Visualizzazione post con etichetta James Spader. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta James Spader. Mostra tutti i post

venerdì 28 febbraio 2025

Le serie tv del mese (Febbraio 2025)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 28/02/2025 Qui - Una serie così lunga che vederla in un unico "slot" era impensabile, la serie in questione è The Expanse, sei stagioni per un totale di sessantadue puntate (da cinquanta minuti ciascuna). Ma se inizialmente avrei dovuto vedere una stagione ogni mese per sei mesi, la scoperta della scadenza delle prime tre stagioni su Prime Video il 27 febbraio ha scombussolato le carte. Mi sono ritrovato così ha vedere in fretta e furia le prime tre stagioni in tempo per questo di mese, spostando le restanti tre nei successivi. Un cambio di piano che ha un po' ingarbugliato l'ordine di visione, ma che non ha intaccato più di tanto la lista, sempre però parecchio intasata.

[Paramount Plus] Un gentiluomo a Mosca (Miniserie) - Nel 1922, il Conte Rostov viene confinato in una soffitta dell'Hotel Metropol di Mosca. Durante i decenni, osserva i cambiamenti politici della Russia e stringe legami con il personale e gli ospiti dell'hotel. Questo dramma storico è nobilitato da un ottimo cast, eccelso Ewan McGregor nei panni di un uomo di grande eleganza e dignità. Nonostante la presenza di troppi attori di colore nei ruoli di russi minacci il realismo, la storia, dopo una partenza lenta, avvince e commuove. Notevoli la colonna sonora e la produzione tecnica. Un gentiluomo a Mosca non è un capolavoro, ma lascia un'impressione emotiva duratura. Voto: 7

[Netflix] Senna (Miniserie) - Una miniserie non perfetta ma ben fatta, in cui la storia di Ayrton Senna viene trattata con cura e rispetto per i fatti reali, senza stravolgerli per renderli più accattivanti. Il protagonista, sebbene non impeccabile, interpreta bene il ruolo. Alcuni episodi possono sembrare un po' lenti, ma nel complesso la serie funziona e supera la sufficienza, soprattutto grazie a un ultimo episodio molto commovente e ben realizzato, con un tributo finale di 5 minuti da brividi. Rendere omaggio a uno dei più grandi piloti di sempre (che ho ammirato e di cui carriera "ho vissuto" fino in fondo) non era facile, ma il risultato è soddisfacente e ben riuscito. Voto: 6,5

[Disney Plus] What If...? (3a stagione) - L'ultima stagione di Marvel's What If...? si apre con un inizio spettacolare e chiude molte storyline, con graditi ritorni e qualche aggiunta sorprendente. L'idea delle coppie di personaggi è ben riuscita e, sebbene alcune puntate siano leggermente sottotono, a livello tecnico la serie brilla e conferma la sua forza animata. Nonostante un inizio anonimo, la serie animata (che conclude il suo percorso con una stagione discreta e concisa) ha saputo imparare dai propri errori e ha proposto episodi divertenti, deliranti e pieni di sorprese (seconda qui). Sebbene leggera, è molto piacevole. Dispiace che sia giunta alla fine, ma forse è meglio così. Voto: 7

[Sky] I delitti del BarLume (12a stagione) - Formula che vince non si cambia: si ride e si sorride per un'ora e mezza piacevole. Il cast ben rodato rende tutto fluido, ma quanto a lungo si può evitare la ripetitività? Il ritorno delle indagini di Filippo Timi rende questa stagione più interessante dell'11esima, ma il cast ampio rende difficile dare a tutti spazio, e ripetere lo stesso schema non aiuta. Corrado Guzzanti è un gigante, ma il suo personaggio Pasquali ha un arco narrativo sempre identico, e non interagisce quasi mai con gli altri protagonisti. Forse bisognerebbe (tornare a) dare più peso all'elemento giallo. I delitti del BarLume ci ha abituati molto bene, quindi si desidera sempre qualcosa di più. Comunque, l'addio a Marcello Marziali è tenero ed emozionante, ed è sempre bello ritrovarsi a Pineta ogni anno, comunque vada. Voto: 6+

[Sky] The Blacklist (10a stagione) - La decima e ultima stagione, nonostante alcune lacune e scelte affrettate, è riuscita a risollevare in parte il livello della serie, offrendo una conclusione dignitosa. Peccato che il cambiamento repentino di Red lasci i suoi conoscenti (e spettatori) basiti e di cui vera identità nessuna aperta rivelazione, lasciando solo supposizioni sul fatto che sia Katarina Rostova, la madre di Elizabeth Keen. Così si chiude una storia decennale con un protagonista carismatico. Seppur con una trama non sempre all'altezza della magistrale interpretazione di James Spader, la serie è stata sempre gradevole. Tuttavia, è giusto che ora sia giunta al termine. Voto: 5,5

[Prime Video] The Expanse (1a, 2a & 3a stagione) - La serie è ambientata nel ventitreesimo secolo, in una sorta di "Guerra Fredda" tra Terra e Marte, con i Cinturiani come terzi incomodi. La prima stagione costruisce una storia cosmica con elementi classici, utilizzando il materiale di partenza per creare una narrazione funzionale e credibile, nonostante il budget limitato. Machismo, scazzottate e sparatorie appaiono più come diversivi che necessità, e manca un vero nucleo narrativo appassionante, ma tutto è interessante. La seconda stagione migliora quanto fatto nella prima, portando a termine le trame e introducendo nuove storie, mantenendo un buon equilibrio. I personaggi evolvono e nuovi volti vengono presentati adeguatamente. La storia appassiona sia nella parte action sia negli intrighi. La terza stagione, pur restando su buoni livelli, fa un passo indietro rispetto alla seconda, con una cesura tra i primi sei episodi e i restanti sette, probabilmente influenzata da fattori esterni. Prima parte fantastica, seconda altalenante, con scrittura dei nuovi personaggi poco ispirata, ma la serie continua a stupire. E continuerà probabilmente ancora a farlo nei seguiti. Voto complessivo: 7

lunedì 30 settembre 2024

Le serie tv del mese (Settembre 2024)

Post pubblicato su Pietro Saba World il 30/09/2024 Qui - Inizialmente, non erano queste le serie che avevo in programma di guardare questo mese, ma circostanze impreviste hanno cambiato i miei piani. Così, ho selezionato e visionato queste sei serie per necessità e urgenza. Per il prossimo mese ho già tutto organizzato, mentre per i mesi successivi dipenderà dalle nuove uscite e da ciò che non posso posticipare. Comunque, come dico sempre, ci sarà sempre materiale disponibile e non ci sono problemi; prima o poi riuscirò a vedere "quella serie".

[Paramount Plus] A Bloody Lucky Day (Miniserie) - Non è il prodotto perfetto o dell'anno, ma ha le sue valide ragioni e svolge bene il suo ruolo. "A Bloody Lucky Day" non è solo la vicenda di un tassista "sfortunato", ma una miniserie che mantiene un ritmo costante, accelerando senza pause, e pur rischiando di esagerare o deviare, riesce a mantenere alta l'attenzione. Attingendo dal cinema americano e dalle eccellenti produzioni coreane, come Bargain, rimane fedele ai canoni del thriller, ma si fa notare per i suoi stratagemmi narrativi e tecnici. La regia vivace bilancia una sceneggiatura talvolta prolissa ma mai banale, che risplende nei momenti cruciali. Fotografia e colonna sonora sono sempre azzeccate, e le interpretazioni, sebbene prevedibili, sono convincenti: lo spettacolo va visto e apprezzato tutto d'un fiato. Voto: 7+

[Sky] The Blacklist (9a stagione) - Raymond Reddington ha finalmente scoperto chi ha ucciso Elizabeth Keen. La rivelazione, benché non scioccante, ha assicurato un'altra stagione alla serie. Tuttavia, la stagione che avrebbe dovuto segnare una rinascita dopo l'uscita del personaggio più controverso, si è trasformata in un periodo di stallo (l'ottava stagione qui). All'inizio, The Blacklist era accettabile nonostante la premessa insolita. L'interpretazione di James Spader era il punto di forza, ma l'effetto sorpresa si è attenuato nel tempo, con gli showrunner che hanno diluito troppo la trama attorno al mistero dell'identità di Reddington, deludendo i fan più fedeli. La nona stagione ha peggiorato le cose, con un finale insoddisfacente e senza rivelazioni decisive, e i personaggi che hanno ripetuto gli stessi errori di Liz. Con la decima stagione all'orizzonte, sarebbe meglio risolvere le questioni in sospeso e concludere la serie con dignità. Questa stagione ha davvero testato la mia pazienza. Voto: 5

[Disney Plus] Shōgun (Miniserie) - Nel XVII secolo in Giappone, un marinaio inglese viene coinvolto in una guerra tra signori feudali per il titolo di Shogun. La serie, basata su un romanzo del 1975, offre un'ampia panoramica della cultura feudale giapponese. È interessante e avvincente, con un ritmo che riflette la cultura del paese. L'ambientazione è realizzata con cura, con scene e costumi dettagliati e una presenza significativa di violenza visiva, ma non gratuita. Hiroyuki Sanada offre una performance carismatica. Tuttavia, dal punto di vista dell'intrattenimento, i 10 episodi presentano una trama a volte troppo complessa e personaggi statici. Il protagonista John Blackthorne è il punto debole: le sue interazioni e la recitazione semplicistica creano un contrasto marcato e poco credibile. La storia, che sembra sempre sul punto di culminare, non raggiunge un apice definito. Il finale è suggestivo ma lascia inconcluso. Nonostante ciò, la serie è ben realizzata e piacevole da guardare. Voto: 7

[Netflix] The Gentlemen (1a stagione) - Dopo il successo di The Gentlemen nel 2019, Guy Ritchie espande il suo mondo narrativo con una serie TV su Netflix. Questa crime comedy, caotica e stravagante, è imprevedibile e genuinamente divertente. La serie riprende lo stile e i temi di Ritchie, con alcuni attori del film, raccontando di un giovane aristocratico immischiato nel traffico di marijuana dopo aver ereditato un titolo nobiliare. The Gentlemen riflette il marchio di Ritchie: è violenta ma anche leggera, avvincente e umoristica. Ricca di colpi di scena e con un ritmo veloce, la serie vanta un cast selezionato e toni che variano dalla commedia all'umorismo nero. Nonostante qualche esagerazione e verbosità (e molti cliché), il ritmo e lo stile distintivo mantengono la narrazione vivace. Pur non deviando molto dall'originale, la serie è notevole, in alcuni punti superiore al film, in altre peggiore, ma merita comunque di essere apprezzata. Il finale apre a una seconda stagione, creando grande attesa. Voto: 6,5

[Netflix] Maid (Miniserie) - "Maid", ispirata al memoir di Stephanie Land, è una serie che evoca emozioni complesse. Narra le peripezie di Alex, una giovane in fuga da un marito violento, in cerca di una nuova vita. È una storia di resistenza, errori e speranza. La miniserie, intensa e veritiera, si avvicina più a un documentario sulla vita di Alex che a una finzione, e la sua base in una storia reale la rende particolarmente commovente nei suoi momenti più bui. I personaggi sono complessi, specialmente la madre di Alex. La protagonista, una giovane addetta alle pulizie, è ingenua e circondata da persone che ostacolano il suo progresso. Il percorso di Alex verso la felicità è pieno di ostacoli; cade spesso e le sue scelte sono a volte incomprensibili, ma è impossibile non desiderare un lieto fine per lei (magnificamente interpretata da Margaret Qualley) e per sua figlia. Anche se talvolta si può disapprovare Alex e le sue scelte autodistruttive, il suo tentativo di uscire dall'oscurità merita riconoscimento e rispetto. Voto: 7

[Prime Video] Loro (Them) (2a stagione) - Deborah Ayorinde e Pam Grier emergono come stelle in "Them 2", una serie di otto episodi tecnicamente impeccabili, ma con una identità sfuggente. Questo crime thriller-horror pone una detective donna al cuore di un omicidio, intrecciando pregiudizi e forze soprannaturali. Più horror e complesso nella trama rispetto a The Covenant, il secondo capitolo, "The Scare", evoca meno rabbia e oppressione. Ambientato nel 1991 a Los Angeles, mantiene lo stile narrativo della prima stagione e si lega ad essa tramite un filo conduttore sottile, esplorando l'orrore senza fine radicato nell'umanità. Nonostante alcuni difetti e non eguagliando la stagione precedente, "Them 2" soddisfa le aspettative, rimanendo inquietante e disturbante, e lasciando il pubblico profondamente coinvolto. Voto: 6,5

giovedì 19 ottobre 2023

The Blacklist (8a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 19/10/2023 Qui - Il ritorno dopo aver subito numerosi tipi di ritardi e pause che anche altri spettacoli hanno dovuto sopportare a causa della pandemia. La settima stagione fu persino costretta a fornire un finale di stagione semi-animato prima che la produzione dello show venisse sospesa. È stata una pausa più lunga di quella a cui si era abituati tra una stagione e l'altra, ma ora torna e dà diversi pugni, un po' in faccia e un po' nello stomaco. In un certo senso sono colpi ritardati che finalmente arrivano, ma che lasciano abbastanza freddi. La serie purtroppo è da parecchie stagioni che è alla deriva, hanno raschiato talmente il fondo del barile che ormai non c'è più nessun barile. Lo stesso James Spader (sempre magnifico) miracoli non ne può fare quando una sceneggiatura è a livelli imbarazzanti. Il problema non è solo allungare il brodo, è che proprio hanno abbandonato sotto-trame importanti, a discapito dei personaggi sempre meno incisivi. E' il caso di Liz, che volente o meno finalmente lascia, diventata inevitabilmente uno zimbello. Qualcosa sta finalmente cambiando? Si vedrà. Voto: 5,5

giovedì 22 settembre 2022

The Blacklist (7a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 23/09/2022 Qui - Per la maggior parte della settima stagione di The Blacklist (rispolverato un po' a caso quest'anno dopo anni dalla sesta stagione) è stata molto buona fino a quando non si arriva agli ultimi episodi, decisamente un po' noiosi. L'episodio finale di questa di certo non ultima stagione è stato un po' deludente. Passare avanti e indietro in uno stato di animazione alquanto orribile ha sminuito l'intera serie, sì, il COVID19 è (stato) un problema, ma l'ultimo episodio avrebbe dovuto essere lasciato per la stagione successiva, ciò avrebbe garantito l'imminente arrivo della stagione 8 e un migliore utilizzo dell'episodio per onorare la morte del nonno di Elizabeth (Brian Dennehy), per non parlare che quest'ultima sta iniziando ad essere fastidiosa. L'abbraccio al "potere malvagio" che si prospetta potrebbe aiutarla, o forse no, il gas in ogni caso sembra comunque pian piano finendo (il mistero su Red sembrava essere svelato, però così non parrebbe essere, anzi, raddoppia con la madre di Liz, quest'ultima divisa su chi sta dicendo la verità, perciò anche basta tutti questi misteri), ma si vedrà poi. Voto: 5,5

sabato 5 dicembre 2020

The Blacklist (6a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 05/12/2020 Qui - Mistero svelato, o almeno così sembrerebbe, parlo ovviamente dell'identità di Red Reddington, il misterioso ma affascinante protagonista di The Blacklist, magistralmente interpretato da James Spader capace, anno dopo anno, di portare sul piccolo schermo un personaggio difficile da odiare ma che non si può neanche totalmente amare. La sua ambiguità (rappresentata ottimamente da Spader, che ha ricevuto per questo ruolo due nomination ai Golden Globe) fa parte dell'origine del personaggio stesso, finalmente svelata al pubblico ed alla protagonista Liz (Megan Boone) nel diciannovesimo episodio della sesta stagione. Una stagione che arriva dopo una buona quinta stagione (qui) che lasciava però presagire questa verità, anche perché la nuova stagione riprende dal colpo di scena con cui la serie ci lasciò lo scorso ciclo di episodi. Ed è sostanzialmente questo il fulcro di una stagione nella media della serie, che però nelle altre puntate (fra le new entry dei nuovi episodi, c'è anche Christopher Lambert) non regala sorprese, quindi pure sotto a questa media, e poi come se non bastasse più che nelle precedenti stagioni qualcosa comincia a scricchiolare, quanto nella messa in scena che in tutto il resto. Tuttavia non manca di suspense, anzi, proprio al termine di questa sesta stagione l'ennesimo colpo di scena, che manterrà alta sicuramente l'attenzione alla prossima stagione, in cui ritroveremo (più o meno) tutti i protagonisti, anche il recentemente scomparso Clark Middleton nei panni di uno personaggi secondari più amati della serie. Voto: 5,5

lunedì 17 giugno 2019

The Blacklist (5a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 26/07/2018 Qui - Dopo un'attesa lunga quasi un'anno, l'attesa di scoprire finalmente la verità, o una delle tante, ecco fare capolino, e nuovamente su FoxCrime, le oscure ed intricate vicende con protagonista Raymond "Red" Reddington (James Spader), ovvero la quinta stagione di The Blacklist, la serie che dal 2013 racconta la collaborazione tra il protagonista truffatore ed Elizabeth "Liz" Keen (la bella Megan Boone, interprete di San Valentino di sangue), membro dell'FBI che nella quarta stagione (qui la mia breve recensione) si è scoperto essere sua figlia. La quarta stagione della serie NBC si concluse però anche con un altro avvenimento importante, ovvero il crollo dell'impero economico che Red aveva costruito in tanti anni di onorata ma illegale carriera. E proprio da qui si riparte per raccontare un Raymond molto diverso, pieno di voglia di vivere, di ricostruire, che farà da perno centrale in un racconto stavolta un po' più leggero di quelli delle precedenti stagioni, ma che tuttavia riserverà parecchie sorprese, sconvolgenti colpi di scena ed ovviamente nuovi criminali da acciuffare e altresì ricattare per scopi decisamente personali. Nel mezzo infatti degli episodi, ben 22 in tal caso, e in cui tanti saranno i camei di attori più o meno famosi, su tutti John Noble della serie tv Sleepy Hollow e Pruitt Taylor Vince di The Devil's Candy, e in cui non mancherà l'azione, dopotutto il punto di forza della serie non sta solo nella presenza di un sempre carismatico, versatile James Spader (che grazie alla sua bravura è stato due volte nominato ai Golden Globes), ma soprattutto nel ritmo, sempre indiavolato e senza un attimo di tregua, e in cui c'è tanto da tener nascosto, assistiamo a diatribe (in modi poco convenzionali) e scontri (anche interni) tra Red e Liz, perché anche se il rapporto tra i due protagonisti, così complicato fin dall'inizio, è stato dunque finalmente delineato, di certo non può dirsi risolto, dal momento che i segreti che dividono i due sono ancora tanti.

giovedì 6 giugno 2019

The Blacklist (4a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 13/12/2017 Qui - La quarta stagione di The Blacklist è stata davvero scoppiettante, un quarto capitolo diviso in due atti, esattamente come accaduto per altre serie (ma non per la discreta terza, qui la recensione). A quanto pare, allungare il brodo per riempire il vasto pentolone da più di 20 episodi non va più di moda, meglio dunque frazionare l'intera stagione in due trame legate e slegate allo stesso tempo fra loro, raccontare due storie diverse passando per gli stessi interpreti. Il contorno di The Blacklist: Redemption, lo spin-off della serie madre con protagonista Ryan Eggold e il suo Tom Keen, è andato invece ed ovviamente incontro ad un fallimento annunciato e repentino (era già chiaro che non sarebbe stata la stessa cosa). La quarta stagione di The Blacklist ha infatti ricordato ed evidenziato ancora una volta, semmai ce ne fosse stato bisogno, che la serie partorita dal genio di Jon Bokenkamp vive e respira essenzialmente in due soli personaggi, la bella, confusa e continuamente sballottata tra una mezza verità e un'altra Elizabeth (Megan Boone), e quel mostro del piccolo schermo chiamato Raymond Reddington (un sempre più redivivo James Spader), gli altri (con tutto il rispetto) contano davvero poco (seppur qualcosa in più e di buono fanno). L'altro elemento era l'annosa questione che più attanaglia i fan della serie NBC: Red e Liz sono padre e figlia? Il midseason finale di potrebbe aver risposto alla domanda, seppur molti erano diventati i dubbi per colpa di Alexander Kirk (personaggio solo intravisto a fine terza), boss del crimine russo e marito di Katerina Rostova, madre di Elizabeth (ai tempi Masha), che nella prima parte di stagione, torna a reclamare la sua prole. Lui infatti convinto di essere il padre biologico la rapisce insieme alla figlia.

sabato 18 maggio 2019

The Blacklist (3a stagione)

Recensione pubblicata su Pietro Saba World il 18/07/2016 Qui - The Blacklist è un'avvincente e adrenalinica serie televisiva (statunitense) trasmessa dal 23 settembre 2013 sulla rete televisiva NBC, in Italia in esclusiva su FoxCrime il 6 dicembre dello stesso anno. Questa serie, ambientata principalmente a Washington, (ideata da Jon Bokenkamp) è una delle più spettacolari thriller-crime poliziesco-drammatico degli ultimi tempi, che segna il ritorno di un grande attore qual'è James Spader (l'indimenticabile Doc del film Stargate) che interpreta con grande maestria e capacità Raymond "Red" Reddington, uno dei più pericolosi (spietato quando serve) criminali nella FBI Ten Most Wanted Fugitives, che (all'inizio della serie) si costituisce all'agenzia offrendosi di fornire informazioni su ogni persona con cui abbia lavorato, come clausola all'accordo però, chiede di avere l'unico suo referente in Elizabeth Keen, una giovane profiler al suo primo giorno di servizio. Questa richiesta, all'apparenza incomprensibile, costringe così l'agenzia a rendere Elizabeth parte integrante di una segreta task force, che da quel momento inizia a occuparsi essenzialmente dei casi forniti da Red. Ora con questa terza stagione qualcosa è ovviamente cambiato dall'inizio, non tanto il rapporto sia personale che di affari con l'Fbi, dato che la speciale blacklist (lista nera) stilata da Reddington tradisce un carattere molto personale, l'uomo, infatti, grazie a questa vuole liberare la piazza dai suoi principali nemici, avvalendosi delle forze dell'FBI, il Bureau non può tuttavia esimersi dal catturare quelli che sono a tutti gli effetti dei criminali, dando così l'avallo a questa singolare collaborazione. Queste cacce all'uomo finiscono ben presto per intrecciarsi con le vicende personali della stessa Elizabeth, orfana dai tempi dell'infanzia, che cerca di capire quale sia la vera natura del legame tra lei e Reddington. Un legame che neanche dopo tre stagioni si è capito, poiché in quasi tutti gli episodi di The Blacklist andati in onda finora sono girati (sottotraccia per fortuna, altrimenti sarebbe stato noioso) attorno all'annosa (ingombrante e stressante, quasi soffocante) questione del rapporto tra l'affascinante e imprendibile (rude e cinico nonché imprevedibile e ironico con il suo borsalino nero e occhiali scuri, vestito sempre elegante) Reddington e la bella agente dell'Fbi dal passato oscuro Liz (la bella ma anche leggermente sopra le righe, in certi frangenti e in certe puntate, Megan Boone). Lui è suo padre? Se sì perché non vuole dirglielo? E se invece i due non fossero parenti ma lui avesse promesso a qualcuno di difenderla? Gli interrogativi che investono i due protagonisti della serie, restati quasi tutti irrisolti, almeno fino all'ultima puntata (e anche prima) di questa entusiasmante stagione quando qualcosa di scioccante succede ma che non svela proprio tutto, anzi, tutto viene rimescolato e rimesso in gioco, complicando un quadro già dipinto.