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venerdì 18 agosto 2023

The Last of Us (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/08/2023 Qui - Su The Last of Us è stato scritto molto. Partendo dalla premessa che il videogioco conosco solo di nome, non avendolo ancora mai giocato (finalmente è arrivato su PC, ma il prezzo non abbordabile al momento mi frena), ho approcciato la serie da completo neofita. E il risultato è che mi è piaciuta davvero tanto. Un viaggio all'inferno e ritorno molto appassionante e a tratti quasi commovente. Notevole è infatti questa serie prodotta da HBO e tratta dal videogioco omonimo. Gli autori riescono in un'impresa sulla carta difficile. In un panorama saturo di prodotti di ambientazione post apocalittica, con non morti o infetti di vario genere che si aggirano sulla terra (e come in The Walking Dead gli "infetti" sono forse meno pericolosi degli esseri umani sopravvissuti, anche se con TWD qui c'è ben poco da spartire), The Last of Us sposta il tiro e si focalizza su due personaggi le cui interazioni sono il fulcro della serie. I due protagonisti sono figure caratterizzate in modo eccellente (e altrettanto bene interpretate) verso le quali lo spettatore empatizza, arrivando a commuoversi per le loro scelte e la forza del loro legame. A parte il terzo episodio totalmente inutile ai fini della storia e un settimo inutilmente prolisso, il resto della serie fila via liscia e in maniera sempre interessante. Forse vi sono troppi scontri tra umani e pochi con gli infetti mano a mano che passano le puntate, comunque la realizzazione è eccelsa, le location fenomenali e vi è un tasso di crudeltà non indifferente. Per una storia somigliante o meno dal videogioco davvero bella, ed in cui il make-up e gli effetti speciali fanno la loro parte, assicurando una visione tesa e coinvolgente quanto basta per avere voglia di aspettare la seconda stagione. Voto: 8

mercoledì 16 novembre 2022

Pam & Tommy (Miniserie)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 16/11/2022 Qui - La storia del video erotico sottratto a Pamela Anderson e Tommy Lee e venduto su Internet alla fine degli anni '90. Una miniserie che inquadra molto bene i fatti nel loro contesto con un'ottima caratterizzazione ambientale che riguarda lo star system di quel periodo (con la tutela della privacy ancora molto carente) e nel contempo descrive la rivoluzione del web allora agli albori, con la sistematica, rapida e inarrestabile trasmissione delle informazioni prima impensabile e la facile (da allora in poi) fruizione di contenuti pornografici. La storia è comunque molto cinematografica (forse troppo, "spinta" tra l'altro eccessivamente), spesso (ma non sempre) appassionante (specialmente i primi e gli ultimi episodi), con un buon mix (quando funziona) tra dramma e humour. Notevole tutto il cast, irriconoscibili Lily James e Sebastian Stan, davvero ben truccati e calati nella parte (sempre simpatico Seth Rogen). Sembra invece inesistente il lavoro sulla colonna sonora: uno strano misto di musica anni '50 e grandi hit degli anni '80, con solo qualche assaggio del decennio qui protagonista. Diverse le licenze storiche ma i punti clou restano piuttosto veritieri, in ogni caso alla fine resta poco, vedibile ma comunque dimenticabile. Voto: 6+

lunedì 21 febbraio 2022

Good Omens (1a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 21/02/2022 Qui - Un angelo e un demone da sempre sulla terra, si alleano per salvare l'umanità dall'apocalisse. Serie basata sul romanzo "Buona apocalisse a tutti" di Neil Gaiman, è un concentrato di ironia e satira, con un lavoro molto approfondito di scrittura, che si sviluppa in episodi che mettono alla berlina usi, costumi e debolezze umane, ma anche storia e religione, ponendo seriamene in discussione la dicotomia bene/male nella comune accezione del termine. Un gioiellino questo Good Omens, pieno di humor tipicamente british che rende la storia pienamente godibile e rendendola lineare, pur nella sua apparente mancanza di linearità narrativa, giacché non sono poche le linee temporali seguite e molti sono i personaggi da seguire. Il tutto è accompagnato da una (mitica) colonna sonora rock, e se a ciò ci aggiungi i due protagonisti assoluti David Tennant e Michael Sheen, il gioco è fatto. Si (sor)ride tanto e spesso, il primo è fantastico nella parte del "demone buono", così come lo è il secondo nella parte "dell'angelo cattivo". Splendida poi la sigla iniziale. La visione mette infatti allegria, ma contemporaneamente fa riflettere su un tema molto attuale, la diversità, e come, attraverso l'amicizia e la conoscenza, questa possa solo che migliorarci. Voto: 7,5