tiro, se il gran ritorno della serie fosse stato gestito bene. Non gestire bene il gran ritorno della serie avrebbe significato realizzare un intero episodio su Negan che trolla Rick e tortura i suoi amici a bastonate, non gestire bene il gran ritorno della serie avrebbe voluto dire rivelare chi Negan avesse effettivamente ucciso a 15-20 minuti dall'inizio dell'episodio, attraverso vari flashback, e invece è proprio quello che hanno fatto.

lunedì 13 maggio 2019

The Walking Dead (6a stagione) [Seconda parte]

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/04/2016 Qui - Neanche dieci giorni fa si è conclusa la sesta stagione di The Walking Dead, con la seconda parte delle 16 puntate totali. Otto puntate che sebbene hanno rivitalizzato la serie, ci hanno lasciati con più domande che risposte. Le sorprese e le novità non sono mancate, come quella dell'ultima puntata, sedicesimo episodio, L'ultimo giorno sulla Terra, che ha introdotto il tanto atteso villain Negan, il cattivissimo personaggio dei fumetti, leader del gruppo dei Salvatori, la cui presenza aleggiava da tempo come una spada di Damocle sopra le teste dei nostri protagonisti. Di questo e di altro ne avevo parlato già nella prima parte, qui. Una puntata finale dalla durata di 63 minuti, circa 20 minuti in più rispetto a un episodio normale, che ci ha regalato un finale di stagione al cardiopalma, ansioso, una bomba ad orologeria pronta ad esplodere, ma deludente. Eh sì perché solo negli ultimi venti minuti (tutto il pathos che è venuto a mancare nei precedenti quaranta minuti), dopo mesi in cui gli autori si sono vantati, con tanto di annuncio in pompa magna, assistiamo all'introduzione finalmente attiva di Negan (trionfale e ad effetto, come forse mai era capitato prima d'ora) nella trama principale. Tante e diverse perplessità riguardanti gran parte del minutaggio che precede questo nuovo ingresso, quasi tutte le 8 puntate, praticamente in zona Cesarini, e proprio come un gol, ha salvato il risultato. La serie ricomincia da dove si era fermata, con Rick che scorta il gruppetto, inzuppati di zombie, verso la libertà, mentre tutti gli altri intrappolati e chiusi in casa. Proprio il nono episodio è stato quello più interessante, forse il momento più alto della stagione, quello in cui siamo costretti a dare l'estremo saluto a Jessie e i suoi due figli. La coralità estrema, insieme alla solidarietà contagiosa che si estende di porta in porta spingendo tutti gli abitanti di Alexandria a scendere in strada e a combattere insieme per la propria vita (ma anche e soprattutto per la salvaguardia della propria comunità) apre un nuovo capitolo che forse sarebbe stato più interessante da sviluppare, rispetto allo spazio dato a vicende come la ricerca di Deanna, l'innamoramento di Abraham o la morte di Denise. L'arrivo di Negan viene comunque gestito in un crescendo che riesce a montare un'aspettativa affatto deludente quando infine il capo dei Salvatori irrompe sulla scena insieme alla sua Lucille. Il carisma di Jesus, apparso fin troppo poco, non si riesce a bissare, ma la costruzione ansiogena della scena e la buona interpretazione di Jeffrey Dean Morgan ci fanno ben digerire il lungo monologo con il quale il presunto villain si presenta (presunto perché Negan non ha fatto altro che difendersi da un attacco crudele ed assassino del gruppo di Rick, che per la prima volta sembrano essere dalla parte dei cattivi).

mercoledì 8 maggio 2019

The Walking Dead (6a stagione) [Prima parte]

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 17/01/2016 Qui - Continua il viaggio dei superstiti, ad una apocalisse zombie, nella prima parte della sesta stagione di una delle serie tv più viste negli ultimi anni, The Walking Dead. I nostri 'eroi' ritornano ad affrontare i loro mostri interiori ma soprattutto esteriori ed esterni, quegli esseri, sempre più brutti, cattivi e sofisticati, che stanno uccidendo il mondo. Come se non bastassero gli zombie anche le persone, pazze e deviate (come in altre stagioni già viste) sono un ostacolo, e non da poco, da sconfiggere. Gente che non capisce che facendo in questo modo, aiuta i mostri a vincere e non il contrario. Ovviamente l'iter della serie non cambia anche in questa sesta ma non ultima stagione, lottare per sopravvivere a tutto e tutti, ma come sempre non tutto è bianco e nero, il grigiume è ovunque e dilagante. Il problema principale della serie però rimane, uno scopo preciso non c'è, i superstiti vanno a briglie sciolte. senza una meta, senza un qualcosa che riesca a movimentare la serie, è da sei stagioni che girano in tondo intorno ad Atlanta, ci vorrebbe un colpo di scena importante, non dei personaggi, ma della storia, altrimenti la monotonia prenderà il sopravvento. Da recenti notizie sembra che qualcosa di ciò potrebbe accadere. Ma veniamo a queste ultime puntate. Puntate che svelano un po' di più sui personaggi, soprattutto Morgan, vediamo infatti come è arrivato ad Alexandria e cosa ha passato per non uscire pazzo. La pazzia che ne deriverà quando certi personaggi (i Wolves) entreranno ad Alexandria. Ma chi sono questi Wolves veramente? i soliti sfigati che credono di ammazzare Rick e il suo gruppo, non succederà mai temo. Gli unici che potrebbero sono gli zombie, ma credo sia ancora più difficile. Tornando a Morgan, nonostante abbia visto nel suo viaggio tante brutte cose, non ha ancora capito come va il mondo, come cercare di far cambiare atteggiamento a uno di quei sfigati, serva veramente a qualcosa. Infatti appena l'avrà l'occasione scapperà dalla prigione. Speriamo che gli sia stata da lezione, ma secondo me ha forse definitivamente perso come la testa, come tanti del gruppo, non ha capito niente di quello che gli è stato insegnato. Secondo il suo 'mentore' non deve uccidere le persone, si, ma quelli sono animali, per fortuna però gli zombie li uccide. Ad ogni stagione qualcuno muore, a chi toccherà in questa? in un recente sondaggio tra me e me, ho risposto: tutti, così finisce. A parte gli scherzi, già in questa prima parte, qualcuno muore, qualcuno si salva per un pelo, qualcuno perde la testa e qualcuno continua a rompere le scatole.