Visualizzazione post con etichetta Jeffrey Dean Morgan. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Jeffrey Dean Morgan. Mostra tutti i post

venerdì 24 marzo 2023

The Walking Dead (11a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 24/03/2023 Qui - Vedendo l'ultima puntata purtroppo si respira un sentimento generale di insoddisfazione verso quella che per molti è stata un'occasione mancata mentre per altri è stata una serie importante che si è però profondamente persa nel tempo, facendo cadere anche l'interesse dei suoi spettatori. La ripetitività della trama è stato il problema principale che ha penalizzato TWD (già dalla quarta stagione in poi, con uno schema che si è ripetuto fin troppe volte), e in questo senso quest'ultima stagione nel complesso non riesce a superare i limiti che sono maturati nello show sin da prima della dipartita di Rick Grimes. Un cast che si è fatto sempre più corposo ma altrettanto difficile da gestire e da rendere interessante in egual modo, una narrazione anti-climatica che non ci fa percepire l'importanza dell'epilogo e dei villain non all'altezza sono tutti gli elementi che tengono TWD 11 al palo. Il finale, poi, dall'ordinarietà della risoluzione, rivela ben presto la sua natura transitoria per l'intero universo espanso dei non morti. Una stagione conclusiva che ha una sua coerenza interna anche nell'epilogo, ma che non coglie l'occasione per migliorare e avvicinarsi, per lo meno, ai fasti del passato, per regalarci una conclusione davvero degna di The Walking Dead. Però, ci mancherà comunque, un po' per piacere, un po' per tradizione (non eravamo più amici come un tempo, ma è un fatto che per tanti anni ha fatto appassionare come poche altre serie), nonostante un'ultima stagione deludente e non all'altezza delle precedenti due, comunque in ripresa. Voto: 6

lunedì 13 luglio 2020

The Walking Dead (10a stagione) [Seconda parte]

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/07/2020 Qui - Paradossale come cosa, ma anche TWD soccombe alla pandemia (quella vera), e in seguito alle disposizioni governative (mondiali), farà attendere fino a data da destinarsi (si dice comunque che entro fine anno ciò accadrà) il pubblico per scoprire che ne sarà dei protagonisti. Sì perché la serie si ferma ad una puntata dal traguardo della decima stagione, e "regala" agli spettatori un finale transitorio (con una puntata, la 15, che sfortunatamente questo è). Non il massimo insomma, anche perché tutto ciò arriva dopo una seconda parte di stagione non propriamente esaltante (ci si aggiunga poi il fatto che le ultime quattro puntate vengano, per il pubblico italiano, interamente sottotitolate), e dopo una stagione (nel suo complesso) che ha soltanto accennato un miglioramento senza mai concretizzarlo realmente. In primis, siamo sempre lì, si ripropongono difatti le medesime dinamiche narrative ed alla fine, nonostante un cambio di "padrone", tutto è come prima, battaglia doveva essere e sicuramente sarà quando si riprenderà (sperando che un vincitore ci sarà definitivamente tra Sussurratori e Tutti i nostri). In secundis, si continua a "chiacchierare" troppo e ad approfondire inutilmente i personaggi (non bastasse una certa prevedibilità di fondo). Dalla prima parte (qui) poco è quindi cambiato, ed a parte qualche grandioso colpo di scena (essenzialmente due, il migliore è nella mazza, ops mani, del Negan di Jeffrey Dean Morgan, l'altro riguarda Rick, uno grosso comunque potrebbe presumibilmente ancora arrivare) ed una new entry parecchio interessante (che da brio ma che tuttavia poco c'entra), niente succede, niente migliora. E quando qualcosa finalmente stava per succedere, il blocco che non ti aspetti, e si arriva così al momentaneo season finale della decima stagione di TWD, che come detto, lascia a desiderare, perciò non facile esprimere un giudizio, ma certamente impensabile optare per una sufficienza. Per questa volta schiaffetto e rimandato a Settembre. Si spera. Voto: 5,5

giovedì 27 febbraio 2020

The Walking Dead (10a stagione) [Prima parte]

Paese: USA
Anno: 2010 - in produzione
Genere: Horror, Drammatico, Azione
Episodi: 8 (di 16)
Durata: 45 minuti (episodio)
Ideatore: Robert Kirkman (fumetto), Frank Darabont
Cast: Norman Reedus, Melissa McBride, Danai Gurira, Cailey Fleming
Josh McDermitt, Jeffrey Dean Morgan, Samantha Morton
Rete Originale: AMC
Rete Italiana: Fox

sabato 29 giugno 2019

The Walking Dead (9a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/06/2019 Qui
Tema e genere: Continua il viaggio dei superstiti all'apocalisse zombie nella serie tv survival horror più longeva di sempre.
Trama: Dopo lo scontro "definitivo" all'apparenza, che ha comunque risolto alcune divergenze e dato la possibilità a tutti (quasi tutti) di ricominciare e progredire, le difficoltà nella nuova società non mancano. E se la prima volta il nuovo inizio sopperisce alle problematiche della conciliazione in modo spiazzante, la seconda, spiazzante è l'arrivo di uno spietato avversario, che metterà a durissima prova gli sforzi fatti. E non sarà l'unico problema.
Recensione: Personalmente una sorpresa, credevo peggio, e invece nel complesso è stata una buona stagione, la nona, di The Walking Dead. Non "eccezionale", neanche "ottima", ma buona sì, e per arrivare a questo risultato sono bastati alcuni accorgimenti e alcune iniezioni di minima creatività, che hanno consentito di uscire da strutture e dinamiche che ormai mostravano da tempo un certo affaticamento. Dopotutto dopo nove stagioni, nessuna serie televisiva poteva rimanere integra del tutto, poteva sedersi beatamente, qualcosa doveva cambiare, è cambiato, anche se non tutto è andato per il meglio, ma sarebbe ingrato non riconoscere a questa stagione di aver lanciato dei confortati segnali di risveglio. E questo nonostante la testarda presenze dei soliti punti dolenti. In questa stagione infatti, nei sedici episodi, i protagonisti affrontano molte traversie, simili ma diverse, tra la perdita di numerosi personaggi importanti e tante tragedie. Questo soprattutto nella seconda parte, la serie difatti vede nuovamente una suddivisione in due tronconi, più accentuata però, diversa l'una e l'altra sia per accumulo della tensione drammatica, sia per un discorso legato a un rinnovamento dei contenuti. Seconda parte che paradossalmente vede uno dei periodi più stanziali e sereni di sempre. Un salto temporale di sei anni infatti, ci (re)introduce in un mondo profondamente cambiato, un mondo che è andato avanti, portando con sé vecchie ruggini tenute nascoste (che vede la "scomparsa" di due protagonisti centrali), ma che vedrà sorgere soprattutto una nuova temibile minaccia, minaccia che è probabilmente la migliore mai vista nella serie, i Whisperers (i Sussurratori), sorta di anello mancante fra umani e zombie, che riescono a sommare le peggiori caratteristiche dei due. Alpha (interpretata benissimo da Samantha Morton), a capo di questo folle ed inquietante gruppo (che riesce nell'impresa di ridare senso e spessore alla presenza degli zombie, ormai non più minacciosi da anni, il disorientamento provato davanti a un errante, di cui adesso va interpretata la vera natura in pochi istanti, è infatti una svolta inaspettata quanto necessaria), è un'ottima villain, perché è la prima della serie che ha un'intelligenza tattica, ma con cui al contempo è impossibile ragionare. Tanto che molto scompiglio produce e produrrà, le cose sembrerebbero infatti poter ulteriormente peggiorare in futuro, probabilmente lo faranno, e si ha una discreta voglia di vedere come e cosa accadrà. Comunque al di là di ciò, da segnalare soprattutto c'è un elemento in tutto questo, in questa stagione e in questa seconda parte, ovvero la scomparsa di uno dei personaggi storici della serie, se non il più importante: Rick Grimes. Come noto (almeno dagli addetti e fan), Rick, interpretato dal bravissimo Andrew Lincoln, ha lasciato la serie in maniera molto originale, ma decisamente furba, furbescamente in attesa dei film. Una mossa interessante ma la sua mancanza è intensa e percepibile, inoltre non sapere cosa gli è successo infastidisce. A tal proposito di note dolenti ce ne sarebbero più d'una, non ultimo il fatto che su sedici episodi stagionali se ne contano forse 3-4 realmente memorabili, e sono un po' pochini. Non bastasse che restino e sono troppe le sequenze dedicate a tanti, troppi personaggi senza carisma e profondità, incapaci di accaparrarsi il nostro interesse e la nostra empatia.

sabato 15 giugno 2019

The Walking Dead (8a stagione) [Seconda parte]

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 29/05/2018 Qui - Esattamente come successo in occasione della prima parte dell'ottava stagione (qui), anche la seconda parte si è chiusa tra l'indifferenza generale, perché ormai The Walking Dead sembra non avere più l'appeal dei tempi che furono. L'attesissimo finale di stagione infatti, attesissimo sia dai fan della prima ora sia da tutti gli spettatori che non ne possono più della serie ma per qualche motivo continuano a guardarla (anche solo per parlarne male), ha alternato, come tutta l'annata, momenti convincenti ad altri in cui si è toccato il ridicolo. Questo season finale dell'ottava stagione, che avrebbe potuto tranquillamente, tramite l'ultima puntata, terminare l'intera serie e che invece sembrerebbe procedere su binari non propriamente interessanti (anche se si intravede un nuovo barlume di speranza, con la possibilità di reinventare la serie e tornare, forse, ai fasti delle prime annate), se sotto certi punti di vista accontenta entrambe le fette di pubblico, mostrando momenti fatti apposta per appassionare quelli che ancora oggi si definiscono fan della serie (in particolare per quanto riguarda i momenti introspettivi e le scene di battaglia), ma anche diverse situazioni che sembrano fatte apposta per far mettere le mani nei capelli a tutti coloro della serie ne hanno piene le scatole, procedendo a singhiozzo e alternando momenti spettacolari e interessanti però a scelte narrative che confermano le debolezze della gestione di Scott M. Gimple, giunta ora al termine, lascia un po' l'amaro in bocca. Tuttavia bisogna ammettere che, dopo una stagione poco convincente, The Walking Dead ci ha sorpresi (nuovamente e in modo certamente meno banale della precedente seppur in modo sicuramente ridicolo) con un finale imprevedibile. Tutti infatti attendevano la battaglia finale, tutti si aspettavano uno spargimento di sangue, una decimazione dei protagonisti e, invece, lo showrunner sceglie una strada praticamente opposta, chiudendo la guerra contro i Salvatori con un atto di pietà nei confronti degli avversari che hanno tormentato le comunità guidate da Rick, per onorare la memoria di Carl (che nel frattempo dopo il cliffhanger della scorsa prima parte di episodi è definitivamente morto) e la sua ultima richiesta. Il problema però non è tanto il fatto che ciò avviene, dopotutto la serie è sempre stata parecchio ottimista (e la speranza finale, l'inaspettata redenzione, ne è la prova), quanto è il modo con cui succede.

domenica 9 giugno 2019

The Walking Dead (8a stagione) [Prima parte]

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 25/01/2018 Qui - Si è conclusa a metà dicembre scorso, tra l'indifferenza, la prima metà dell'ottava stagione di The Walking Dead che, come al solito ritornerà a febbraio. Ma nell'attesa che ciò avvenga e di vedere come e in che modo si evolveranno le cose, tiriamo le somme di quello che abbiamo visto fino ad ora, ovvero un insieme di episodi poco interessanti e confusionari, una trama che regge su basi deboli ed eventi poco credibili, come sparatorie infinite e piani per niente plausibili, in altre parole ci troviamo di fronte a un prodotto che perde colpi. Colpa soprattutto di un percorso narrativo che non va nessuna parte, dato che l'evolversi della guerra infinita fra il gruppo di sopravvissuti di Rick e gli spietati Salvatori guidati dall'eccentrico Negan, finisce (a parte un fatto importante) come inizia. Un inizio balbettante, zoppicante, moscio, insoddisfacente, in mezzo niente di interessante e già visto, anche se non sono mancati episodi più riusciti (che però, a conti fatti, vengono sommersi dagli altri decisamente fiacchi e poco ispirati), e un finale (dove le situazioni non cambiano), seppur indiscutibilmente un bel finale, non del tutto soddisfacente, dato che, al contrario della maggior parte dei finali degni del nome, questo finale non cancella le grosse pecche dell'ultima puntata e della mid-season stessa che, solo in parte risolleva le sorti dello show. Uno show in cui i Salvatori per otto puntate rimangono chiusi nel loro covo e il gruppo di Andrew Lincoln in arte Rick Grimes "costantemente" all'assedio del covo per portarli alla fame, solo che poiché tutta la questione viene rappresentata a casaccio, esso porta la guerra al punto di partenza. Il finale di midseason, quindi, arriva dove era fisiologico arrivasse, a niente. Perché anche se l'episodio finale verte sul portare a compimento diverse storyline parallele sviluppate negli ultimi episodi, con lo scopo di arrivare al tanto desiderato scontro, e anche se in realtà la puntata riserva un colpo di scena scioccante, esso si chiude senza spostare più di tanto gli equilibri. Giacché Rick e Negan si affrontano, Salvatori e alleati tornano a "smitragliarsi" e la posta in gioco torna in palio. Purtroppo, Carl a parte (sì, il colpo di scena riguarda lui), niente di sorprendente.

lunedì 27 maggio 2019

The Walking Dead (7a stagione) [Seconda parte]

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 27/04/2017 Qui - Dopo un'attesa non propriamente estenuante e una prima abbastanza inconcludente (qui), ho finalmente completato, seppur in leggero ritardo come sempre mi capita, la settima stagione (con le restanti otto puntate) di The Walking Dead, la serie campione d'ascolti, che ancora una volta mi lascia leggermente perplesso ed annoiato. Questo nonostante mi è sempre piaciuta, e continua a farlo, soprattutto dopo l'introduzione di un villain di tutto rispetto come Negan, ma non solo la settima stagione conferma ed accentua le debolezze generali della stagione e della serie, ormai in discesa (sia negli ascolti che nei risultati), ma sfrutta in modo abbastanza maldestro proprio il potenziale legato all'esordio vero e proprio di Negan, che mi aveva sì dato un gran gusto, ma dopo un po' ha davvero stancato, dato che questa seconda parte mi ha abbastanza annoiato ed indispettito. Soprattutto l'estenuante procedura di preparazione, l'introduzione di altri personaggi e altri gruppi, è quello che ho trovato in generale piuttosto irritanti. In più tempi inutilmente dilatati e poca azione zombie davvero memorabile attraversano un ciclo di episodi che ha comunque il pregio di porre le basi, sulla carta, per un nuovo corso narrativo, diverso da quanto visto finora, ma l'incipit alla guerra lanciato a fine stagione non sembra tanto allettante, soprattutto se sarà solo quello l'unico focus dell'ottava stagione. Anche se a dire il vero è quello che aspettavo, però riuscirà a mantenere una promessa simile senza "diluire" troppo? Si vedrà, intanto vediamo cosa è successo nella seconda parte della settima stagione che si concentra soprattutto nell'ultima puntata, dato che nelle restanti 7 praticamente non succede niente di davvero interessante se non come detto l'estenuante procedura di preparazione alla guerra, che finalmente viene dichiarata apertamente.

venerdì 24 maggio 2019

The Walking Dead (7a stagione) [Prima parte]

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 09/02/2017 Qui - In attesa di vedere cosa, come e soprattutto se i nostri eroi riusciranno nel tentativo di vendicarsi dall'assalto morale e mortale di Negan, il nuovo villain (che presumibilmente farà la stessa fine degli altri, almeno me lo auguro, anche se non sarebbe male se finisse tutto con lui), che vedremo a partire da lunedì 13 febbraio, facciamo un passo indietro e tiriamo le somme della mid-season finale e dell'intera prima parte della settima stagione di The Walking Dead, sarà stata promossa, bocciata o rimandata? Ma prima di sapere, facciamo un altro grande passo indietro per scoprire qualcosa in più di quello che già avevo detto all'epoca del mio post sulla seconda parte della sesta stagione (qui). Innanzitutto sappiamo tutti come si è conclusa la scorsa stagione, con quel poco gradito cliffhanger in soggettiva con la cinepresa che diventava rossa di sangue e ciao ciao tanti saluti al prossimo anno, sappiamo anche per colpa della FOX, che involontariamente o volontariamente chissà, ha spoilerato un po' tutto sulla prima, questa parte, della settima stagione (soprattutto per chi come me non ha visto in contemporanea la serie, ma solo dopo tutte le 8 puntate, e la cosa ovviamente mi ha infastidito parecchio), dove vediamo chi è, anzi, chi sono i due che sono finiti nelle 'grazie' di Lucille, la nostra nuova beniamina. Comunque nel corso della seconda parte della sesta stagione si era avuta la sensazione che ciò che interessava davvero a questa serie fosse diventato sorprendere gli spettatori, prenderli in giro, che l'obiettivo fosse spiazzarli di continuo e non di raccontare una storia (basandosi totalmente su l'unica caratteristica, la morte) nonostante appunto qualcosa era cambiato, anche se in modo leggermente forzato. Insomma la produzione, probabilmente, aveva perso un po' la strada maestra, eppure, ripartendo col piede giusto per la settima stagione, che si preannunciava molto più movimentata rispetto a quelle passate, si poteva ancora tentare di raddrizzare il tiro, se il gran ritorno della serie fosse stato gestito bene. Non gestire bene il gran ritorno della serie avrebbe significato realizzare un intero episodio su Negan che trolla Rick e tortura i suoi amici a bastonate, non gestire bene il gran ritorno della serie avrebbe voluto dire rivelare chi Negan avesse effettivamente ucciso a 15-20 minuti dall'inizio dell'episodio, attraverso vari flashback, e invece è proprio quello che hanno fatto.

sabato 4 maggio 2019

Texas Rising (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 22/10/2015 Qui - Texas Rising è una miniserie televisiva andata in onda dal 14 settembre al 12 ottobre 2015 su Sky Atlantic. In collaborazione con History Channel, che ha già prodotto grandi messe in scena di alto livello, si avvale dei servigi del pluricandidato all'oscar Roland JofféTexas Rising è ambientata durante la Guerra di Indipendenza del Texas (1835-1836). La serie prende il via da uno dei momenti cruciali di quella guerra: la famosa Battaglia di Alamo. Come è sempre più consuetudine, attori e divi del grande schermo si danno alla tv. Il cast di Texas Rising è stellare, tra cui include Ray Liotta, Bill Paxton, Brendan Fraser, Cynthia Addai-Robinson e Jeffrey Dean Morgan. Al centro del racconto il generale Sam Houston (Paxton), con lui il ranger Billy Anderson (Fraser), il rivoluzionario texano Deaf Smith (Morgan), il generale Antonio Lopez (Martinez), capo dell'esercito messicano, Tom Mitchell (Liotta), un sopravvissuto al massacro di Alamo che diventa uno spietato assassino di soldati messicani e tanti altri. La miniserie rispolvera il cinemascope, formato cinematografico estremamente largo usato poco e niente in televisione, ma che negli anni Cinquanta e Sessanta divenne un must del grande schermo, la particolarità consiste nel deformare le immagini riprese al fine di ottenere fotogrammi a largo campo visivo e, proprio per questo, particolarmente indicato per riprodurre il deserto americano caratterizzato da sconfinate pianure spoglie e assolate. Joffé riprende quella tradizione e la usa al meglio, con una messa in scena non troppo enfatica ma di grande impatto visivo.